Il Cristianesimo felice nelle missioni de’ padri della Compagnia di Gesù nel Paraguai/Parte I/Capitolo XX

Capitolo XX

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CAPITOLO XX.


Del Governo militare de’ Cristiani del Paraguai.


UNa: delle maggiori- felicità dé gl'indiani Fe- " deli del Paraguai fi dee dire la pace,!1- l’unione!,' e là tranquilli là interna , che fi trutv va in ogni Riduzione , dove ladronécci , gare , ritte, ubbriaehezze/impudicizie fcandalofe , liti civili j e limili ‘mali o non lì veggono , o noti allignano / perchè fi correggono tofto . All’ in¬ contro rógna fra loro la Carità , foVvenendo il Pubblico ad ogni- bìfognofo ed infermo, e regna la -concordia ih tutte le lori funzioni si fatte , che-temporalioperando ognuno con zelo ugna¬ le il bene efetvigio della Comunità , Come fc fi trattaife del proprio. Non è minor l’amillà, l’ofnitalità, è la Comunione, che ogni Rldùzion protetta all’altre circonvicine, confiderandolìtut¬ ti corte Fratelli, perchè" Figli di quel buon Pa¬ dre Iddio, che-tutti adorano; é governati da Pa¬ dri fpìrituali ' di una;'fola liVrea, die Concordi a nuli’ altro penfano, che al .loro- bene V Lite mai non inforge fra loro a cagion di Confini, e ni un penfa a conquiftar le terre1 de’vicini , effendohe bandita Fefecrabjlè non mai fazia Ambizione , che tante guerrè ed affanni ha fatto , e fa pio- | vate anche ’ Oggidì alle Provincie Europee . Il per[p. 169 modifica]perchè parrebbe, che di' nivm’ufo o bifognó fòr¬ te in quelle parti la milizia, e l’arte militate . Ma ancor quefta troppo s’è conofciuta neceffa- ria per la difefa di quelle Repubbliche, non man¬ cando Nazioni tuttavia barbariche ed Infedeli , che abborrifcono il Criftiano, e i fuoi fèguaci, -e fe non foriero tenute in fréno, volentieri por- terebbono addotto à i Criftiani quella guerra , che così fpetto vanno facendo fra loro perman- giar l'un 1 altro* Anche nell’Anno 1735. cofto- ro inferirono in una delle due picciole Riduzio¬ ni fondate ne’ Ctrìgnani, con uccidere , b condur prigioni qUe’poveri Criftiani, bruciar la Chiefa, e torte la vira anche al loro Curato Gefuita * Lo fletto è accaduto ad un’ altra foodata nelle frontiere dei Chaco fra /w Luks, e Mtcovies. In oltre v’ha là deteftabil Colonia Brafilìaoa di S. Paolo, di cui al CAP, VIH. abbiam favellato , che tanti fcempi ha fatto in Addietro de gl’-In¬ diani non men felvaggi, che Criftiani -,. e della cui crudeltà fempre s’ha a temere, finché la -mi- fericordia di Dio, e la Pietà de i Re Portoghe¬ fi non la fchianti. 11 perchè in ogni Riduzione fi fono formate alcune Compagnie d’ Indiani a piedi e a cavallo co i loro Ufiziali , bandiere , trombe e tamburi, come nella milizia ordinaria di Spagna. Le armi , che adopera la fanteria , fono per lo più le proprie di que’paefi , cioè 1’ arco, e de freccie colla punta d’otto, o pur di un’acuto duriflìmo legno, che penetra poco men che il ferro. Altri combattono con fa rii lavora¬ ti a cantoni,.o rotondi, e lanciati colle fionde. Quando vengono alle ftrette, ufano per arme una. gran clava, o fia mazza di legno molto pe- fante, che chiamano Macon*. Dato .un colpo fo¬ lo di quella fui capo ad uno, non v’habifogno [p. 170 modifica]del fecondo per levargli la vita . E bafterebbo- no ben’armi tali contra de .gl' Indiani Infedeli loro continnì nemici, ma giacché , ficcome ab¬ biamo detto*, vi reftaAo i Mammalucchi Paulo- politani del Brafile, fediti à venire armati dj.ptc- che, fpade, e armi dà faaco; né potrebbono re- fiftere i poveri Indiani a sì fatte armi, e al va¬ lore dì que’Carfari Europei: hanno i Re Catto¬ lici conceduto loro di poterli fervire delle me- defime per loro difefa. Perciò fi fon formate Compagnie di Fanteria armate , altre di archi¬ bugio, altre di picca e fpada i come pure.diCa- valleria, armate di lancia e fucile . Ma nòn fi lafeiaho quelle armi alla difpofizion de gl’India¬ ni, e fuori dell'occafion di adoperarle a giufta .. loro difefa, Hanno ferapre guardate nell!Armeria d’ogni Riduzione, fottb la cura di akuni Ufi- ziali deputati a cuftodirle , e mantenerle pu¬ lite.

