Le private istituzioni economiche, educative e di beneficenza pubblica dell'Alsazia all'esposizione universale del 1867

Antonio Bruni (insegnante)

1867 Indice:Le private istituzioni economiche, educative e di beneficenza pubblica dell'Alsazia all'esposizione universale del 1867.djvu Le private istituzioni economiche, educative e di beneficenza pubblica dell'Alsazia all'esposizione universale del 1867 Intestazione 25 febbraio 2019 100% Da definire

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LE PRIVATE ISTITUZIONI

ECONOMICHE, EDUCATIVE E DI BENEFICENZA PUBBLICA

dell'Alsazia

ALL’ESPOSIZIONE UNIVERSALE DEL 1867

per

L’Avv. ANTONIO BRUNI


(Estratto dal Giornale delle Arti e delle Industrie)

FIRENZE

TIP. G. GASTON


1867

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ALL’ILLUSTRE

COMM. CONTE GIOVANNI ARRIVABENE

SENATORE DEL REGNO

MEMBRO DELL’ISTITUTO DI FRANCIA

ECC. ECC. ECC.


A Voi, venerando cultore delle discipline educative ed economiche, e amatore ardentissimo delle istituzioni d’ogni paese che la civile carità erige a testimonio del sacro vincolo di sociale fratellanza, pensai, non sarebbe tornata discara la dedica di alcune notizie sulle Istituzioni del libero progresso dell’ Alsazia; ed è perciò che io, con quella reverenza ed affetto che si deve da discepolo a maestro, a Voi ho voluto fossero consacrate queste pagine, che siano ricordo di gratitudine, pell'affetto che mi portaste sempre e pei conforti e consigli che mi ebbi e che spero non ultimi dall’animo vostro nobile e veramente italiano.

Con altissima stima

Prato, Settembre 1867.

Vostro

Avv. Antonio Bruni.


[p. 6 modifica]L’Alsazia si presenta come un paese modello fornito di ottime istituzioni e progredente in ogni ramo di Civile Economia, e di queste fece bella mostra recentemente all’Esposizione Universale di Parigi. Essa è sede di un popolo felice, e, come fu detto benissimo, uso alla salubre disciplina del lavoro, e che lanciato fra la Francia e la Germania, partecipa dei pregi delle due grandi nazioni, senza sposarne i difetti. — Colmar e Mulhouse sono due centri di vera vita intellettiva, industriale e tecnica. M. Dollfus, il più ricco fabbricante di cotone dell’alto Reno, è il Sindaco e la Provvidenza di quest’attiva città, e insieme l’anima del [p. 7 modifica]

movimento morale ed economico del paese. Qui Case Operaie, Biblioteche Popolari, Società Cooperative, Scuole Professionali, Lavoratoj, Asili, Casse di prestito e di risparmio, ec.

Noi parleremo brevemente di tutte queste istituzioni, cominciando da quelle che hanno scopo educativo, poiché provvedendo esse al miglioramento intellettivo e morale delle plebi, formano la sorgente d’ogni altra ricchezza materiale d’un popolo: e ne parliamo mettendo in chiaro i resultati della iniziativa privata, perchè si veda quanto questa giovi al progresso delle civili istituzioni; senza pretendere con ciò di voler prender campo nella questione agitatissima, se cioè si debba più sperare dall’azione dei privati o da quella ufficiale e governativa, essendo pur sempre necessario a tale soluzione partire da considerazioni relative, che ogni popolo ha una vita, un’indole, un genio speciale ed originale, i cui caratteri sono determinati più spesso dalle condizioni materiali in mezzo a cui vive.


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Asili

Prender cura dell’infanzia è certamente la base dell’edificio educativo: essa naturalmente flessibile e scevra da cattive abitudini, è facile ad essere ben diretta nel suo carattere, nel sentire, e ne’ suoi istinti.

Il sistema manifatturiero e anco l'industria agricola chiamando il padre e la madre al lavoro, ed obbligandoli a lasciare la casa senza custodia e senza vigilanza, fece sentire ben presto l’opportunità e l’utilità di quelle istituzioni che diconsi Asili d’infanzia nello scopo di provvedere alla sorveglianza e all’educazione di quelle creature, che, abbandonate all’apparire del giorno dai genitori, rimanevano poscia vaganti e tumultuanti per le vie, o anco nella casa stessa esposte a mille pericoli.

Questi asili, che ebbero la prima patria nel Basso Reno per l’iniziativa della Sheppler e del Parroco Oberlino, e che poi subirono le dotte trasformazioni in vere istituzioni educative dei principali educatori d’Alemagna come il Rezewith, il Rochou e l'ab. Demiau che v’introdussero il lavoro quale elemento [p. 9 modifica] necessario all’educazione, del Kindermann che v’introdusse il canto e del Basedon che adottò il metodo figurativo per rendere più precisa e sicura la percezione1; questi asili, vogliamo dire, sono molto diffusi nell’Alsazia, ed oltre a salvare i piccoli fanciulli dall’ozio, dal vizio e dalle conseguenze dell’abbandono, presentano il vantaggio di una educazione religiosa e morale alternata colla lettura, colla scrittura, col canto, colla preghiera, con racconti, con movimenti semplici e ordinati che servono alla ricreazione e alla educazione fisica, e d’un insegnamento in cui rivivono gli affetti di famiglia, essendo una madre per lo più preposta al medesimo.

Oggi nell’alto Reno vi sono ben 130 asili, di cui 14 sono d’iniziativa privata, e in essi si educano 16 mila fanciulli. A Mulhouse il Sindaco Andr. Koeclin fondò nel 1834 prima d’ogni altro, un Asilo; ed altri 12 sorsero poscia col mezzo di soscrizioni e lotterie di beneficenza: un’altro Asilo fu fondato e [p. 10 modifica] mantenuto per parecchi anni a proprie spese dalla Signora N. Koeclin e poi donato al Comune; e questi ricevono oltre 2 mila fanciulli: 2 altri asili in quelle stesse città furono istituiti, l'uno dalle Suore di Niederbronn e l’altro dalle Signore Schwartz e Schlumberger: il primo coll’aiuto della carità cittadina, il secondo a spese delle fondatrici che pagarono 65 mila franchi la compra del terreno e pel fabbricato dell’ edifizio; entrambi furono poi donati al Comune.

La vedova Kiehbnann fondò a Illzach un asilo a sue spese per la più parte e con altri pochi benefattori.

A Pfastatt egualmente a private soscrizioni fu aperto e si mantiene tuttora un asilo.

Molti industriali e capi fabbrica perchè hanno il loro stabilimento in posizione lontana dai centri popolosi in cui evvi l’asilo pubblico, erigono a loro spese un privato asilo da servire ai figli di quegli operaj che di quello non potrebbero profittare.

