Il Tesoro I/Illustrazioni al Libro I/Il Sistema di Cronologia Storica

Brunetto Latini - Il Tesoro, volume I (XIII secolo)
Traduzione dalla lingua d'oïl di Bono Giamboni (XIII secolo)
Illustrazioni al Libro I - Il Sistema di Cronologia Storica
Illustrazioni al Libro I - Capitolo LVI Libro II

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mutò rìstaurò in risanò, e stagnate in corrotte, per correggere l’errore storico, perchè veramente secondo la Bibbia, Eliseo a Gerico risanò le acque corrotte, e non ristaurò le acque stagnate. Ma il traduttore, o l’amanuense, doveva avvertire in qualche annotazione l’errore storico del testo, non mai in silenzio correggerlo. E d’altra parte non è questo solo, né il più madornale degli errori storici del Tesoro.

Ne è un altro anche nelle parole che seguono, il quale si corregge col capo III del Libro IV dei Re. Ma a che correggere errori sì marchiani? Converrebbe rifare qualche capitolo. E dopo ciò, potrebbe oggi il Tesoro essere un testo di storia? Ridoniamogli la sua integrità, ed accenniamo solamente quelli, che possono destare qualche interesse o ilarità in chi legge. Chi volesse imparare la storia, legga altri libri.

Capitolo LVI.

I geroglifici di Egitto sono scolpiti in tutte le direzioni. Per leggerli, bisogna seguire la naturale direzione degli animali e degli oggetti, o interamente (scrittura geroglifica), o in abbreviatura (scrittura demotica) in essi rappresentati. I Semiti scrivono le lettere da destra a sinistra, come forse anticamente altresì i Greci e gli Italici. I Greci chiamarono Βουςτροφίδον, la scrittura che fa la prima linea da destra a sinistra, la seconda viceversa, la terza come la prima, e così poi di seguito, alternativamente,

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imitando il solcare de’ buoi coll’aratro. Così furono scolpite in Atene le leggi di Solone. A questo uso antico forse alludevano i Latini, colle frasi, arare, exarare literas, per significare lo scrivere. Scribere significa far segni in terra, per esempio sulla sabbia, come anticamente si insegnava la geometria e l’astronomia, disegnando le cifre e le figure colla bacchetta, rimasta ancora in mano ai maghi, agli astrologhi, ai matematici, i quali erano a quei tempi insieme confusi.

Cantò Virgilio, AEn, II:

Et versa pulvis inscribitur hasta.

Così pure , significa, dipingo, disegno, senza accennare a direzione delle linee. Il Chinese con bella

metafora chiama la scrittura, parola dipinta. [p. 211 modifica]

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IL SISTEMA

DI OIòOIsrOLOa-I-A. STORICA

TRATTO DAL TESORO

DI

SER BRUNETTO LATINI

DISSERTAZIONE

ai B. SORIO

Nel Tesoro maggiore di ser Brunetto Latini quello che sempre mi parve da maggiormente ammirare, secondo 1’ età grossa in cui viveva 1’ autore, si è la dottrina sua cronologica nella storia universale che succintamente egli dà nel fondato dugento, allor quando un Ricordano Malispini (per tacer di molti altri ) fa che la reina Belissea vedova del re Fiorino sconfìtto e morto da Catilina, tenuta in Fiesole da costui per sua donna, essendo la mattina di Pasqua di Pentecosta alla chiesa pregava pietosamente Iddio per V anima del suo marito il re Fiorino, e di Teverina sua figliuola credendo che fusse morta; nel dugento allor quando il medesimo storico fiorentino diceva come sta scritto, e si legge: Ma prima racconteremo siccome al tempo di Attaviano Cesare

Augusto in Roma si fondò la maggiore di [p. 212 modifica]
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tutte le Chiese, cioè di messer santo Pietro apostolo

di Cristo, e tutto quello dì rampollò olio di sotto terra in segno di divina grazia, dopo la morte di Messer Santo Pietro. E Giovanni Villani il copiò tutto quanto come sta scritto, e ne fece parte delle sue storie. La critica della storia era allora bambina, ed ancor nelle tenebre appo la comun gente studiosa; ma non mancavano do’ savii dottori anche allora che ne erano addottrinati, non però molti erano, anzi assai rari, e non erano addottrinati quanto sarebbe bastato al bisogno. Il p. Cesare Baronio, ed il veronese Panvinio si diedero i primi ad illuminarne le tenebre, e ne formarono l’ era novella. Eppure messer Brunetto altresì ■ della cronologia storica mi pare un portento secondo uomo del secolo rozzo in cui visse, e degno anche in ciò di allevare un Dante Allighieri.