Per tenerli poi in efercizio , il Regio Corret¬ tore gli obbliga ogni otto dì alla moflra , e a gli ' efercizj militari nella Piazza , la quale in qhalfivoglia Riduzione è molto fpazìofa in fenr- ma di un bel quadrato con intorno gl’ edifiz; tut¬ ti eguali, eccettuaifane la Chiefa, che occupa la facciata principale, a canto di cui ila la cafa de’ Miffionarj più elevata dell’altre. Quivi dopo, la moflra fi attacca fra loro divifi In due: /quadre una finta battaglia . Ma perchè quella gentecol- la lor corta capacità v’entra petto eoo troppa vivezza ed impegno, fa di meltieri che fi Ipóu- gano alla tefta de i due campi pedóne favie, e non poche, le quali con baftoni affai pefantiat¬ tendano occorrendo a dividerli, affiochenti mag¬ gior calore della fcqramuccia accecati-non.fi «otk mazzino fra loro , come fe faffero nemici. Si adde[p. 171 modifica]addentano tatti a tirar pietre colla .fionda, e freccie coll’arco; ed è propodo il p ernio a chi coglie nel legno. Alcuni fon cosi deliri, che ra¬ de vòlte fallano il colpo . Al, principio quando gl’Indiani vedeano Cavalli, ne concepivano tal terrore, che .correvano frettolofamente fu gli ta? beri, come fe vedeffero una Tigre, o un Lione. Oggidì, con tali efercizj-hanno deporto .'talmente ogni paura, iche corrono a. briglia fciolta a ca¬ vallo , maneggiando nello Hello . tempo 1’ armi con molta destrezza. Anzi lo fquadron loro dì lancie a cavallo è formidabile a tutti. Siccome quella milizia è irti tuìta non percouquìftare gli altrui paefi, ma unicamente per confervare la propria vita e libertà: coi oiun mezzo fi trala-? l'eia per confervar la pace con tutti. Fra gl’ In? diani Infedeli non v ha forza « che polla prefu? mere di vincere que’Cridiani , sì perchè fon le Riduzioni più numerale , che quarti voglia Ran- cheria di que’.Barbari ; ed .ogni Riduzione fi ftu- dia d’accrelcere ogni di più il Popolo fuo con tirare alla Fede, e all’unione gl’infedeli; ed ol¬ tre a ciò ne’bifogni una Riduzione fi dà mano coll’altra; e sì perchè non poffono i Barbari re¬ fi (leije alla- Cavalleria, e all armi da fuoco. Per¬ ciò .1 più vicini Infedeli fon premurali di confer¬ var la pace colle Riduzioni; e quéi, che non la vogliono, fi ritirano più lontano che fia loro poflibUe : quantunque non manchino mai alcuni, che come affaffini da firada o rubano il bertia- me, o ammazzano i Pallori, o li fan prigioni, quando li truovano pe’ campi lungi da ;qhi poffa predar loro ajutQ. 1 più terribili dunque fono i fopra mentovati Mammalucchi del Braille., ob¬ brobrio del Criftianefimo, che qua fi. ogni anno j»er moke centinaia di miglia fanno leprrerie , a [p. 172 modifica]fin di fare Schiavi quanti Indiani possono prendere, dicendo, che questi sono i loro Mori. E tuttochè la Corona piissima di Portogallo abbia con più rigorosi editti, e sotto gravissime pene vietata cotal tirannia, e i sommi Pontefici abbiano più volte fulminate contro una barbarie sì esecranda tremende scomuniche: nulla di tutto ciò è stato batevole a reprimerli prestando essi solamente ubbidienza al Re, quando lor torna il conto, e a Dio, quando non possono far di meno.

