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XXXIV. Della montagna del sale

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XXXIV. Della montagna del sale
XXXIII XXXV

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XXXIV (XLVI)

Della montagna del sale.

Quando l’uomo hae cavalcate queste dodici giornate, truova un castello che ha nome Taycaz (Taican), ove è gran mercato di biada: è bella contrada. E le montagne di verso mezzodie sono molte grandi, e sono tutte sale; e vengono dalla lunga trenta giornate per questo sale, perch’è lo migliore del mondo, ed è si duro che non se ne puote rompere se non con grandi picconi di ferro, ed è tanto che tutto il mondo n’avrebbe assai insino alla fine del secolo. Partendosi di qui, l’uomo cavalca tre giornate tra greco e levante, sempre trovando1 belle terre e belle abitazioni, con frutti e biade e vigne. E adorano Malcometto, e sono mala gente e micidiali.2 Sempre istanno col bicchiere a bocca, che molto beono volentieri, ch’egli hanno buono vino cotto; e in capo non portano nulla, se none una corda lunga dieci palmi che s’avvolgono intorno al capo; e sono molti belli cacciatori, e prendono molte bestie, e delle pelle si vestono e calzano; e ogni uomo sa acconciare le pelli delle bestie che pigliano. Di lá tre giornate hae cittadi e castella assai, e havvi una cittá che ha nome Schassem (Casem)3, e per lo mezzo passa un grande fiume: quivi4 ha porci espinosi assai. Poi si cavalca tre giornate, che non si truova abitazione, nè da bere nè da mangiare5. Di capo delle tre giornate si truova la provincia di Balascam (Badascian); e io vi conterò come l’è fatta.

  1. Pad. grande abondanza d’abitazioni.
  2. Fr. demorent mult en bercarie (forse «á l’erbergerie»?).
  3. Pad.* che è al piano (Fr. qui est au cuens); e le sue altre zitade e castelle sono ale montagne; per mezo quela zitá...
  4. Pad. Cas. trovase de molti porzi spini.* E quando i cazatori li voleno prender, e’ gli meteno li cani sovra; li porzi s’adunano tuti insieme, e po’ zetano ali cani le spine che i ano adosso e per le coste, e si li inaverano. Questa centrá á lenguazio per sí; i vilani che áno el bestiame demorano ale montagne, e si fano bale abitazion entro i monti, ch’eno de tera.
  5. Ricc.* ma li mercadanti el portano siego quello chi le besogna per camino.