Ho stampato nelle Memorie di Letteratura e di Religione a Modena un saggio di questa cronologia storica attinta dal Tesoro di ser Brunetto; ma il suo sistema ho tratto ora da questo suo libro, e lo pubblico volentieri per far meglio conoscere quanto il nostro Maestro sia da ammirare della sua profonda dottrina eziandio in questo studio in quella età trascurato quasi universalmente, per abbisognare esso di molti libri e svariati, e di corretta lezione, ed in quella età rari erano, e di lezione tanto peggio scorretta quanto per più lunga serie di generazioni ignoranti era la lezione passata nel ricopiare da un codice all’ altro

Che pur di male in peggio si travasa.

Dante [p. 213 modifica]

PRIMA ETÀ DEL SECOLO


Dalla Creazione fino al Diluvio universale.


» E allora fu la fine della prima generazione del secolo che durò mcclxii anni secondo che la Scrittura testimonia.

Brunetto Latini Tes. lib. 1. cap. xx.


Errata è la cifra mcclxii, ed era forse da leggere mdclvii, ed i copiatori mutarono il d in c, ed al v prolungarono le aste e ne fecero un x ed il numero che era 1657 mutarono nel 1262. O più verisimilmente era scritto dall’autore così mmccxlii, ma i copisti lasciarono nella penna l’un emme, e trasposero l’x dopo l’asta prolungata, e del numero 2242 fecero questo 1262. Certa cosa è che l’autore computa secondo che la Scrittura testimonia, e non c’è Scrittura che testimonii da Adamo al Diluvio universale anni 1262. Bensì la Scrittura volgata, ed il T. Ebraico testimonia esservi anni 1656, o secondo Cornelio a Lapide ed altri 1657, contando il primo anno della Creazione cominciato per intero, a cominciarlo o dalla Luna di marzo, o dalla Luna di settembre secondo l’anno o sacro o civile ebraico, e secondo il vario opinare della stagione in che fu creato il mondo. Non

dunque mdcclxii sarebbe la lezione secondo che la [p. 214 modifica]
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Scrittura testimonia; ma mdcIvii. Il Ms. Libri legge

mille et saicente et xxn ans.

La Scrittura secondo il T. Samaritano testimonia esservi dalla Creazione al Diluvio anni 1307. Ma secondo la versione dei Settanta la Scrittura testimonia esservi dalla Creazione al Diluvio universale anni 2242, la qual cifra alla romana potè essere nel nostro testo mmccxIii, alla quale i copisti scemarono il primo m e la 1 (cinquanta) posposero all’x e ne fecero la cifra che abbiamo nel testo presentemente mccIxii. Questo mutamento vedremo nella somma totale delle epoche essere il più verosimile. Ma inverisimile affatto è la cifra del testo mccIxii, che vuol essere guastatura degli amanuensi dell’ una o deialtra cifra scritturale, della Volgata e del Testo ebraico, o dei Settanta. Queste varianze dei testi scritturali derivano dalle variate età recitate dal Genesi al capo V variamente nei varii TT. Il Ms. Albani legge mmccIvii.

SECONDA ETÀ DEL SECOLO

Dal Diluvio alla vocazione di Abramo.

» Alquanti dicono, che questa seconda etade del » secolo durò ottocentoquarantadue anni, e altri di»

cono che durò mille diciotto anni. Ma quelli che [p. 215 modifica]

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» più s’ appressano alla veritade dicono, che dal di»

luvio infino Abraam si ebbe mille trecentodue anni».

Brunetto Latini Lib. 1. Cap. xxiv.

È da notar qui che il maestro Brunetto per questa seconda età non dice, come sopra, secondo che la Scrittura testimonia, ma alquanti dicono, la qual frase significa aver lui questa volta arrecata la cifra eziandio degli autori cronologi.

Ebbene i più dei cronologi con Usserio hanno dal Diluvio alla vocazione di Abramo 428 anni.

Secondo la Volgata ed il Testo Ebraico si contano 367 anni.

Secondo il T. Samaritano, per la variata lezione delle età patriarcali notate nel cap. XI della Genesi abbiamo 1017 anni, e così conta anche Eusebio di Cesarea nel suo Cronicon. Secondo la versione dei Settanta per la varia lezione delle età patriarcali si contano anni 1147.