Così han fatto gli stabilimenti di Hàrtmann-Schmalzel a Malmerspach, di Roman, Gros, Marozeau a Wesserling: Bourcart in Guebwiller, la fucina di Viellard, Migeon [p. 11 modifica] e C.ia a Gradwillars; Dollfus-Mieg e C.ia a Dornach; quest’ultimo che contiene oltre 200 bambini, costa di annuale mantenimento L. 5 mila, e il solo fabbricato L. 25 mila. Fra gli altri privati registriamo quello di Colmar che l’ab. Worm fondò con quote annuali sottoscritte dai generosi cittadini e benefattori d’ogni classe.

A Guebwiller, Enrico Schlumberger è fondatore d’un asilo, che egli mantiene a sue spese e che conta 400 alunni.

A Munster i fratelli Hartmann aprirono a proprie spese sale d’asilo per 500 fanciulli, spendendo nell’edifìzio la somma di 75 mila franchi.

Crediamo sia cosa da fare assai meraviglia questa larghezza di beneficienza privata in prò dell’istruzione infantile, se pensiamo che nell’alta e media Italia, il mantenimento dei pochi asili fondati sul sistema Aporti e pur sempre meno costosi di quelli dell’Alsazia dà pensiero a parecchi municipii; non diciamo della bassa Italia, perchè mentre dei 2,800 istituti infantili che possediamo, i più sono nella parte superiore, è pur doloroso il confessare che fino al 1864, l’altra [p. 12 modifica] aveva 6 delle più vaste province senza neppure uno di questi pubblici asili!

giardini infantili (Kindergaerten).

È questo il nome di una istituzione ancora ben poco diffusa, tranne in Germania e specialmente ad Amburgo e Gotha, dovuta all’alemanno Federico Froebel, il quale osservando come i fanciulli hanno una soddisfazione grande nell'affaccendarsi a imitare, disporre, inventare, insomma nel lottare incessantemente per arrivare alla meta in cui sperano possa il loro spirito trovar piacere e felicità, pensò che a ben conoscere le indoli e le tendenze e poterle educare, coltivare e dirigere, fosse opportuno ordinare de’ giuochi in modo da formare un sistema compiuto in cui si trovano tutti gli elementi dell’arte e della scienza adattabili all’intelligenza dei fanciulli: 1° vi sono de’ giuochi da costruire e connettere, i cui prodotti si riferiscono alla semplice imitazione, alla bellezza, o all’intelligenza; questi giuochi ch’egli chiamò forme di vita, di bellezza, d’intelligenza, uniti all’esercizio del disegno e del canto, hanno una particolare influenza sullo svolgimento della [p. 13 modifica] volontà, del sentimento e della ragione: 2° vi sono occupazioni con cui si desta la passione per l’industria e si fanno acquistare delle attitudini tecniche di diverse arti: 3° vi sono giuochi di movimento, che s’alternano colla musica e col canto e tendono a sviluppure la grazia e l’agilità delle membra.

Di queste istituzioni fondate su tal sistema e che produssero finora buonissimi resultati ve ne sono moltissime a Mulhouse, e si può dire quasi in ogni asilo.

Vi ha poi una scuola destinata più particolarmente alla pratica completa dei precetti del Froebol e fu fondata nel 1857 da madama Koechlin.

Altri due giardini infantili poi fondati l’uno dai fratelli Bourcart e l’altro da M. Schlumberger furono da qualche anno istituiti a Guebwiller e hanno circa 200 alunni.

In Italia quest’istituzione non è ancora stata messa in pratica, ad eccezione, ch’io sappia, dell’istituto privato Liebler di Napoli, dove ha avuto buon successo.

Scuole Elementari.

Il Dipartimento dell’Alto Reno, che non la cede in nulla al Dipartimento Doubs in [p. 14 modifica] fatto d’istruzione diffusa, vanta l’istruzione elementare o primaria disseminata fra le sue popolazioni nel più alto grado. Ogni comune, sebbene piccolissimo, conta almeno una scuola; anco nella parte rurale, pochissimi sono quelli che non profittino del benefizio dell’istruzione.2

Pure alcune difficoltà si frappongono ancora a una maggior diffusione, come la distanza dal centro per quei piccoli operai che sono addetti a qualche stabilimento d’industria e anco la coincidenza delle ore dei lavoro con quelle della scuola. È vero bensì che molti industriali fondarono delle scuole per questo oggetto, e che altri permisero che i giovanetti attendessero per alcune ore alla scuola e quindi facessero ritorno nella fabbrica, senza nulla detrarre al loro piccolo salario; la Società industriale credè possibile conciliare gli interessi del lavoro coll'istruzione facendo lavorare i giovanetti dagli 8 ai 12 anni solo mezza giornata e rilasciando l'altra metà per frequentare le [p. 15 modifica] scuole, e in questo intendimento si rivolse fino dal 1847 con una petizione al potere legislativo del Parlamento.

I privati han fatto una bella gara nel promovere l’istruzione elementare. M. Hartmann, antico Pari di Francia, diè fra gli altri nel 1857 un bell’esempio di liberalità e di generoso patriottismo, stabilendo a Munster delle Scuole primarie, cattoliche e protestanti, che non contengono meno di 800 giovanetti d’ambo i sessi e per le quali spese 250 mila franchi!

E un’altra di grado superiore ne fondò nel 1860 essendo sindaco di Munster e più anco dotandola di una parte tecnica con numerosi apparecchi di fisica e chimica per l’insegnamento pratico di ciò che attiene alle arti e mestrieri.

Le Case Herzog e Hirn a Logelbach fondarono anch’esse alcune scuole dirette da Suore, in cui si ricevono i figli dei loro operai e quelli delli abitanti del paese.3 [p. 16 modifica]

Scuole Domenicali.

Queste scuole principalmente provvedono all’istruzione di quelli adulti e giovani operai che per esser troppo applicati al lavoro sono costretti a profittare dell'istruzione nelle feste e nelle Domeniche, ed anco servono a diminuire gli effetti della scioperatezza a cui dai giovani più s'inclina nei di festivi.

Se il pensiero di queste scuole può dirsi veramente Italiano e più specialmente Lombardo, perchè si debbono all’iniziativa di S. Carlo Borromeo in quella provincia, che ne conta duecento cinquanta, con oltre 6mila alunni, pure nel resto d’Italia sono poco o punto diffuse, essendo 750 circa, lo che è nulla specialmente in dirimpetto dell’Inghilterra che ne conta oltre 20mila ed agli Stati Uniti che n’hanno 140mila con un milione d’alunni!

