Il Tesoro I/Libro I/Capitolo I

Capitolo I. Parla del nascimento e della natura di tutte le cose

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Brunetto Latini - Il Tesoro, volume I (XIII secolo)
Traduzione dalla lingua d'oïl di Bono Giamboni (XIII secolo)
Capitolo I. Parla del nascimento e della natura di tutte le cose
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Capitolo I.


Parla del nascimento1, e della natura di tutte le cose.


2Sì come il signore che vuole in3 cigulo luogo ammassare cose di grandissimo valore, non solamente per suo diletto, ma per crescere il suo potere, e per assicurare lo suo stato in guerra ed [p. 4 modifica]in pace, vi mette le più care e le più preziose gioie che puote secondo la sua bona intenzione; così è il corpo di questo libro compilato di sapienza, siccome quello ch’è istratto di tutti li membri di filosofia in una summa brevemente.

E la prima parte di questo Tesoro è come danari contanti, per ispendere tutto giorno in cose4 bisognose: cioè a dire, ch’egli tratta del cominciamento del5 mondo, e delle vecchie istorie6, e dello stabilimento del mondo, e della natura di tutte le cose in summa. E ciò appartiene alla prima7 scienza della filosofia, cioè teorica, secondo ciò che il libro parla qui appresso. E siccome senza danari non avrebbe veruno mezzo tra l’opere delle genti che dirizzasse l’uno contra l’altro, altresì non [p. 5 modifica]potrebbe l’uomo8 savere dell’altre cose pienamente, se non sapesse questa prima parte del libro.

La seconda parte, che tratta de’ vizii e dello virtudi, si è di preziose pietre che danno altrui delitti e9 virtudi: cioè a dire, che cose dee l’uomo fare, e che no. E di ciò mostra la ragione, e il perchè10. E questo appartiene alla seconda e alla terza parte della filosofia, cioè a pratica e a logica.

La terza parte del libro del Tesoro si è di oro fino, cioè a dire, ch’ella insegna parlare all’uomo secondo la dottrina della retorica, e come il signore dee governare la gente che ha sotto di lui, o specialmente secondo l’usanza d’Italia. E tutto ciò appartiene alla seconda scienza della filosofia, cioè a pratica. Che siccome l’oro transcende tutte maniere di metalli, così la scienza di ben parlare [p. 6 modifica]e di governare la gente che l’uomo ha sotto di sè, è più nobile che nulla altra scienza del mondo.

E però che ’l Tesoro ch’è qui non dee esser dato se non a persona sufficiente a sì alta ricchezza, lo darò io a te, bel dolce amico, che tu ne se’ ben degno secondo il mio giudicamento. E non dico io niente che questo libro sia tratto del mio povero senno11, nè della mia ignuda scienza; anzi è come una massa di mele12 tratta di diversi fiori. Che questo libro è compilato solamente de’ maravigliosi detti degli autori, che dinnanzi al nostro tempo hanno trattato di filosofia; ciascuno della parte della filosofia di che s’intendeva, chè tutta non la può sapere uomo terreno. Per ciò che la filosofia è la radice di cui crescono tutte le scienze che uomo puote sapere, così come una fontana onde escono molti rivi, e corrono qua e là, sì che l’uno bee d’uno, e l’altro bee d’un altro: e ciò è in diverso modo, che l’uno bee più, e l’altro meno, senza stagnare13 la fontana. Perciocchè dice Boezio nel libro della Consolazione, che egli la vide [p. 7 modifica]in sembianza di donna, in tal abito e in sì maravigliosa14 potenza, che cresceva quando le piaceva, tanto che ’l suo capo aggiungeva disopra alle stelle e sopra15 il cielo, e provvedeva16 ai monti e alle valli secondo17 dirittura e secondo verità.

Chè18 appresso al buono cominciamento sì ne esce buona fine. Il nostro imperadore disse in un [p. 8 modifica]libro di logica19: Lo cominciamento è la20 maggior parte della cosa.

E se alcuno domandasse, perchè questo libro è scritto in lingua francesca21, poi che noi siamo d’Italia; io gli risponderei che ciò è per due cose: l’una perchè noi siamo in Francia, e l’altra per ciò che la parlatura francesca è più dilettevole e più comune che tutti gli altri linguaggi22.