Su queste varie lezioni veggiamo le variate epoche del Testo Brunetto, 842, vel 1018 vel 1302, scritte in lettera nel T. stampato, ma nei TT. a penna scritte o in cifre arabiche, o in cifre romane. La prima epoca 842 potrebbe essere la comune dei nostri cronologi 428, trasposte le cifre numeriche 8, 4, 2. Colle medesime cifre abbiamo 842 e 428. Come non potremo noi credere che i copiatori sbagliassero a scrivere 842 per 428, se la cifra 428 è la vera del testo voluta scrivere dal Latini, e 1’ altra 842 non si trova, e non può trovarsi né vera né simile al vero ? Il Ms.

Albani legge iv c xln. [p. 216 modifica]
216
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La seconda cifra di maestro Brunetto è 1018.

Questa è la lezione del T. Samaritano, letta forse da ser Brunetto in Eusebio di Cesarea. Vero è che il T. Samaritano con Eusebio ha 1017, e ser Brunetto ha 1018; ma questo è 1’ assioma in cronologia dall’esperienza confermato, che nel congiungimento di due periodi successivi v’ ha un anno da troncare per non contarlo due volte, e forse in Brunetto Latini non fu questo assioma osservato, e 1’ un anno fu contato due volte.

La terza cifra variata di maestro Brunetto 1302 dovrebbe essere quella dei Settanta, la quale è delle più numerose. Ma questa e’ di 1147, e la cifra del Testo Brunetto è di soli 1302. Ma il sospetto che sia questa cifra alterata, e guasta dai copisti è fondato, conciossiachè questa cifra nel Ms. Capitolare veronese è 1033, e nel Ms. Bergamasco Marciano è 1082. Così anche è nel Ms. Albani.

TERZA ETÀ DEL SECOLO

Da Àbramo fino a David.

Ser Brunetto. Lib. 1. cap. xxv.

  • La terza età del secolo cominciò dalla nativi»

tade di Abram, secondo 1’ opinione di certi maestri. » Altri dicono eh’ ella cominciò a settantacinque anni

» della sua vita, quando Iddio gli parlò, eh’ egli fu [p. 217 modifica]

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» degno della sua grazia ricevere. Che Dio gli pro» mise a lui ed al suo lignaggio la terra di promis» sione; e altri dicono ch’ella cominciò a cent’anni » di Abraam, allora eh’ egli ingenerò Isach di Sara » sua moglie etc.

Abbiamo qua l’ origine delle cifre variate negli autori di cronologia eh’ egli allega per la seconda età del secolo, e per la terza seguente.

Se la terza etade comincia dalla natività di Abraam, o dai 75 anni della sua vita, o dai cent’ anni, secondo questa varia maniera di computare; l’ima opinione potrà essere diversa dall’ altra di anni 100, od almeno di 75 anni, od almeno di 25. Anche deesi notare che se la terza età non comincia dalla vocazione di Abramo all’età sua di 75 anni, ma comincia dalla sua nativitade, il computo varia d’anni 75; ed in conseguenza la seconda età resta abbreviata di 75 anni, e la terza età resta prolungata di 75 anni. E se la terza età non comincia dalla vocazione di Abramo a 75 anni della sua età, ma comincia dai cent’ anni; la seconda età per conseguenza vien prolungata di 25 anni, e reciprocamente la terza età di 25 anni viene abbreviata.

Il nostro autore certo comincia dai 75 anni della vita di Abramo, perocché fa da Abramo all’ uscita di Egitto anni 430. Vedi lib. 1 capo 40 ad medium.

Premesse queste annotazioni, la terza età del secolo

è da dividere in due parti. [p. 218 modifica]
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Prima Parte

Da Àbramo (cioè dalla sua vocazione) a Mosè (cioè all’ uscita d’ Egitto).

Secondo la Volgata ed il T. Ebraico anni 430 della sola dimora che fecero in Egitto gli Ebrei Exod. e. 12. v. 40. Habitatio aidem fìliorum Israel qua mauser unt in JEgypto, fuit quadringentorum triginta annorum.

Ma se questa di 430 anni fu la dimora solamente in Egitto, bisogna partire dalla vocazione di Abramo fino alla entrata in Egitto, ed avremo 215 anni da aggiungere ai 430 per avere la durata di tempo dalla vocazione di Abramo alla uscita di Egitto 215

Somma 645

Il nostro maestro Brunetto nel capit. 40 del lib. 1. ne dice:

» E sappiate che dall’ora che Dio promise la terra » ad Abraam in fin dell’ uscita eh’ e’ figliuoli d’Israel » fecero di Egitto, si ebbe quattrocento trenta anni »

Come è questa varietà del maestro Brunetto dal Testo scritturale della Volgata, e dell’Ebraico?