Nell’alto Reno la Società industriale di Mulhouse, fino dal 1828, si fece ad incoraggiare la istituzione di simili scuole, premiando con apposita medaglia quelle signore che prime iniziarono un tale insegnamento, ora [p. 17 modifica] già diffuso in tutta la provincia.4 Nel 1846 la Società di S. Vincenzo di Paola fondò col concorso di Madama Koechlin e di Valentino Meyer una scuola Domenicale per adulti e giovanetti da 8 a 12 anni senza distinzione di culto, e un’altra per le giovinette sotto il patronato della Società medesima, diretta da molti anni e gratuitamente dall’abile istitutrice sig.a Kummer con buonissimo successo; private soscrizioni e una lotteria di beneficenza suppliscono largamente alle spese di mantenimento.

Anco a Colmar cogli stessi mezzi si sostiene una Scuola Domenicale per adulti; ed un'altra per adulte cattoliche dovuta alla privata iniziativa dell’Abate Meyblum. Anco il Concistoro della Confessione d’Augsbourg vi istituì da molto tempo varie scuole della Domenica, per ambo i sessi del culto protestante.

A Guebwiller pure havvi una privata Scuola Domenicale fondata nello [p. 18 modifica] Stabilimento dei FF. Bourcart, cui è annesso l'insegnamento della meccanica e del disegno lineare e d’ornato.

Lavoratoj per le fanciulle.

Gli stabilimenti destinati a raccogliere le giovanette povere, e abbandonate per abilitarle ai lavori manuali proprii del sesso femminino, sono molto utili, non solo per la classe cui giovano, ma anco considerandoli dal lato sociale, mentre salvano tante fanciulle dal vizio, dalla miseria, preparano delle ottime domestiche e delle buone madri di famiglia; questa famiglia d’altra parte tutto attende dalla donna; essa ha parte essenziale nell'educazione della prole, nello stabilire le abitudini e gli usi della casa; alle risorse previdenti e ingegnose del suo pensiero è affidato il governo domestico, il mantenimento dell’ordine, la conservazione del corredo e delle suppellettili casalinghe.

Diffusissimi sono questi lavoratoj delle fanciulle specialmente Mulhouse e nei suoi dintorni. — Colmar ne ha uno fino dal 1841 per le giovani cattoliche, e un altro promiscuo per le giovani d’ogni culto fondato nel 1853 da [p. 19 modifica] Madama Caillié: molte signore riunite in Società e paganti una quota mensile forniscono le entrate per mantenerli; vi s’insegna a cucire e far vestimenta che si distribuiscono alle allieve e famiglie povere della città e del villaggio. — Egualmente a Malmerspach, a l’Ile Napoléon, e a Thaun, che istruisce le giovani misere e fornisce abiti ai poveri, nonché lavoro alla bisognose.

A Mulhouse sono, fra gli altri, i più frequentati quei delle Suore di Niederbronn e delle Suore della Divina Provvidenza.

A Wesserling vi son lavoratoj istituiti dai fabbricanti MM. Gros, Roman, Maroscau e C.

A Bitschwiller, madame Stekelin nel suo proprio palazzo fino dal 1855 aprì un lavoratojo in cui riunisce ogni giovedì 30 giovinette (che per quel giorno vi sono anco nutrite): queste vi imparano a cucire, tagliare abiti, imbiancare ec., — la fondatrice somministra gratis le stoffe necessarie per un vestiario completo ad ogni allieva che dee cucirselo da sè. In undici anni di vita di questo lavoratojo si può calcolare 300 giovani, di cui buona parte saranno a [p. 20 modifica] quest’ora madri di famiglia, che ebbero l’istruzione conveniente per ben governare una casa.

Orfanotrofi.

È nell’ordine della Provvidenza che i figli abbiano nel padre guida e sostegno per la loro educazione, mantenimento, e abilitazione: — questo mancando per causa di superiore sventura, è naturale che venga come padre d’adozione in loro aiuto la Società, a cui interessa per le ragioni d’ordine pubblico e di generale prosperità avere cittadini costumati ed abili al lavoro. A questo provvedono gli Orfanotrofi, dei quali ha buon numero l’Alsazia dovuti all’iniziativa privata.

Alla Cenobia di Mulhouse fino dal 1855 vi ha uno di questi ricoveri per le giovanette, dovuto in gran parte alla Società di S. Vincenzo di Paola ed al generoso concorso dei Signori Miquez e Rogg; ne conta quasi cento: ed un altro, ora Comunale, ma eretto a spese del Sindaco Jacopo Koechlin, ne contiene un numero non minore.

A Colmar, fino dal 1861, le suore della [p. 21 modifica] Croce di Strasbourg dirigono un Orfanotrofìo con 52 alunne, cui s’insegna cucire, lavori di maglia, stirare, far da cucina, lavori rurali, per farne poscia buone domestiche, cameriere, e operaie campestri. Un altro consimile, fondato nel 1834, con 25 alunne, è soccorso in gran parte dal Concistoro della Confessione di Augsbourg. A Thaun vi ha un Orfanotrofio maschile fondato da M. Henriet, con 32 alunni, e diretto dalle Suore del Sacro Cuore.

A Kientzheim le stesse suore dirigono un orfanotrofio femminile.

A Guebwiller un altro Orfanotrofio maschile per oltre 80 alunni rende eminenti servigi alla classe operaia ed è alimentato dalle offerte di private soscrizioni.

A Kembs un Orfanotrofio agricolo professionale e fondato dalla Società di S. Vincenzo di Mulhouse, accoglie gli orfani poveri, gli educa moralmente e civilmente e gli prepara alle varie arti e professioni a seconda della loro attitudini. Ha 100 alunni interni orfani, riceve in pensione anco dei non orfani e ammette all’istruzione buon numero di esterni. Per le spese vi concorre il [p. 22 modifica] Consiglio Generale, il dipartimento, e una porzione del legato di Napoleone I.

A Saint-Nicolas il benemerito Keller, già deputato dell’alto Reno, fondò a sue spese un Orfanotrofio che fornisce, oltre la istruzione elementare, anco l'insegnamento pratico agrario a più di 20 giovani che vi escono con buon corredo, di cognizioni, e sono ricercatissimi.

A Ribeauvillè vi ha un vasto Orfanotrofio maschile con circa 140 alunni, diretto e fondato dalle Suore della Provvidenza, che lo mantengono a proprie spese.

Asilo Agricolo di Cernay.

