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Leonardo da Vinci/Capitolo 6 - Leonardo in Francia. Francesco I. Vari artisti italiani. Morte di Leonardo

Capitolo 6 - Leonardo in Francia. Francesco I. Vari artisti italiani. Morte di Leonardo

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Capitolo 6 - Leonardo in Francia. Francesco I. Vari artisti italiani. Morte di Leonardo
Capitolo 5 - Leonardo e Michelangelo rivali in pittura ed in architettura militare. Accademia di pittura e di scultura Capitolo 7 - Pregi di varie opere

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CAPITOLO VI.


Leonardo in Francia. — Francesco I.

Vari artisti italiani. — Morte di Leonardo.


Niun monarca più di Francesco I fa ammiratore delle belle arti, e niuno più di lui favorì e premiò i loro cultori (8). Il Primaticcio e Leonardo da Vinci lo seguirono in Francia, e furono come due conquiste ch’egli fece in Italia. Accordò loro la sua amicizia, onde consolarli di [p. 16 modifica]avere rinunciato alla loro patria. A veramente reali liberalità egli aggiungeva i più delicati riguardi; impiegava le stesse negoziazioni per attirare alla sua corte artisti e dotti stranieri, come se si fosse trattato di unire una provincia al suo regno. Maestro Rosso ed altri rinomati pittori e scultori, nonché letterati e scienziati, furono pure chiamati a Parigi per abbellirlo e adornarlo di nuove meraviglie artistiche (9). L’architettura, ch’egli moltissimo prediligeva, si mostrò splendida e degna di lui, in vari grandiosi fabbricati. Il Louvre, che divenne pei lavori successivi uno dei più magnifici palazzi del mondo, dovette i suoi principii e le sue belle proporzioni a questo monarca. Il castello di Fontainebleau e quello di Chambord attestano egualmente il suo gusto per le arti belle.

La scultura fece i più grandi progressi sotto il suo regno. Il Mausoleo, che la di lui gratitudine fece erigere a Luigi XII, diede principio in Francia ad un nuovo ordine e carattere di monumenti. Ben tosto i palazzi de’ re e gli hòtels dei grandi signori furono ornati di statue, le quali già dimostravano che i capolavori antichi, e quelli di Michelangelo, non erano stati infruttuosamente contemplati e studiati da Filiberto de Lorme, da Giovanni Cousin, Pietro Bontemps e Germano Pilon.

Allorché Raffaello diede a Francesco I un San Michele, che molto bramava di possedere, questo principe pagò detto quadro molto più caro di ciò che avrebbe sperato la modestia dell’artefice; quindi questi, con tutta la generosità del talento, offrì al monarca una Sacra Famiglia, di sua composizione. Francesco I accettò con la solita sua cortesia l’omaggio di Raffaello, dicendo: Les grands artistes ont droit à la même immortalité que les princes, et vont de pair avec eux.

Il monarca voleva pure alla sua corte Raffaello, ma Leone X lo ritenne a Roma, onde lavorasse alla basilica di San Pietro. Però Raffaello, grato alla generosità del re, [p. 17 modifica]gli mandò quadri di grandissimo valore: i due mentovati. Ne aveva quasi ultimato un terzo, La trasfigurazione di Gesù Cristo, ch’è come il capolavoro della pittura; ma la di lui morte non gli permise di dargli l’ultima mano. È sovra simili modelli che gli artisti francesi poterono formarsi.

Leonardo, alla corte di Francesco I professore delle lettere e delle arti, fu accolto con la massima distinzione e divenne l’artista favorito del magnifico monarca, apprezzatore degli artisti e letterati italiani, di cui volle si onorasse il suo regno. Francesco I fissò a Leonardo una pensione annua di 700 ducati d’oro, somma considerevolissima a quei tempi.

Il grande cartone che Leonardo fece del quadro dell’altare maggiore della Chiesa dei Servi in Firenze, rappresentante la SS. Vergine con Gesù Cristo e S. Anna, dopo di avere eccitato l’ammirazione dei Fiorentini divenne proprietà di Francesco I, che teneva in grande estimazione questo magnifico lavoro.

Allorché Leonardo recossi in Francia, era già vecchio e cagionevole, per cui non potè fare che pochi lavori; ma erano lavori di un grande artista. Altri pittori, scultori, architetti, ingegneri, che erano pure al servizio della corte, molto approfittarono dei suoi esempi e consigli. Egli fondò in Francia una scuola di Pittura.

Ammalossi in Fontainebleau. Il re che molto l’amava, e che in grandissimo conto lo teneva, recossi a visitarlo nell’ultima sua malattia. Leonardo morì nell’istante in cui il monarca sostenevalo onde fargli prendere un brodo; spirò nelle braccia di Francesco I nel 1520, altri dicono nel 1518, in età di 75 anni.

Là disperazione del re, per una tale perdita, sorprendeva non poco i cortigiani. Uno di loro ardì palesargli il proprio stupore, ma il re gli rispose sdegnoso: Je puis faire tous les jours des grands seigneurs comme vous et Dieu [p. 18 modifica]seul peut faire un homme tel que celui que je perds. — Leonardo fu accolto dall’immortalità.

Un distinto pittore francese si è giovato di questo fatto interessante per soggetto di un quadro noto ai conoscitori. — Un emulo di questo pittore dipinse con ingegno la morte di Raffaello, presente papa Leone X.