Bisogna dar lode al Maestro di insigne accuratezza in* questa medesima varietà. Il Testo dell’Esodo nella

Volgata, e nel!’ Ebraico sarebbe da potersi emendare [p. 219 modifica]

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coli’ autorità di S. Paolo che lesse meglio il passo, e

noi lesse mutilo come è nella Volgata, e nel presente Testo Ebraico. Come il lesse S. Paolo, integro lo lessero i Settanta, ed il Samaritano, e Giuseppe Ebreo. Porterò il passo dell’ Esodo intero distinguendo in corsivo la lettera testuale che nella Volgata, e nel presente originale ebraico manca, e che fu letto da S. Paolo, e dai Settanta, e dal Traduttore Samaritano, e da Giuseppe Ebreo. (Antiq. lib. 2. e. 6 )

Habitatio autem filiorum Israel et patrum eorum qua

manserunt in terra Canaan et in zEgypto, fuit

quadringentorum triginta annorum.

Così leggi coi Settanta e col T. Samaritano. E così lesse il testo S. Paolo che a’ Galati 3. 17. dice che dopo la promissione fatta ad Abramo e al suo seme passarono 430 anni e la legge fu fatta, cioè la legge sul Sina che fu promulgata cinquanta giorni dopo 1’ uscita di Egitto. Dalla lezione presente del Testo Ebraico alla vera antica letta dai Settanta, dal Samaritano, e da S. Paolo e’ è questa diversità, che i 430 anni nel Testo ebraico presente sono la sola dimora in Egitto, e nel Testo ebraico antico sono la dimora eziandio de’ patriarchi da Abramo a Giacobbe in Canaan; ossia son computati altresì gli anni 215 dalla vocazione di Abramo fino alla entrata di Giacobbe e di sua famiglia in Egitto. E da ciò ne viene che dalla vocazione di Abramo all’ uscita di Egitto

non sono da computarsi 430 215 anni, ossia 645 [p. 220 modifica]
220
anni; ma soli 430 anni come ottimamente recita ser

maestro Brunetto Latini.

Seconda Parte della III Età del Secolo

Dalla uscita di Egitto alla coronazione del re Davide.

Brunetto Latini Lib. 1. Cap. 40 prope finem.

» E così Moises fu maestro e signore del popolo » d’Israel per la volontà di Dio. E a lui diede egli » la legge in monte Sinai, e comandò che ella fosse » bene osservata, e dopo la sua mo^te furo molti » altri governatori ’del popolo d’Israel infino nel tem» pò di Davit, che ne fu re e signore. E ciò fu » seicento trenta anni appresso all’ uscita d’ Egitto, » e allora ebbe fine la terza età del secolo.

La cifra seicento trenta anni deve essere sbagliata per colpa degli amanuensi. La vera cifra sarebbe quattrocento quaranta per numero tondo, ma esattamente 443. Ecco il calcolo scritturale. Ne’ Paralipomeni (2. 6. 1.), come anche nel terzo libro dei Re cap. 6. abbiamo che il tempio di Salomone fu cominciato edificare l’ anno quattrocentottanta dopo 1’ uscita de’ figliuoli d’ Israele dalla terra di Egitto, l’anno quarto del regno di Salomone.

Or noi vogliamo sapere non 1’ epoca della edificazione del tempio, ma l’epoca della coronazione di David in re d’ Israele. Leviamo dunque dai 480 anni i 4

anni del regno di Salomone. nel cui quarto anno fu [p. 221 modifica]

221
edificato il tempio; anche leviamo tutti gli anni del

regno di Davide che sono 40. Se dunque da questi 480 anni leviamo 44 anni resteranno 436, e saranno la durata dell’epoca indietreggiando dalla coronazione di David re fino alla uscita di Egitto, e risalendo fino alla vocazione di Abramo avremo le due parti di questa terza epoca. l. a parte dalla vocazione di Abramo all’ u scita di Egitto 430 anni