M. Risler è il fondatore di questa specie di colonia agricola fino dal 1848 e che rese ottimi resultati e grandi servizi all’agricoltura; in un vasto podere che vi è annesso, un buon numero di giovani d’ambo i sessi si esercitano nei lavori agrarj, oltre ricevere l’istruzione civile e religiosa: questi giovani fatti più adulti e uscendo dallo stabilimento sono desiderati e ricercati dai possessori di fondi rustici. Si mantiene con soscrizioni particolari, con sussidj del Dipartimento e del [p. 23 modifica] legato Napoleone, con alcune pensioni e col retratto delle derrate non consumate nell’Asilo e che in quest’ultimo anno ascese quasi a L. 7 mila.

Asili per i ciechi.

È superfluo dire quanto sia umanitario provvedimento, l’istituire Asili ove il cieco, tolto da quell'isolamento in cui lo getta una tal disgrazia, possa essere abilitato ad un’arte che lo renda utile a sè ed alla Società. Si narra che verso il 1783 un certo numero di questi infelici desse un concerto pelle vie di Parigi, e per aggiungere divertimento ed eccitare maggiormente la carità del pubblico, si fossero essi provveduti di occhiali e scartafacci musicali su cui simulavano fissar gli occhi; lo scherzo mosse la risa, ma Valente Haüy che trovavasi fra gli spettatori, pensò che lo scherzo potesse tradursi in realtà, insegnando al cieco, col sostituire al senso della vista quello del tatto.

Fisso in questo pensiero, chiamò presso di sè quei ciechi e gli addestrò componendo una libreria a caratteri rilevati con che riuscì a dare un esperimento al Palazzo di [p. 24 modifica] Versailles che ebbe l’approvazione del Re e dell’Accademia: così ebbe origine l'istituto nazionale de’ ciechi in Francia: e su questo sistema poi modificato da Hovve, Galt, Barbier e dal cieco Foucault fu inaugurato in Europa questo insegnamento, che ci ha mostrato nella classe di cotesti infelici dei talenti distinti, come il geografo Wissembourg, il musico Volterre, e il matematico Gambasso, per tacere d’altri.

Bensì quest’istituzione non si è diffusa quanto sarebbe a desiderarsi, e nei paesi del sud (ove più sono i ciechi) se se n eccettui l’Italia che ne possiede non pochi, specialmente a Napoli ed a Roma, si vede assai rara la carità pubblica occupata per i poveri ciechi; così la Francia coi suoi 21 mila ciechi e la Prussia coi suoi 16 mila, scarseggiano di assai.

Premesse queste notizie storiche, è curioso l’osservare come nell’Alsazia i ciechi stessi abbian provveduto con un istituto, alla disgrazia dei loro confratelli d’infortunio.

Alfonso Koechlin, colto da cecità, fondò nel Maggio 1855 a Mulhouse un Asilo per i giovani ciechi (poi trasferto a Illzach), che [p. 25 modifica] fu quindi accresciuto di altro locale e di un’annua rendita di L. 500 da altro cieco, certo Scheidecker. In questo stabilimento si mantengono gratis entro il limite delle proprie rendite o con pensione giovani ciechi d’ambo i sessi e si dà loro, oltre l’educazione civile e religiosa, l’insegnamento di quei lavori manuali a cui si presta più facilmente la loro infermità: quando vi hanno appresa un’arte per modo da essere in grado di guadagnare e provvedere discretamente ai propri bisogni, si assicura loro al di fuori un conveniente collocamento, continuando altresì su di essi il patronato e tutti quelli ajuti morali che possono desiderare.

L’ammissione si fa da 6 a 50 anni: ve ne sono attualmente 29, ma possonvene stare fino a 40.

I proventi sono doni, e soscrizioni, e finalmente alcune pensioni, per lo più pagate da qualche benefattore, e il retratto delle vendite dei lavori fatti nel corso dell’anno.

Società corali o di canto.

Di queste istituzioni non bisogna guardare solamente il benefizio della piacevole [p. 26 modifica] ricreazione che presentano; la musica ed il canto hanno un'influenza incalcolabile sull’affetto e sul sentimento, e per questo lato si possono considerare come un gran mezzo di educazione. Anzi non è infrequente il caso che queste Associazioni si prestino a sollievo della miseria e della sventura, ed è così che esse si rendono anco più benemerite della civil Società, ravvivando l’amore dell’uomo verso il povero e lo sventurato.

Nell’Alto Reno sonovene 36 e 13 nel Basso-Reno. A Beblenheim poi, oltre la Società maschile, si è formata recentemente anco una Società di signore, che ne ha ascritte circa 55.

Corsi e Letture Popolari.

Scuole Serali.

Mulhouse tino dal 1853 ebbe un corso gratuito popolare di fisica e chimica applicata alle arti, che incontrarono tanto favore da costringere ad aggrandire il locale: in seguito vi si aggiunsero alcune conferenze sulla storia patria, sulla storia naturale e sulla lingua nazionale, fatte a cura dei Professori del Collegio della Scuola Superiore. [p. 27 modifica]M. J-J. Bourcart è il fondatore delle Scuole Serali a Guebwiller aventi l'insegnamento primario e elementare della lettura, calligrafia e conteggio e passando quindi all'istruzione della lingua, del calcolo applicato e del disegno.

L’esempio è stato imitato dalla Società Industriale di Mulhouse: la carità cittadina diè in soscrizione 10 mila franchi! Il Municipio fornì il locale e le suppellettili, e 700 alunni s’iscrissero nei primi 15 giorni dell’apertura!

La stessa Società aprì a 150 adulti i corsi serali a Dornach, aggiungendovi l'insegnamento della fisico-chimica e della cosmografia.

In seguito a l’Ile Napoléon, a Thaun, Munster, Colmar, Malmerspach e moltissimi altri comuni istituironsi questi corsi, per modo che quasi 14 mila adulti si istruirono in quest’anno in tutta Alsazia.

Scuole tecniche.

Nell’Alsazia, dove l’elemento manifatturiero e commerciale va prendendo molto sviluppo, è sentito il bisogno di preparare [p. 28 modifica] per tempo alle varie arti ed industrie la generazione crescente: non bastando quell'insegnamento generale che s'impartisce al Collegio e alla scuola professionale, Mulhouse ha stabilito un vasto laboratorio ove gli allievi, unendo alla teoria la pratica, imparano a formare i principali prodotti chimici, a imbiancare, stampare e tingere le stoffe, far delle analisi chimiche, ecc.

La Società Industriale di Mulhouse ha provveduto coi proprj fondi e con generose contribuzioni di parecchi suoi membri, ad altre scuole pratiche, quali sono quella pei commercianti, e quella del disegno, della filatura e della tessitura meccanica.