Per dare un saggio della lor Crudeltà, convien riferire, che verso il fine del prossimo passato Secolo arrivarono all’improyvifo questi cani alla Riduzione di Gesù e Maria, posta nel Guairà, e la più vicina dell’altre alle loro unghie. Erano ottocento i Mammalucchi , accompagnati da tre mila Tupy, Indiani loro sudditi, e venivano tutti ben provveduti di moschetti e fucili, e d’altre armi. Tempo non restò a difesa alcuna, e però li diedero a man salva a prendere quanti uomini, donne, e fanciulli cadevano loro in mano. Al primo avviso di sì fiera calamità delle sue innocenti pecotelle , il P. Simone Mazzetta insigne Missionario, giudicando, che costoro per quell’ombra, che tengono di Cristianesimo, rispetterebbono almeno i Sacerdoti, vestito di cotta e stola, e colla Croce in mano, andò incontro ad essi, e con tutta mansuetudine si diede a scongiurarli di non offendere que’ novelli germi delia Fede Cristiana . La risposta, che gli diede un de’ loro Capitani per nome Federigo Mello, fu di scaricare un fendente della sua sciabla per ispaccare il capo il buon Religioso. Volle Dio, che questi col muoversi schivasse il colpo. Ma giunto nello stesso [p. 173 modifica]po il Cacique Carubà tutto affannofo per por¬ tare a) Padre la nuova , che i Tupy entrati per altra parte nella Riduzione facevano fchiàVi que’. poveri Criftiani, il Mello prelènte alzò l’archi¬ bugio, e (caricatolo in petto al Cacique, lo fte-^ le morto a terra. «Andò-intanto a faccoi tatù la" Riduzione; nè li perdonò alla Chiefa , alla Sa-, grqftia, e alle flette Immagini de’ Santi ',- e chi volleTar’ oppofizione, vi lafciò la vita . Per ti¬ mor pofcia che non accorrelfero in Toccarlo l'al¬ tre circonvicine Riduzioni, la mattina full’Alba gli empj mafnadieri s’inviarono verfo il loro pae¬ fe , menando feco tutta la gran proceffìone di quegl’infelici Schiavi con alcn affai preli. in-al¬ tri Luoghi. Intanto dalla nuòva di cotal Tra¬ gedia motto il P. Francefilo. Diaz , accorfe colà dalla fua Riduzione, e trovò il P. Mazzetta , che fi disfaceva in lagrime al mirare (piantata in un giorno folo, e da chi porta il nome di- Criftiauo, una sì florida Popofazion di Fedeli , metta da lui iniìeme con tanti fteuti, e coltiva¬ ta con tanti fudor;» La rifoluzione prefa da amen- due fu di fegqitar le loro pecorelle ad onta d* , ogni pericolo. Nel viaggio andavano trovando - vecchi, donne, e fanciulli, chi morti di fame , : chi agonizzanti, e chi trucidati da que’moftri. d’inumanità, perchè non poteano tener lorodie- tro. Arrivati al grotto della truppa s’ unirono ajla brigata de’ miferabili lor Parrochiani per confortarli, ed affifleré loro in tutto auel che po¬ teano, (offerendo con pazienza, gli Itrappazzi , ed anche le percoffe de gl’ -infami mafnaaieri , finché dopo un viaggio di ottocento miglia ar¬ rivarono alla Città di San Paolò . Qgivi dà che videro ripartiti gli Schiavi , chi a coltivar le campagne, e chi alla coltivazion dello Zucche¬ ro; [p. 174 modifica]ro; e troppo chiariti, che forma digiuftizianon vi fi trovava, prefero i due Religiòfi la ftrada della Baja di Todos los Sandos, Capo del Bra- IHe-, lontana da San Paolo circa feceftto miglia, fer