2. a parte dalla uscita di Egitto alla coronazione di David 43fi

866 Ma fin qui abbiamo considerata la prima coronazione di David fatta dalla tribù di Giuda; sette anni dopo fu fatta l’altra coronazione di David re d’Israello, e maestro Brunetto par che vagheggi anzi questa di re d’Israello, per la qual cosa agli anni 430 sopraddetti si vuole aggiungere altri 7 anni ad andare all’altra coronazione di David re d’Israello, onde abbiamo il numero di 443 anni, e per numero tondo sono i 440 anni che si dovettero avere nel testo in luogo dei seicento trenta. Nel Ms. il seicento si scrive vi col e sopra capo a notare il centesimo, e chi non vede che il iv che era originalmente fu tramutato in vi dai copisti? E così i quattro x recarono a soli tre, e ciò che valeva iv c xxxx fu cambiato in iv e xxx anni.

Brunetto Latini lib, 1. cap. 40. in fine. » E sappiate che la terza etade, che fu da Abraam

» infino a Davit durò novecento settantaquattro anni. x [p. 222 modifica]
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Vedemmo che le due parti suddette di questa terza

epoca fanno 866 anni, più i sette dalla prima coronaDavid in re di Giuda alla seconda in re di Israello, cioè abbiamo 873 anni di tutta questa terza epoca da Àbramo fino a David. Or abbiamo nel Testo non 873 ma 974 anni. Il Ms. Ambrosiano ha vini c lxxm. Ma ben si conosce come facilmente un’asta di più potè essere scritta da fare vini il numero vin che era. E come il T. Ambrosiano fa bene il lxxm, nel nostro Testo può essere facilmente stata aggiunta un’ asta da ridurlo a lxxmi, e poi l’ amanuense confermò lo sbaglio scrivendo in lettera settantaquattro. Ma tutta la ragione del calcolo nel contesto esige che sia letto colla verità storica così:

» E sappiate che la terza etade, che fu da Abraam » infino a Davit. durò 873 anni.

QUARTA ETÀ DEL SECOLO

Da Davide alla schiavitù babilonica.

La quarta etade secondo il maestro Brunetto comincia precisamente al terminar della terza, cioè dalla consecrazione che di Davide fu fatta in re di Israello, sette anni dopo la prima ’in re di Giuda al vero principio del suo regno delle 12 tribù. Davide regnò 40 anni, da questi sottraendone 7 rimangono 33 anni di questa quarta etade; successe a Davide Salomone.

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223
che nel quarto anno del suo regno edificò il tempio;

onde abbiamo i 33 detti del regno di David e questi 4 che fanno 37, e poi sono da contare tutti gli anni che durò il tempio di Salomone, ed abbiamo dal testo medesimo di Brunetto corretto coi mss. che durò 423 anni; ecco dunque la durata di questa quarta epoca la quale dice Brunetto che finì quando il tempio di Salomone fu arso. Vedi Brunetto lib. 1 cap. 41.

Dalla consacrazione di David in re di Israele

alla sua morte anni 33

Dalla sua morte alla edificazione del tempio 4

Durata del tempio di Salomone 423

460

Ma voglion essere forse due anni meno, perchè nel congiungimento di due periodi’ secondo l’assioma cronologico, è da troncare un anno a non volerlo contare due volte, onde da 33 al 4 un anno deesi troncare, come altresì un altro anno del 4 al 423; perchè la morte di David e la successione del figlio Salomone al trono fu neir anno medesimo; e così nel suo quarto anno del regno fu edificato il tempio, e cominciasi a contare il primo anno della sua durata, cioè comincia il primo anno dei 423, nell’ ultimo dei 4 anni primi del

regno di Salomone. [p. 224 modifica]
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QUINTA ETA DEL SECOLO

Dalia schiavitù babilonica a G. C.

Nel testo stampato di ser Brunetto al cap. 41 in fine si dice E questa etade durò cinquecento anni. Non può essere che sbagliata la cifra, e dovette essere vi anni, e dai copiatori dovette essere ommessa 1’ asta dopo il v.

Che non potesse esser cinquecento la cifra autografa è chiaro, non potendo il maestro Brunetto ignorare almeno i due notorii elementi di questa quinta età del secolo, cioè i 70 anni della schiavitù, e le 70 settimane di Daniello dalla schiavitù babilonica a G. C. le quali a computarle 69 e mezza (secondo la verità profetica ) fanno 486 anni e mezzo; a questi aggiungendo i 7 J anni della schiavitù abbiamo anni 556 e mezzo, che superano i soli cinquecento assegnati dal testo stampato all’ intera età dalla schiavitù a G. C. Ed anche a voler detrarre la vita di G. C. in 33 anni, perchè le 70 settimane di Daniello vanno a finire colla vita di G. C. e la nostra epoca va a finire colla nascita di G. C; nondimeno resterebbero ancora 523 anni, e non soli cinquecento.