La Scuola di Disegno, fondata nel 1829, fornisce molti abili artisti alle fabbriche di Francia e all’estero: molti operaj che col mezzo di questa istituzione hanno avuto luogo di mostrare talenti che altrimenti sarebbero rimasti ignorati, van debitori ad essa di una posizione sociale e di un conveniente guadagno; l'edifizio fabbricato appositamente dalla Società Industriale costò 100 mila franchi ed 80 mila di questi, furono il resultato di private soscrizioni. [p. 29 modifica]La Scuola di Tessitura Meccanica che, fondata nel 1861, si fa ogni giorno più prospera e fiorente, ed accoglie buon numero di giovani artigiani, ha reso importanti servigj al Paese. — Il corso è d’un anno, ed ha la parte teorica e la pratica; nella 1.a l’operajo impara a decomporre i tessuti d’ogni disegno, rapportarli sulla carta, fare i piani e ragguagli d’un tessuto ecc.; pello insegnamento pratico vi sono dei telaj meccanici a vapore di varj sistemi e che i giovani operaj dirigono alla lor volta; vi è l’orditojo, la macchina da lustrare, ecc.

Scuola di Filatura.

Anco qui il corso è d’un anno; gli operaj vi imparano il disegno, le teorie d’ogni genere di filatura, il modo di condurre i telaj a vapore, ecc. — In questi ultimi 2 anni vi è stato dato anco un corso pubblico e gratuito di filature che ebbe molto concorso di operaj.

Fra gl’industriali del paese si forma un giuri tanto per la scuola di tessitura come di filatura, cui spetta a fin d’anno dare gli esami agli alunni e distribuire secondo il [p. 30 modifica] merito diplomi di 1a e 2a Classe: tanto le spese d'impianto come di mantenimento sono sostenute dai fabbricanti ed industriali della Provincia.

Scuola d’Incisione e Intaglio.

Questa scuola è utile per coloro che si occupano d’incisioni in legno che devon servire alle fabbriche d’indiana, delle quali vi è gran numero nell’alto Reno: ma poiché si è veduto che in questi lavori, che sono più di delicatezza che di forza, riescono bene le donne, così si provvede ad una scuola di questo genere per esse.

Scuola superiore di Commercio.

Questa è destinata a preparare la gioventù a seconda dei rinnovamenti che ha portato il nuovo sistema economico di libertà: lo studio delle lingue vive, le operazioni di banca, di commissione, di senseria, le intraprese e combinazioni commerciali, sono argomento di studio in questa scuola, la quale si deve in Mulhouse fino dal 1866 alla Società Industriale e ai fratelli Siegfreid che donarono a tal uopo 100 mila franchi. [p. 31 modifica]

Biblioteche Popolari Circolanti.

A complemento della Scuola Elementare e a fine di offrire all’operajo istruzione e diletto che valga a distrarlo dalla bettola e dal giuoco, si è da assai tempo propagata in Alsazia la utilissima istituzione delle Biblioteche Popolari.

Il Ministro d'Istruzione Pubblica Rouland favorì molto tali fondazioni, ma una propaganda vera ed efficace fu fatta in questi ultimi anni da due Società surte con intendimenti quasi congeneri nell’alto Reno; voglio dire la Società delle Biblioteche Comunali, promossa dal Macé in Mulhouse, e la Società per il miglioramento e la propaganda delle pubblicazioni francesi e alemanne, surta per opera del Léfebure in Colmar; quella prima, è intenta a fondare delle Biblioteche Circolanti in ogni Comune affidando al Sindaco e al maestro la direzione di esse, e dà un incoraggiamento di L. 50 per ognuna di queste fondazioni, s’incarica di riduzioni e facilitazioni sui prezzi delle opere che queste richiedono, premia i Bibliotecarj più [p. 32 modifica] assidui e intelligenti; e senza assumere un intervento diretto, stimola ed ajuta l’iniziativa locale. L’altra Società, oltre promuovere Biblioteche fisse e circolanti nei villaggi e comuni, fornisce istruzioni a chi domanda libri popolari per arricchirne asili, ospedali e prigioni; incoraggia la stampa di libri utili, le traduzioni in francese dal tedesco, e distribuisce premj in libri nelle scuole elementari.

Moltissimi Comuni sono ormai forniti della loro Biblioteca: oltre le migliori, che son quelle di Colmar e di Mulhouse e quella di Beblenheim fondata nel Dicembre 1862, ricordiamo quelle di Ostheim, Malmerspach, Riquewihr, Dornach, Sainte-Croix-aux-Mines, Sundhoffen, Hunawihr, Mittelwihr, Kingersheim, Rixheim, Lutterbach, Bitschwiller, Riedisheim, Wittfenheim, Cernay, Illzach, Guémar, Wintzenheim, Jagolsheim, Sperhbach, Steinbrunn, Ribeauvillé, Andolsheim, Heidwiller, Giromagny, Bruebach.

Altre fondate per iniziativa di privati son quelle di Althirch, Thaun, Sainte-Marieaux-Mines, Pfastadt, Guebwiller ec. ec., e quasi tutte ricche di molti volumi e di buoni libri e con moltissimi lettori, di cui gran [p. 33 modifica] parte paga piccole quote o tasse, per lo più all’atto di prendere il libro.5 Oltre di ciò vi sono molte Biblioteche Parrocchiali, di cui è naturale conservatore il Curato o il Pastore, e che mettono i loro libri a disposizione dei lettori del loro rispettivo culto: esse non sono esclusivamente religiose, ma per lo più sono ricche di svariate materie e di buon numero di libri, come ad esempio quella di Huningue, che ha 1300 volumi.

Case Operaje.

«La questione dell’abitazione del povero, avuto riguardo alle condizioni attuali delle Nazioni civilizzate, è una delle più meritevoli di considerazione e di studio, come [p. 34 modifica] quella cui strettamente si rannodano vitali interessi d’igiene, di morale, d’economia, e in certi casi anco di politica.» Queste parole proferite dal deputato Torrigiani all’Accademia de’Georgofili fino dal 1857, racchiudono in sè una verità pratica che si fa sentire più imperiosa al di d’oggi anco fra molte delle più civili nazioni, le quali tutte hanno, chi più, chi meno, tali stamberghe da disgradarne quelle di Kensington e Saint-Giles a Londra. E invero quanto nuoccia l’angustia e insalubrità dell’abitazioni, ne sia prova il fatto che 40 su 100 operaj periscono nella parrocchia di Kensington, mentre a 7 su 1000 scende la mortalità nelli alloggi eretti dalla Società per le Case operaje.

