Il libro del Cortegiano/Libro terzo/Capitolo VII

Libro terzo
Capitolo VII

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Avendo insin qui detto, il Magnifico si tacque e stette sopra di sé, quasi come avesse posto fine al suo ragionamento. Disse allor il signor Gasparo: - Voi avete veramente, signor Magnifico, molto adornata questa donna e fattola di eccellente condizione; nientedimeno parmi che vi siate tenuto assai al generale e nominato in lei alcune cose tanto grandi, che credo vi siate vergognato di chiarirle; e piú presto le avete desiderate, a guisa di quelli che bramano talor cose impossibili e sopranaturali, che insegnate. Però vorrei che ci dichiariste un poco meglio quai siano gli esercizi del corpo convenienti a donna di palazzo, e di che modo ella debba intertenere, e quai sian queste molte cose di che voi dite che le si conviene aver notizia; e se la prudenzia, la magnanimità, la continenzia e quelle molte altre virtú che avete detto, intendete che abbiano ad aiutarla solamente circa il governo della casa, dei figlioli e della famiglia (il che però voi non volete che sia la sua prima professione), o veramente allo intertenere e far aggraziatamente questi esercizi del corpo; e per vostra fé guardate a non mettere queste povere virtú a cosí vile officio, che abbiano da vergognarsene -. Rise il Magnifico e disse: - Pur non potete far, signor Gasparo, che non mostriate mal animo verso le donne; ma in vero a me pareva aver detto assai, e massimamente presso a tali auditori; ché non penso già che sia alcun qui che non conosca che, circa gli esercizi del corpo, alla donna non si convien armeggiare, cavalcare, giocare alla palla, lottare e molte altre cose che si convengono agli omini -. Disse allora l’Unico Aretino: - Appresso gli antichi s’usava che le donne lottavano nude con gli omini; ma noi avemo perduta questa bona usanza insieme con molt’altre -. Suggiunse messer Cesare Gonzaga: - Ed io a’ mei dí ho veduto donne giocare alla palla, maneggiar l’arme, cavalcare, andar a caccia e far quasi tutti gli esercizi che possa fare un cavaliero -.