Ma ser Brunetto non ignorava che questa quinta età del secolo dalla schiavitù babilonica a G. C. non si compone dei due soli elementi, cioè dei 70 anni

della schiavitù e delle 70 settimane di Daniello, ma [p. 225 modifica]

225
ancora di un terzo elemento, cioè d’un intervallo di

tempo che passò in mezzo dal fine dei 70 anni della schiavitù al principio delle 70 settimane, e con questo intervallo vedremo che appunto riescono seicento gli anni di questa quinta età, e non soli cinquecento. Questo intervallo comincia dal primo anno di Ciro quando fu fatta con suo decreto la liberazione del popolo ebreo dalla schiavitù babilonica, e finisce col1’ epoca del decreto col quale Artaserse ordinò che Gerusalemme fosse riedificata. E ser Brunetto non erra a mettere appunto li 13 re che da Ciro a Dario Codomano furono nella successione reale persiana, e concordasi colla critica anche moderna (1). Occupiamoci nello appurare questo intervallo a vedere, se unito questo coi 70 anni della schiavitù e colle 70 settimane, avremo i seicento anni da sostituire alla lezione testuale cinquecento certo sbagliata nelle stampe del Tesoro.

Questo intervallo ha suo incominciamento dal primo anno di Ciro, che segnalò il primo anno dell’impero persiano con questo decreto di emancipazione degli Ebrei dalla loro schiavitù babilonica. Qua non e’ è dubbio alcuno.

Ma quanto al fine di questo intervallo per dar principio alle settanta settimane di Daniello, può es 1) » E dopo la morte del re Ciro ebbe tredici re nel » suo regno l’ uno dopo 1’ altro infin al tempo che Dario » ne fu re. Non dico di quel Dario, di cui lo conto ha » tatto menzione di sopra, che fu al tempo di Ciro ma » e fu Dario figliuolo del re Arsanis etc. Tes Mb 1 » cap. 27.

15 [p. 226 modifica]
226
esserci equivoco. Due sono i decreti di Artaserse ai quali può accennare la frase del profeta (cap. ix): Ab exitu sermonis ut iterum aedificetur Jérusalem usque ad Christum ducem etc. Artaserse nel VII.° anno del suo regno spedì Neemia col decreto imperiale in favore di chiunque volesse andare con Neemia dal regno persiano ad abitare Gerusalemme de populo Israel, et de sacerdotibus eius et de levitis. (1. Esdr. 7). E si descrivono nel decreto i privilegi della nazione ebraica abitante in Gerusalemme accordati a Neemia suo principe ed al popolo di Gerusalemme. Artaserse emanò per altro nell’anno XX.° del suo regno un decreto più speciale della riedificazione di Gerusalemme, ed è registrato in Neemia lib. 1. cap. 1., ovvero 2 Esdra cap. 1. Questo secondo è più comunemente adottato per quello a cui Daniello allude; ma forse Brunetto Latini adottò a questo effetto 1’altro emanato da Artaserse in favore di Gerusalemme e del tempio nel VII.° anno del suo regno. Stando a questo decreto per termine dello intervallo da noi ragionato, eccone la descrizione. Partiamo dunque da Ciro, il cui primo anno è registrato per l’ultimo dei 70 della schiavitù tolta col decreto di Ciro.


  • 1.° Ciro ne regnò dunque altri 6 anni
  • 2.° Cambise suo successore ne regnò 7 anni 5 mesi
  • 3.° Smerdi il Mago suo successore 0 anni 7 mesi
  • 4.° Dario figlio d'Istaspe 36 anni [p. 227 modifica]

    227
    anni mesi

    5,° Serse ne regnò 21

    6." Artaserse nel vii. anno spedisce il decreto: di questi 7 anni l’ultimo è il primo delle 70 settimane, restano 6

    77

    Adunque dalla schiavitù a G. C. si

    contano anni della schiavitù 70

    Intervallo suddetto 77

    Le 69 settimane e mezza 486 interi (1) meno la vita di G. C. 33

    453 interi 453: interi 600: interi

    EPOCA COMPLESSIVA DALLA CREAZIONE ALLA NASCITA DI G. C.