Dopo l’esempio d’Enrico Roberts delle case operaje a Londra, sursero le cités des ouvriers in Francia, nel Belgio, in Olanda, a Berlino, a Brema, a Copenaghen, a Stoccolma: ma rimase a risolvere un problema d'Economia; se cioè si dovesse piuttosto che il sistema dell’affitto, adottare l’altro, che vuole elevare l'operajo alla condizione di possidente: la Società Berlinese del 1847 abbandonò quest’ultima idea, e diè un [p. 35 modifica] esempio che fece ancora discutere su questo principio fino al 1862, epoca in cui il congresso internazionale di Bruxelles ritornò sull’argomento, dove il Burgraeve di Gand prese a dimostrare la difficoltà di mantenere l’operaio nella invidiata posizione di possidente, essendo la casa una proprietà onerosa che bisogna mantenere, riattare ec, per le modificazioni che sorgono nella famiglia alla morte del capo di essa, per i pericoli provenienti dagli inganni e dall’ipoteche con cui certuni che s’occupan d’affari non mancherebbero, nell’ora del bisogno, di vincolare l'operaio medesimo.

Noi, senza dimostrarci troppo partigiani del sistema degli affitti come di quello della proprietà, poiché crediamo sia una questione da adattarsi a seconda del grado di moralità e di temperanza d’un popolo, diciamo come anco l’Alsazia (la quale ha veduto in pochi anni farsi decupla quasi la popolazione di Mulhouse), pensò alle abitazioni della classe laboriosa, e questo impulso generoso devesi all’iniziativa di M. Jean Dollfus e della Società Industriale. A Mulhouse il sistema dell’operaio-proprietario ha prevalso: [p. 36 modifica] il compratore paga in contanti da 250 a 300 fr. secondo il valore della casa se al di sopra o al di sotto dei tremila fr., quindi sulla medesima proporzione paga mensilmente dai 18 ai 25 franchi, e così, coll'ammortamento, in 14 o 15 anni l’operaio si trova a possedere la sua casa. Altre abitazioni convenientissime hanno fatto i signori Bourcart a Guebwiller con affitti alla ragione del 3% sul capitale impiegato e col sistema dell’ammortamento una apposita Società sorta nel 1860.

I fratelli Japy ne presero la iniziativa a Beaucourt, e a Colmar la benemerita Società Immobiliare: quindi ne imitarono l'esempio, Pfastadt, Malmerspach, l'Ile Napoléon, Liépvre, Wesserling, Morvillara.

In questi ultimi tempi la Francia e l’Italia hanno fatto a gara per provvedere al bisogno sentito delle abitazioni del povero, se forse non hanno ecceduto nei comodi e nelle cose di lusso. Il progetto di Napoleone III, or premiato all’Esposizione Universale, ecco come dispone il modello di case operaie. Sono a pian terreno botteghe con stanze da letto e cucina: uno dei bottegai è anco [p. 37 modifica] portinaio: le lettere son deposte in una scatola con contrappeso e carrucola che la trasmette, mediante un campanello indicatore, al destinatario. Componesi ogni piano di due alloggi eguali e indipendenti l'un dall’altro. Entrasi in un salotto da mensa con calorifero, da cui si ha accesso ad una cucina e ad uno stanzino che immette in una camera con alcova ed in un’altra destinata ai ragazzi ed a laboratorj, se l'operaio lavora in casa: queste hanno un camminetto, e la cucina un forno economico. Il cesso ha un apparecchio inodoro; e ponnosi illuminare a gas tutti i locali. L’acqua giunge in cucina sopra l’acquaio annesso al forno. Compreso il terreno che calcolasi in L. 50 al metro, l'alloggio può costare L. 4000, ossia L. 200 di annua pigione.

Delle Società edificatici sorte a Bologna, a Genova, ecc., non diremo, solo riferiamo qui appresso il progetto6 del bravo Ing. [p. 38 modifica] Fiorucci di Firenze, che per ogni lato merita encomio.

case di refugio per le giovani operaie.

Quest’ utilissima istituzione che mira a salvare dai pericoli cui può andar soggetta, nei vasti stabilimenti d’industria, la costumatezza della donna, devesi in Mulhouse all’iniziativa del fabbricante Em. Koechlin, che aprì due case di refugio ove con mite disciplina e con pensione di circa lire 20 mensili, queste donne sono ricevute in numero circa di 25.

Ivi le suore di Niederbronn ne tengono

[p. 39 modifica] oltre 60, con pensione da 12 a 18 franchi mensili e in tutta la regola del loro convento. Anco a Guebwiller vi fu provveduto convenientemente per opera dei FF. Bourcart.

bagni e lavatoi

La proprietà del corpo e delle vesti è cosa che non può trascurarsi specialmente per la classe operaia, senza il pericolo della salute e della vita: gli artigiani che lavorano quotidianamente in mezzo ad esalazioni, al sollevamento di polveri di varia natura, han bisogno di spesse abluzioni, perchè ordinariamente il fermarsi di quelle sostanze sulla pelle, nuoce alla regolarità delle funzioni organiche: lasciando poi anco le considerazioni particolari dell’ordine e del costume, si vede intuitiva la necessità di provvedere ai Bagni e lavatoj per le classi laboriose.

E i capi fabbrica di Mulhouse non hanno pretermesso nulla su questo proposito che tanto interessa l'igiene pubblica, nelli stessi loro opificj, e cosi han fatto il Dollfus a Mulhouse, Haussman, Jordan a Colmar, Bourcart a Guebwiller, Hartmann a Munster.

Il Comune poi di Mulhouse ebbe il [p. 40 modifica] corso economico di M. Dollfus per erigere un Bagno e lavatojo pubblico nel centro d’un quartiere popoloso, che costò circa 50 mila lire, e in cui si danno annualmente quasi 9 mila abluzioni, senza contare il vantaggio delle lavature di biancheria che vi fanno in locale annesso le donne.

Anco nelle Citès ouvrières vi sono i bagni in apposito locale con tinozza metallica smaltata, e che costano 5 centesimi caduno (compreso biancheria). I lavatoj che contengono anco acqua calda utilizzata dai tanti stabilimenti della città, hanno l’annesso asciugatoio pel comodo delle lavandaje e non vi si spende che 5 centesimi ogni due ore

Società di Mutuo Soccorso.