cercare la libertà di timi infelici pretto D. rancefco de Oliveyra, Governator Generale del Brafile. Riportarono da lui preflantiflìmì drfpac- ct a i Paulopolitani , ed accompagnati da un Commiflario incaricato dell’ elocuzione , fe' ne tornarono a S. Paolo . Inviperiti que’ cani pel fatto rrcorfo, poco mancò che tìoft li tagliaflero a pezzi, come alcuni anni avanti aveano prati¬ cato col Venerabil P. Diego de Affare, a cui per limile atto d’eroica Carità verfo le rapite Tue pecorelle levarono la vita. Le minacele al cer¬ to, le villanie, e le freccie gittate alle lorfine-- ftre, non maritarono in taieoccafione. Andò-poi a finire tanta fatica di qae' Servi di-Dio in ri¬ cattate non più che cinquanta della lor gente, di quindici e più mila perfone, che erano (late .condotte inifehiavitù a-quella infame Città. Nè tardarono elfi molto a ritornacene indietro , per aver prefentito, che fi macchinavano' altre Cor¬ rerie di quegli attattini nel Paraguai Crifliano , giacché quella era riufeita per loro cotanto frut- tnofa ;

Ma fe difgrazie fan cervello. Addottrinati non fol da quella, ma da altre precedenti limili ca¬ lamità que’ buoni Criftiani , fi diedero più che mai, e continuano -tuttavi* ad eferettarft nell’ar¬ te militare per difenderli fecondo ir naturale di¬ ritto dalle ingioile'fftvafioni de’ perfidi Mamma¬ lucchi. E perciocché coftoro fempre vanno fpiari- do lo ftato delle Riduzioni Crilliane, con -ifpe- dir gente a Coprir le Ilrade, per cui pottanoal¬ la (ordina arrivar colà : le Riduzioni più efpo[p. 175 modifica]ile al loro furore Hanno anch’ effe tempre all’ ' erra e per non eflère colte all’ improvvido , mantengono per tutta Ja fiate uomini col dolo impiego di battere la campagna, edinoltrarlian¬ che per cento cinquanta, o ducento miglia, of-

  • fermando, fé v’ha rumore, fofpetto , o veftigio alcuno ài nemici-. Ogni mefe , fecondo le noti¬ zie, che'tengono, tornano elfi a ragguagliarne Ja Riduzione. Qpalora apportino ginflo fondar mento di temere , fe ne dà avvifo a tutta la milizia, effi alleltifcono l’armi, e quante Com¬ pagnie fi credono (ufficienti, con far’anche pof¬ fare l’avvilo fletto alle Riduzioni del contotpo. Efcono poi alla campagna per molte miglia al¬ la feoperta de’nemici , tproccurando di coglierli in fin larghi, effendofi conofciuto per ifperien- za-, che dappoiché gl’indiani adoperano cavalli, ed armi da fuoco, Tempre rellano fuperiori a i . Mammalucchi: laddove lafciandoli avvicinare al¬ le Riduzioni, riefce Tempre di gran danno, oal¬ meno di grave pericolo per lo timore e bisbi¬ glio delle donne, e dell’altro Popolo imbelle Ed affinchè i mafnadieri fuddetti non fi preval¬ gano del contratempo de’ divini Ufizj, come è talvolta accaduto, trovandoli il Popotoalla Chie¬ fa , e difarmato : oggidì i Criftiani per effere Tempre pronti alla difefa, qnando anche vanno " alla Chiefa, feco portano 1’ arco e le freccie . Né mai( vanno effi conerà de’ nemici, fe (prima non hatr chiefta la licenza e la benedizione al Milfionario loro Curato, fembrando con ciò ad effi afficurata la felicità del faccetto. Hanno poi, fervito cotali precauzioni a raffrenar l’orgoglio e le incurfiom de’ Paulopolitanf j e tanto più dappoiché quella mala gente ha più d’tuia vol¬ ta provato il valore de gl’ Indiani Fedeli coll’ef[p. 176 modifica]ferne rettati totalmente (confitti in più- di un» occafìone. Celebre fpeziàlmente fu la vittoria ri¬ portata da elfi Criftiani in vicinanza della Ridu¬ zione di S.1 Croce, dove disfecero ottocento Mam¬ malucchi , e quattro mila Tupy di lor feguito , che non ve ne reftarono.in vita fe non, pochi, i. quali dimandarono la vita m dono, e provianda, per arrivare al Brafile, promettendo di non tor¬ nar più in avvenire e dar- lóro fallidio: il che fu loro accordato dalla Pietà- de’ vincitori . Però da gran tempo in qua. non ha tentato l’infame Po¬ polo di quel nuovo Algieri di comparire alla vi¬ lla delle Riduzioni ; e tanto più- é da credere che non ardirà da qui innanzi, perchè va fqmpre più crefcendo di Popolo ogni Riduzione, e per con- feguente fi aumenta ancata il numero de’ faldati capaci di far fronte a chiunque li voglia offen¬ dere.

Nè fellamente han dato pruove della lor bra¬ vura i Crilliani del Paraguai contra de’ Mam¬ malucchi Brafiliani: fi fon’ effi più volte glorio- famente impiegati anche in fervigio della Coro¬ na di Spagna, e de’fuoi Governatori-. Nell’An¬ no 1662. età Governatore dell’ Attenzione , Cit¬ tà^ capitale del Paraguai , Donno Alfonfo Sar-1 mientq . Trovandoli egli m viaggio per pattare alla vifita di Villa Ricca, fi fermo un giorno fin, un Caftello, e quivi fu attediato da un -copiofa ftuolo d’Indiani Infedeli. Non menava feco gen¬ ti d’armi, non provvifione di vitto, ficchè do¬ po di etterfi fofienuto per alcuni giorni, era alla vigilia di renderli alla difcrezione o per dir me¬ glio all’ indifcrezion di que’ Barbari : quando, fe- putofi il di lui pericolo da unaRiduzione A'Ita-, tines , quel Popolo dato di piglio all’armi venne francamente addotto a i nemici, i ' quali dopo gran [p. 177 modifica]gran refiftenza e lungo combattimento, voltaro¬ no le fpalle con renate affai (fimi di loro freddi fnl campo. Non lì faziò da lì'innanzi quel Ca¬ valiere di lodar que’ buoni Indiani , confettando dapertutto di riconofcere la vita da loro. In un fomigliante pericolo fi trovò ancora Don Seba-“ ftìano de Leon, e ne fu liberato da quelli della Rrduziooe di ‘Sant’Ignazio nel Paranà . E per¬ ciocché ' que’ Pòpoli fono ben’ iftruiti da i loro Parrbchi dell’ obbligo, che tengono a Dio come Criftiani , e al Re come fudditi , in qualunque occalione , che la Corona ha avuto bifogno di loro, fempre ha provato, non effere inferiore la lor fedeltà al valore, di modo die di quante vit¬ torie ettà ha riportato in quelle parti da molto tempo in qua, una appeàa fe ne conta, che non abbia da attribuirli in tutto o in parte alla bra¬ vura di quegl’indiani. Vero é nondimeno , ch’etti han Tempre bifogna d* un Capitano Spagnuolo intendente del meftier della guerra, non eflèndo efli da tanto da fapere Ilare fquadronati , e da affalire con ordine, combattendo perciò tutti co¬ me ammontonati, e caricando il uitnico con ur¬ li e grida fpaventofe ; il che quantunque badi contro altri Indiani , varrebbe certamente poro contra de gli Europei . Laonde quando il nemi¬ co dà