    Sino a settanta variate opinioni registra di questa epoca il bravo gesuita Riccioli nella sua Cronologia

    1) I sei mesi sopra i tre anni della mezza settimana LXX. a sarebbero computati alla morte di G. C., bene considerando che Esdra (1. Esdra cap. 7.) partì da Babilonia nel VII. anno d’ Artaserse col suddetto decreto imperiale nel primo giorno del primo mese (settembre), ed essendo morto G. C. nel mese lunare di marzo, dal primo giorno del primo mese, cioè lunare di settembre, fino al mese

    lunare di marzo, vi sono i sei mesi sopra gli anni interi. [p. 228 modifica]
    228
    Reformata Libro Settimo cap. 1. E nel Vence, Tom

    7, nella dissertazione Cronologia Sacra V editore francese Rondet ne conta 90 diverse opinioni.

    Questa epoca stabilisce al più breve intervallo 3700 e al più lungo 7000 (sette mila) anni.

    Brunetto Latini nelle stampe al Lib. 1. cap. 42, prope fìnem così recita.

    » Dopo lui (Giulio Cesare) fu signore Ottaviano, » nel cui tempo nacque Cristo, e ciò fu a cinque » milia cinquecento anni dal cominciamento del mondo. » Ma molti dicono che non ebbe di tempo più che » cinquemilia duecento e cinquanta quattro anni.

    A conoscere comechessia la somma complessiva delle cinque età del mondo, e per conseguenza quanto ebbe di tempo dal cominciamento del mondo alla nascita di G. C. secondo V opinione del nostro autore, è bisogno bensì tener conto di questa cifra che qua si legge cinque milia cinquecento anni, e secondo l’altra lezione cinque milia duecento e cinquanta quattro; ma essendo facile l’ alterazione anche qua fatta dai copiatori, è da calcolare la somma complessiva delle varie cifre testuali delle singole età che si trovano per entro il libro.

    E quanto alla cifra complessiva 5500, sarebbe questa la cifra di Teofane e di Giorgio monaco. Anche Giuseppe Ebreo (probe expensus), come dice il Riccioli, dà 5555; onde se non fu probe expensus fu potuto trovare colla cifra 5500 nei testi antichi. Nicetas, Persae, ac Cedrenus fanno 550G. E quanto

    all’ altra cifra testuale 5254: questa cifra essere di [p. 229 modifica]

    229
    molti dice l’autore; sarebbe di molti se fosse 5200,

    a cui s’ assomiglia, essendo la cifra di Eusebio di Cesarea, dei Settanta, e del Martirologio Romano, che, come dice il Baronio, seguitò in questa cifra gli antichi registri delle Chiese sì occidentali e sì ancora orientali.

    E quanto alle singole cifre testuali delle 5 età del mondo, le daremo come furono da noi corrette, come erano nella stampa, e come sarebbero secondo le varie lezioni apportate nel testo.

    Secondo la nostra correzione.

    l. a Dalla creazione al diluvio 1657

    2. a Dal diluvio alla vocazione d’Abram 428

    3. a Da Abramo a Davide re coronato 873

    4. a Da Davide alla schiavitù babilonica 460

    5. a Dalla schiavitù babilonica a G. C. 600

    4018

    Secondo la stampa antica - Secondo le varianti lezioni.

    1262

    842 Altera lect. 1018 alt. lect. 1302

    974 era 842 842

    460 in più 176 in più 460

    500 [p. 230 modifica]
    230
    4038 ■+- 170=4214 4039

    460

    Somma 4498

    Abbiamo per risultato la cifra 4018 delle età testuali secondo che da noi furono corrette. Questa cifra sarebbe quella del Pererio 4022 colla sola considerazione che il Pererio va fino all’era volgare (4 anni dopo la nascita di G. C. ), e noi siamo venuti precisamente alla nascita di G. C.

    Abbiamo per risultato eziandio delle età testuali secondo la stampa antica 4038. Sarebbe pur presumibile questa somma complessiva, e sarebbe vicina a parecchie opinioni di autori pur reputati, come si può vederne il catalogo nel Riccioli; ma come è presumibile il complessivo valore di questa somma, non è poi ragionevole il valore de’ suoi singoli elementi, come vedemmo nelle singole età del secolo sul testo stampato.

    Colla varia lezione 1018 della seconda età in confronto della lezione testuale 842 cresce il risultato di 176 anni, e riesce la somma complessiva non 4038, ma 4214.