Fu detto benissimo che il lavoro è il vero antidoto contro la povertà, quando sia accompagnato dall’ordine, dall’economia e dalla previdenza, e che l’associazione è solo il grande mezzo economico che leghi il mondo. Ora questi tre elementi dell’uomo che lavora, della previdenza e dell’associazione, formano appunto la base della Società di Mutuo Soccorso. [p. 41 modifica]Avere in caso di malattia un sussidio che supplisca in qualche modo il salario, e preservi la famiglia dalla miseria e dalla vergogna, potere avere la cura dei medici e i medicinali per la guarigione, avere nel caso di cronicismo un conveniente compenso e nella vecchiaia e nell’impotenza un appoggio sicuro; sono questi gli utili fini che si propongono queste belle istituzioni di previdenza che abituano l'operaio ad una costante regola di economia che giova a sè e agli altri suoi consociati, e che sono destinate, fra le tante altre, a fare la cura preventiva della miseria nelle civili Società7. [p. 42 modifica] In Alsazia, oltre il soccorso mutuo che esiste fra gli operai di una medesima fabbrica, e questo è comune a quasi tutti gli stabilimenti d’industria della Provincia, vi sono delle vaste e numerose associazioni bene organizzate anco fra gli esercenti il

[p. 43 modifica] commercio e le professioni liberali, come è infatti a Mulhouse: ivi é anco una società fra i medici, fra maestri, ec.: a Illzach poi e a Sausheime vi è una Società fra gli agricoltori.

Fra le Società meglio organizzate possiamo ricordare quella di Wesserling, la quale ha il servizio di 2 medici, i quali hanno l'obbligo di curare anco la famiglia dell’operaio ascritto alle Società, e 6 separate casse con L. 107 mila di patrimonio fruttifero distinte a seconda della diversa natura delle professioni esercitate dai soci che la compongono. Di altre Società non diremo, aventi il solo scopo di provvedere alle spese funerarie e ad una conveniente sepoltura.

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Società Cooperative di consumo.

Il principio del mutuo soccorso si è applicato al caso delle provviste di generi di prima necessità: ognun sa che l'operaio non può provvedere all’ingrosso e che l’acquisto al minuto rincara le cose necessarie al vitto quotidiano: esso per tal modo soffre una continua sottrazione al suo salario, lo che non solo gli impedisce talvolta di fare il benché menomo risparmio, ma il più spesso impone delle dolorose privazioni.

Sorse in Inghilterra il primo esempio di queste associazioni, e ove non vogliasi tener conto del Moulin de Hull nel 1795, si può ricordare come vero modello di meravigliosa potenza d’associazione quella degli Equitables Pionniers: nel 1864 la Società dei Pionniers de Rochdale, possedeva molini, fabbriche, depositi, 4 mila soci, un milione di lire, e a 6 milioni saliva la cifra delle sue operazioni: tutto questo era il resultato di 20 e 30 centesimi pagati in contribuzioni settimanali da ciascun socio.

Come facilmente si comprende, la Società compra all’ingrosso e rivende al minuto a [p. 45 modifica] pronti contanti, a prezzi fissi e moderati con qualità e peso garantiti: e qui sta la maggiore risorsa; non fa alcun fido o vendita a credenza, e offre ai soci non solo il vantaggio della garanzia, della buona qualità dei generi, ma anco il reparto degli utili a spese detratte.

Ora queste associazioni di consumo, che sono pei recenti dati statistici circa 300 in Inghilterra e in Germania principalmente, hanno preso piede da qualche tempo eziandio nell’Alto Reno.

Una Società di questo genere funziona regolarmente da oltre 2 anni a Sainte-Marie-aux-Mines, cominciò con 6 operai ed ora ha 55 soci e molte migliaia di lire di capitale. Oltre quelle di Grandwillar e di Chanu altra anco meglio organizzata funziona fino dal 18 settembre 1865 a Dornach e devesi all’iniziativa di G. Schaeffer; cominciando con 10 soci, ne ha oggi 80 d’ogni classe sociale: la cifra degli affari arriva mensilmente quasi a 2 mila franchi e gli utili dell’ultimo bilancio dettero il 24 0|0 che fu diviso pro rata a seconda della compra fatta da ciascun socio. [p. 46 modifica]La vendita si fa 3 volte la settimana; gli uffici e le cariche sono gratuiti; l'amministrazione è tenuta a partita doppia; il fondo di riserva era ultimamente 3.000 fr.; a Munster un'altra associazione con un capitale di L. 40 mila, si occupa, oltre le cose alimentari, di fornire anco oggetti di vestiario.

Societari Credito Mutuo.

Banche Popolari.

L’Alsazia non manca eziandio di Istituti di credito popolare. Giovanni Macé, della cui amicizia altamente mi onoro, è il fondatore fino dal 1865 di una Società di Credito mutuo agricolo a Beblenhiem, lo che non è a dire quanto torni a vantaggio dell’operajo campagnuolo, del piccolo proprietario e dell’agricoltura in generale.

Il popolo di Hunnawihr ne ha imitato l’esempio con una Società fra vignajuoli.

Banche popolari poi ne ha Mulhouse, Colmar, Ribeauvillé, e Guebwiller per opera, quest’ultima, dell’infaticabile Bourcart. Queste istituzioni hanno più che altro per scopo di facilitare le transazioni fra i piccoli commercianti e gli artigiani. [p. 47 modifica]

Casse di risparmio,

d’assistenza, di prestito.

Ve ne sono un gran numero fondate da grandi intraprenditori di manifatture e a benefizio delli operaj addetti alle loro fabbriche.

La Società Dollfus-Mieg è fondatrice d’una cassa per gli operaj a Dornach.

Altre private sono a Malmerspach, a Wesserling, a Munster, a Thaun, a Pfastatt: in tutte gli si accorda un premio a chi più si distingue nel lavoro e nel risparmio.

Soccorsi a Domicilio — Pensioni.

Società di Beneficenza.

Una delle forme di beneficenza più opportune a ravvicinare la ricchezza alla povertà, sono i soccorsi a domicilio: il benefattore cerca il povero nel suo tugurio in mezzo alle sue tribolazioni e alle sue miserie, conosce la misura dei bisogni che soffre, e la natura del soccorso che gli è necessario: la presenza della persona è un gran sollievo morale, una consolazione ineffabile e la carità vi spiega un’azione salutare ed educatrice. [p. 48 modifica]In Alsazia i soccorsi in vestiario, alimenti, e danaro sono per lo più somministrati a quei vecchi e impotenti operaj che non possono o non desiderano profittare dell’Asilo o Rifugio che la carità privata ha eretto a tale scopo. Anco in parecchi opificj, come a Mulhouse, a Thaun, a Bellevue, a Bitschwiller, a l'Ile Napoleon, ecc., si suole accordare pensioni ai vecchi di 70 anni e che hanno almeno 30 o 33 anni di lavoro: questi possono aver talora 540 o 360 franchi all’anno: e sopra certe altre proporzioni hanno diritto le loro vedove, cui si assegna fino 180 e 200 franchi all’anno. Sonovi anco Società o Comitati di Beneficenza composti di persone pie e generose che provvedono al medesimo scopo con soscrizioni private e che hanno fondato degli istituti di vera utilità publica. Cosi Mulhouse ha un Albergo dei Poveri fondato da Jean Dollfus e da esso tuttora mantenuto, in cui ogni viandante che si presenti alla sera, deve aver gratis, cena e dormire; la mattina partendo ha un’abbondante colazione, una quantità di pane e 20 cent.; il medesimo non può tornarvi prima dei due mesi: questo giova [p. 49 modifica] specialmente ai poveri operaj che partendo dal luogo nativo per andare a trovar lavoro in qualche altra contrada, possono procurarsi un ricovero, senza dar fine a quel po' di peculio che potrebbero avere messo in serbo per provvedere al nuovo collocamento. In quell’albergo si riceve in ogni anno circa 4 mila persone e tal volta si dà (in casi di gran bisogno) po’ di vestiario: nell’ultima gestione il mantenimento, costò ben 3,200 franchi!