tempo , fi proccura Tempre-, che abbiano Uffiziali Spagnuoli, da’ quali efercitatì prima nell’ 9rte militare, combattono poi comeLioni , affa- lendo fenza alcun timore alla cieca, e impiegan¬ do tutta la loro gran for;a contro il nemico . Tali maflìmamente li fperimentarono ì Portoglie¬ li nell’Anno 1680. il che come fuceedeffe, con- vien’ora raccontare. Fin dell’Anno 1679. erano elfi Portoglieli fotto la condotta di Don Mannel¬ lo Lobos infigne Maftrp di Campo iti ad occu- Parte I. M pare [p. 178 modifica]pare te ftto alla sboccatura del Ri» della Pia ¬ ta, dove. quef gran Fiume fa ùn fena capace di molte navi, e dìfèfo da i venti mercè delì’Ifola di San Gabriello, che il cuopré. MentreD. Gìu- feppe Barro Governatore di Buenos Ayres man¬ da innanzi e indietro corrieri al Lobos per inten¬ dere la Ina intenzione; ebbero tempo e comodo 1 Portoghefi di alzare un’ Fotte ; ben provvedu¬ to di artiglieria ; e del bifognevóie per mante¬ nerli cotìtro qualfivoglia affalitore ; La flemma Spaglinola tardò fino all’ Agòfto del 16S0. a far¬ ne rifentimento . Ghiótto foccdrfo di milizia al¬ le Riduzioni delTUraguaidi fuo governo, ven¬ nero per allora rie mila Indiani ; con un viag¬ gio di fetrecentò miglia, cortducéndo anche feco quattro mila cavalli,; fulla credenza che fé ne avelie a fervire un’ Armata di Spagnuoli. Si tro¬ vò , non avere il Governatore di Buenos Ayres le noti trecento fanti di fua Nazione da congiu- ?;nere con gl’ Indiani : In oltre hon osò di dar oro pezzo alcuno d’ artiglieria per non lafciare fguemita fa Città : Il peggio fu , che dòn con¬ cedette a gl’ Indiani fe non ducéflto archibugi / cd alquante fciable , reftando tutti gli altri ar¬ mati colle lolite fiondo , archi, freccie , é maz¬ ze : giacché non s’ era peranche formata fa mi¬ lizia Indiana; come abbiam detto di fopra . Lo¬ ro fu dato per Marelciallo di campo D. Giu- feppe de Vera; -che immaginò una curiofa difpo- fizione del fuo picciolo elèrcit©. Cioè marciava¬ no prima i quattro mila cavalli feriza un folda- tó in fella; feguitavarto gl’Indiani con Uifiziali Spagnuoli ; nella retroguardia venivano i fuddet- fi trecento fanti * Figurava!! l’ingegnofo Mare¬ lciallo , che impiegando i Portoghefi le ptìrié franche della loro artiglieria contro la vanguar¬ die^, [p. 179 modifica]’dià ,‘che-erà di foli Cavalli (fenza foldad, avrete bono fe milizie campo ;di montar eoa- preliaama fu i terrapieni . Ma. gl’ Indiani, tuttoché grotti di legname , ne. mormoravano forte còri dire.-, che fpàventati t cavalli ,U i primi tiri .dè i can¬ noni, fenza avere in fella ciii li reggette/fi fa- rebbono rivolti indiètro con fùria , ed avrebbo- hò difordiriàté le fetìierecon pericolò di reftar trucidati dal nemicò . Entrò il ragionevole lor timorè ìr capò al Comandante ; e però dato or¬ dine ; che lì-tiraflero in, difparte » cavalli, ,-co- hiandò che fi prdfegùifle la riàrda ; e fui far dell’ Alba giunferò tutti fotto quella Fortezza . Non ottante l’intimazione fatta , che ri uno fi ino vétte; finché un tirò di piftolarion dette il fe- gno dell’ attaltd, un Indiano ardì d’ aggrapparli fui terrapieno, dovè trovata la feritinellà addor¬ mentata l’uccife * Accòrtali di ciò un’altra fen- tinella vicina, fpàrò uri archibugiata, al cui fuo- nó, creduto il fegno concertato, tutti gl'indiani a gàrà li Unciarorio à i balli oni , e i’ un mon¬ tando .fopra le fpalle dell’altro, agevolarono an¬ cora la ftrada a i. fanti -Spagnuoli per falire laf- sù; Per più ore. fecero gagliarda difefa i Porto¬ glieli , combattendo fpézi al ménte D. Emanueilo Galban, che era il loro foftegno , finché foprà- fatro da gli attalitori dopo molte ferite rimafe riorto fui campo . Cofa mirabil fu il vedére la di lui. Confette , che maneggiando la fpada a’ fianchi del. Marito , benché gli Spagnuoli più volte le elìbilfero - quartiere , chiufe Tempre gli orecchi ad ogni invito , .e feguitando a combat¬ tere lalcfe àneh’etta ivi la vita * Vedendo in fi¬ ne i Por toghe fi , che il tutto era in potere de gli Spagnuoli, e il fuolo feminato di cadaveri , domandarono quartiere; ma gl’indiani, che non M 2 in[p. 180 modifica]intendevano quel linguaggio , e pareva lor fi combattere centra de’'Mammalucchi del Braille fieri loro nemici, fegttitavano la. vittoria. Udì- to poi il legno dato da gli Spagnuoli di ceflar dalle oftilità , fenz’ altro ubbidirono. L’artiglie¬ rìa, le munizioni, e gli Schiavi furono affegna- ti alla Reale azienda ; il retto a fuon dì trom¬ ba conceduto a gl’indiani Ma il meglio toccò a gli Spagnuoli, cioè oro , argento, gioje, ed al- ! tre robe di valore , perchè t femplici Indiani fi perderono dietro al cornetti bile, alle forbici, a i coltelli , e a cofe limili, e fpogliavano i morti per averne gli abiti, mentre gii altri più accor¬ ri attendevano al meglio del bottino . De gli Spagnuoli rimafero eftinti fei / trenta de gl* In¬ diani ; ma molti furono i feriti. De’ Portoglieli fi contarono ducento morti , il retto prigioni , e tra quelli ultimi to fletto Generale D. Emma- nuello Lobos, che fu dal Comandante Spagnuo- lo trattato con affai cortefia e rifpetto. A que- fta pericolofa imprefa affifterono anche quattro Miluonar; Gefuiti ad iftanza del Governatore , i quali esercitarono la lor carità non men ver¬ fo ài’Indiani , che verfo i Portoghefi /col con¬ fettare ed affolvere ì moribondi. Per quella vit¬ toria, pel raro coraggio moftrato in quell’ azio¬ ne , benché gente non avvezza a tal Torta di battaglia , e per aver condotta sì gran quantità di cavalli, li acquiftarono quegl’ Indiani un’ono¬ re immortale; e dal Viceré, e da i Miniftri del Perù, e dell’altre Città andarono alla Corte di Madrid non poche lettere in commendazione del¬ la lor .bravura , e fedeltà, inlinuando nello ftef- fo tempo la neceflltà d’inviar colà, e di mante¬ nere i Mittionarj Gefuiti, con ajutar' il loro zelo alla fondazion di nuove Riduzioni , giacché ne ridon[p. 181 modifica]ridondava tanto beftè a quell’adirne , e sì grafi* de utilità alla Corona . Altre prodezze militari fi contano di que’ buoni Indiani, fedeliifiml alla Corona di Spagna , ed anche nel 1735. quattro «itila d’etti marciarono in fervigio del Re con¬ tro- i Portoghefi ; ed aliti fei mila con lunghif- fimo viaggio andarono ad introdurre il Regio Jviiniftro rolla provincia (concertata dell’ Attua¬ zione j inviato colà per pacificarla.