    E coli’ altra varia lezione 1302 della seconda età in confronto della lezione testuale 842 cresce il risultato di 460 anni, e riesce la somma totale non 4038, ma 4498.

    Ma fo notar solamente che le cifre totali del testo dalla creazione a G. C. pur secondo la stampa antica sarebbero dunque 4038 ovvero 4214 ovvero

    4498; ma sono troppo lontane dalle cifre che poi nel [p. 231 modifica]

    231
    testo si leggono di questa epoca dal cominciaraento

    del mondo alla nascita di G. C. cinquemilia cinquecento anni, o vero cinque milia duecento e cinquanta anni. E però deesi conchiudere, o che la cifra qua dell’autore fu dai copisti alterata, o che l’autore non volle qua dare la cifra cronologica delle sue varie età come furono da lui computate; ma diede la cifra che di quest’ epoca complessiva trovò notata ne’ vari autori da lui consultati.

    Ma a voler credere ragionevolmente che questa cifra totale sia relativa alle cifre parziali delle singole età dall’ autore computate, è forse da tener conto qua di una nota eh’ io feci alla prima età del secolo, dove nel testo stampato leggevasi mccIxii (1202), ed ho notato ivi che nei Settanta è 2242. come legge altresì Eusebio di Cesarea, e similmente Giuseppe Ebreo legge 2358. Ivi notai che forse dai copiatori fu ommesso un emme nella cifra mmccxIii. e che la x fu trasposta dopo 1’ asta verticale allungata; e così della cifra mmccxIii ne fu fatta l’altra che abbiam nelle stampe mccIxii.

    Teniamo sott’ occhio le cifre del testo 5500 e 5254 dalla creazione a G. C. e proviamo a vedere qual risultato si ottenga ponendo la prima età 2242 colle altre da noi nel testo emendate.

    Età l. a Dalla creazione al diluvio 2242 (sic)

    2. tt Dal diluvio alla vocaz. di Abramo 428 3. a Da Abramo a David re coronato 873 4.* Da David alla schiavitù babilonica 460 5. a Dalla schiavitù babilon. a G. C. 000

    4603 [p. 232 modifica]
    232
    Per l’assioma cronologico suddetto è da supporre

    nel congiungimento di questi cinque periodi che tre anni fossero potuti contare due volte, onde son da troncare, e ridurre il numero 4603 al numero 4600. Ma ancora abbiam quattromille, e non il cinquemille del testo (5500).

    Sarebbe da sospettare che l’ epoca 4600 fosse scritta alla romana, com’ è nei codici antichi così IV m VI c; e che l’asta verticale del rv m e del vi m dai copiatori fosse ommessa, e recata la cifra IV m V e a V m V e

    Certo è che nella cifra iv m vi c abbiamo la cifra vera totale del testo, che corrisponde alla somma delle cifre parziali che porge il testo corretto nelle singole età del mondo. Certo è che la totale 5500 non corrisponde in nessuna più strana ipotesi alla somma delle cifre parziali, anzi è a gran pezza lontana dal poter corrispondervi.

    Certo è che di queste om missioni dell’asta verticale nei copiatori ne abbiamo a iosa; per es. nella quinta età lo stampato ha cinquecento, che seicento era certo nell’autore, ed il vi c fu scemato dell’asta e recato a v c. Ed in queste cifre numeriche è da badare al contesto, e sotto i freni dell’ arte numerica

    recare al vero le cifre spropositate dei goffi copisti. [p. 233 modifica]

    233
    LIBRO SECONDO

    Capitolo I.


    Qui comincia della 1 nuova legge.

    Appresso ciò che ’l conto ha detto della legge vecchia, si è bene diritto che dica della nuova, che cominciò quando Gesù Cristo venne in terra per noi liberare dalle pene dell’inferno, e per noi dare paradiso 2. Ma innanzi che divisi altre cose, diviserà egli lo suo lignaggio e ’l suo parentado, da parte della sua madre 3; e poi dirà di ciascheduno discepolo, sì com’ egli ha detto de’ santi padri antichi del Vecchio Testamento. 4

    1) Corretto la in della col t: Ci comence de la novele loi, e col ms. Vis. Scrive infatti poco dopo: dica della nuova, anzi che la nuova legge.

    2) Il t più laconico: vint en terre por nos raembre. II ms. Vis. venne in terra per noi salvare.

    3) Manca al t ed al ms. Vis. da parte della sua madre.

    4) Il t ed il ms. Vis. più laconico: des peres don Viel Testament.