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PREZZO - Una Lira.


  1. Non stiamo qui a enumerare tanti altri, come il Pestatimi, il Fellenberg, il Girard, il La Sallo. Uncaster e Castellino da Castello, sacerdote milanese, che forse si può inventore del mutuo insegnamento.
  2. E in Italia vi sono 3 mila fra Comuni e borgate che non hanno scuola nè asilo; e in Terra di Lavoro, questo numero ascende a 107!
  3. Fra noi, se ne togliamo l'esempio del Conte Larderei e di altri pochi che hanno diffuso l’istruzione, le Scuole e gli Asili nelle vicinanze della loro casa d’industria o dei loro opifici, non è cosi comune il fatto del vedere i capi fabbrica darsi pensiero dell’istruzione degli operai e dei loro figli.
  4. Nell’Italia, soltanto a Parma, per quanto è a mia notizia, si è fatto prova pelle scuole d’adulti serali e domenicali, dell’insegnamento delle donne e con buona riescita.
  5. In Italia il movimento in favore della Biblioteche Popolari pare che prenda sempre maggiori proporzioni; oltre alle 100 Biblioteche già fondate, abbiamo varie Società Provinciali, fra cui Milano, Siena che intendono alla diffusione di queste Istituzioni, il Comizio Agrario Vogherese che ne incoraggia la fondazione coll’offerta di un 100 volumi, e varj Consigli Provinciali, come Napoli, Milano, Macerata, Cuneo, che hanno stabilito nei Bilanci, premi e fondi a questo oggetto.
    Vedi il vol. Continuazione delle memorie della bibliot. Circol. Popol. di Prato. Contrucci, 1867.
  6. Il disegno rappresenta 3 corpi di fabbrica divisi in 3 piani e pian terreno: questi piani si compongono complessivamente di 936 quartieri di 2 stanze, e 645 di 3 o una più piccola; di 34 botteghe con quartiere e cantina; il tutto bene aereato e pieno di luce, con capacità per 1638 famìglie e sulla super fino di 31 mila metri. Ognuna delle 19 sezioni aventi un adito speciale in cui si divide ciascun corpo di fabbrica, ha una corte con pozzo, orologio pubblico e 2 lavatoi; sui terzi piani sonovi terrazze in giro coperte a cavalletti con tiranti di ferro per tendere il bucato: ogni edilizio ha 2 bagni per maschi e 2 per femmine; latrine mobili in ogni quartiere e 8 permanenti per ogni sezione con acqua a cannella (Water-closet): piantiti e pavimenti non a travi ma a verghe di ferro, per conciliare solidità, sicurezza dal fuoco e da ogni annidamento di insetti: aditi ai quartieri illuminati a gaz: quindi sale per la sicurezza pubblica, per l’ispezione, per la scuola, per l'infermeria, per la farmacia. Senza contare l’acquisto del terreno, l'edificio totale costerebbe circa 3 milioni: sicché le pigioni non sarebbero a caro prezzo.
  7. Bensì questi importanti risultati si subordinano a certe condizioni nella dichiarazione dei diritti e doveri dei soci, nella distribuzione del soccorso e nella amministrazione, le quali ove non siano attese e rispettate, vien tradito il fine, rovinata l'istituzione: occorre cioè fissare una giusta proporzione fra il contributo e il sussidio, qual proporzione si rileva dallo studio delle leggi di malattia e di mortalità. Gli inglesi Dott. Price, Oliphant, Finlaison composero di siffatte tabelle di mortalità e infermità, che sebben poscia corrette dall’Ansell e dal Neison sopra 1,147,000 osservazioni, pure non portarono a risultati molto precisi e completi. Forse migliori sono le due francesi dall'Hubbard e del Deboutteville, il quale ultimo ha concluso che dai il ai 65 anni vi è probabilità per ognuno d'esser malato per 374 giorni, ossia per giorni 12 2|3 all’anno.
    Alcune massime però incontrastabili, sono queste:
    1° Che in campagna v’e maggior salute e durata di vita che nelle città (grandi). Ma vi sono invece più lunghe le durate delle malattie e più frequenti le cronicità.
    2° Col crescere dell’ età cresce la probabilità di malattia: e più nella donna che nell’uomo; ma la mortalità minore nella donna che nell’uomo.
    3° Le professioni in ogni età influiscono essenzialmente sulle malattie.
    Anco il costituire le Società (ove le quantità di popolazione del paese lo permette) piuttosto per professioni e per sesso, anziché promiscue, influisce sul migliore andamento, come osserva, fra i più degli Economisti, M. Hennequin; esse presentano il vero tipo del mutuo soccorso se formate fra amici e compagni delle medesime fatiche, e dei medesimi pericoli; in esse è maggiore lo spirito di fraternità e gli operai posson farsi fra essi una sorveglianza più attiva; e si può aggiungere anco, le malattie e la mortalità vi hanno un periodo più normale e più conosciuto.
    Finalmente il sistema di aggiungere gli Onorari ai soci partecipanti è della più alta importanza morale; e come diceva con belle parole il Luzzatti, l'ufficio di membro onorario che paga il contributo senza ricevere il sussidio, spiritualizza la carità, le toglie ogni aspetto umiliante, la spoglia d’ogni corruttrice influenza; il socio onorario confonde il suo danaro con quello del povero; alimenta un’istituzione che previene la miseria, si adopera al buon andamento della Società, l’amministra, la dirige, spande i principi dell’educazione, e feconda ogni palpito d’amore con opere provvide e durature. — In Inghilterra il fiore della nobiltà e della borghesia si trova nelle generali adunanze di queste Società, negli uffici di consigliere, di cassiere, e di socio onorario.