  1. Il volgarizzatore aggiunse al Testo l’inciso della natura, che ha riscontro colle parole di questo primo capitolo poco appresso: tratta... dello stabilimento del mondo, e della natura di tutte le cose in summa.
  2. Il t ha di più: Cist livres est apelés Tresors; car si come etc. Il volgarizzatore forse ommise queste parole, per non ripetere il titolo del libro scritto poco sopra al principio della pagina stessa. — Il ms. Vis. è conforme al t.
  3. Il t dice en petit leu. Adotto perciò la lezione del ms. Vis. e della Crusca, alla voce Cigulo, proposta dal Sorio. Cigulo, o cicculo, corrisponde allo spagnuolo chico, che vuol dire piccolo. — La stampa: in un luogo.
  4. Cose bisognose: il t dice choses besoignables. Bisognoso per bisognevole, necessario, e nella Crusca con altri esempi. È usato più volte dal Giamboni.
  5. Cominciamento del mondo: il t commencement don siecle. Il ras. Vis. seculo. Secolo per mondo in senso morale secondo lo stile dei libri del Nuovo Testamento, fu usato dagli antichi in senso latissimo. Ciullo d’Alcamo, nella Canzone in dialogo, cantò L’abete d’esto secolo, volendo dire, Tutti gli abeti che sono sopra la terra.
  6. Il t de l ’ancienneté des vielles estoires.
  7. Prima scienza: il t premiere partie. Qualche ms. citato dal Chabaille, ha pure science. Più sotto si incontra il medesimo scambio, e così altre volte.
  8. Il volgarizzatore scrisse certamente savere, e non avere come hanno le stampe, ed il ms. Vis. perchè il t dice savoir. Questo savere ha riscontro col se non sapesse, che vien dopo.
  9. Le stampe leggono Diletto e virtudi. Correggo delitti e virtudi. È voluto dal seguente contesto: cioè che cose dee l’uomo fare, e che no. Osservò rettamente il Sorio: Il traduttore rimase forse ingannato dalla voce francese delit, che in questo libro troviamo anche sopra avere il significato di diletto, ma qui vale delitto.
  10. Il t et monstre la raison por quoi. Il Nannucci postilla: Dodo di Prada: E dirai vos razos per que.
  11. La stampa legge seno. Correggo senno col ms. Visiani perchè lo domanda il contesto, ed il t, che dice: de mon poure sens. Senno ha riscontro con scienza: senno e scienza, cioè pratica e teorica. Anche nel capitolo XII, ed altrove, sens è tradotto senno.
  12. Il t: Une bresche de miel.
  13. Senza stagnare la fontana. Il t sans estanchier la fontaine. Alamanni Gir. Cort. XXIII, 2: Fagli il sangue stagnar con sacri detti. Vale cessare di scorrere, od asciugarsi. Brunetto stesso nella lettera collocata in fine della orazione di M. Tullio pro Liburio, da esso tradotta: Siccome fontana, che non istagna.
  14. La Crusca, ed i mss. Fars. e Vis. leggono tramaravigliosa.
  15. Il suo capo aggiungeva di sopra alle stelle, e sopra il cielo. Il t Ses chiés montoit sor les estoiles, et ataignoit au ciel. Brunetto era pago di toccare il cielo: Bono volle andare sopra il cielo. Cantava Orazio (Od. I. 1) che se fosse stato annoverato fra i lirici, avrebbe toccato le stelle col capo, Quod si me lyricis vatibus inseres, Sublimi feriam sidera vertice. Il nostro popolo si crede beato, se giunge a toccare il cielo col dito. Brunetto dice altresì della Natura nel capitolo I del Tesoretto: «Talor toccava il cielo».
  16. Le stampe: prevedeva ai monti e alle valli. Il t porvéoit amont et aval. Al cap. VI ha porveanc per provvidenza. Correggo: provvedeva. Anche il Carrer qui sospettava errore. Il ms. Vis. poggiava. I mss. Riccardiani, e Laurenziani: provedeva.
  17. Le stampe e secondo dirittura. Il t selonc droit et selonc veritè, con esattezza filosofica. Aggiunto e secondo verità, col ms. Vis. Conferma la lezione adottata, provvedeva.
  18. Chè appresso al buono cominciamento. Il t ha di più: A ce commence mon conte, car a bon commencement etc. Una variante legge Commence jou mon livre, car etc.
  19. Il t an livre de Loi.
  20. La maggior parte. Il t graindre partie.
  21. In lingua francesca. Il t en romans, selonc le langage des francois. In vece di langage alcuni codici citati dal Chabaille, hanno la raison, la parlenre, le patois, la langue.
  22. Qui aggiunge il ms. Fars.: E per meglio intenderlo coloro che non sanno il francesco, sì fue tralatato in nostro volgare latino per messere Bono Giamboni.