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Leonardo da Vinci/Capitolo 5 - Leonardo e Michelangelo rivali in pittura ed in architettura militare. Accademia di pittura e di scultura

Capitolo 5 - Leonardo e Michelangelo rivali in pittura ed in architettura militare. Accademia di pittura e di scultura

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Capitolo 5 - Leonardo e Michelangelo rivali in pittura ed in architettura militare. Accademia di pittura e di scultura
Capitolo 4 - Pittore. Il Cenacolo Capitolo 6 - Leonardo in Francia. Francesco I. Vari artisti italiani. Morte di Leonardo

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CAPITOLO V.


Leonardo e Michelangelo rivali in pittura ed in architettura militare. — Accademia di pittura e di scultura.


Leonardo fu incaricato dalla Repubblica di Firenze, unitamente a Michelangelo, di dipingere la gran Sala del Consiglio. I cartoni di queste sublimi composizioni, esposti al pubblico, servirono di studio a’ più valenti pittori. Raffaello, allora in età di venti anni, venne espressamente a Firenze per vederli, e subito cangiò il suo stile. — Michelangelo divenne geloso di Leonardo, e tanti furono i dissapori che gli fece provare (cosa incredibile dalla parte di un sì grande artefice; ma, umane debolezze!), che Leonardo fu obbligato di lasciare il soggiorno della capitale della Toscana, e se ne andò a Roma, all’elezione di Leone X. Ma Michelangelo trovandovisi pure, la gelosia dei due rivali aumentò all’eccesso, e Leonardo divisò di recarsi in Francia. Di rado addiviene che la gelosia, passione crudele, non rompa l’unione che sembrerebbe dover regnare fra gli uomini di talento, per stimarsi tutti reciprocamente. Il Vinci ed il Buonarotti dividevano egualmente l’universale ammirazione, procurata loro da quei dipinti divenuti famosi, ove vedevasi tanta maestria ed ingegno, ed eseguiti con una emulazione degna di loro.

In Roma, il duca Cesare Valentino Borgia, apprezzatore dei rari talenti di Leonardo, gli diede l’impiego di ingegnere generale. — Per lo stesso duca tracciò il piano [p. 15 modifica]delle fortificazioni per la difesa dei suoi Stati. — I sistemi delle quali opere fortilizie furono ammirati, e servirono di modello a tutte le altre di simile genere: lavori che diedero a Leonardo fama di peritissimo architetto militare. Michelangelo egualmente fortificò la città della sua cara Firenze. Assai grande doveva essere colui che fu uno de’ modelli di Raffaello, e che destò l’invidia di Michelangelo!

Michelangelo, gareggiando in Firenze con Leonardo, pervenne a forza di studio ad essere egualmente grande nella pittura, nella scultura e nell’architettura. Sotto gli auspici di Lorenzo de’ Medici, anch’esso grande uomo, eresse in Firenze la Sicione italiana, Accademia di pittura e di scultura. Questi due stragrandi ingegni sembravano volere dividersi il campo delle arti e delle scienze. Ripetiamolo, la sola Italia produce tali uomini, tali genii enciclopedici; l’Italia sarà sempre, quando gli’Italiani tutti lo vogliano, il primo paese del mondo; dessa non sarà giammai la terre des morts, nè poussièr humaine, come disse il sapiente ed imparziale Lamartine, nella continuazione del poema Child-Harold di Byron, ove si mostrò come un nano che si misura con un gigante.