Il Cristianesimo felice nelle missioni de’ padri della Compagnia di Gesù nel Paraguai/Parte I/Capitolo XVII

Capitolo XVII

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CAPITOLO XVII.


Della felicità temporale de’ novelli Cristiani del Paraguai.


NOn è minor detta fprritualelk-feiiéfrà tem¬ porale, che godono gl’indiani Fedeli hei- ìe Provincie dell’ America Meridionale J felici tè, che raolt de gli Europei avvezzi al lutto , alla grandiofità, e a i piaceri,'non fapranno ricono- fetìre fra quella povera gente , ma che confide- rata fecondo i veri 'prìncipi ; effettivamente ivi fi traeva, e in qualche parte fi può dir molto fuperiore atto fiata.di.molti Popoli d’Europa » La libertà ben regolata , la fufficiente provvi¬ gione-pel vieto, vefiito, ed albergo, là pace pub* blica, e .la tranquillità dell’animo, fono a mi© credere*» veri e aodi ingredienti, che formano la felicita di un Popolo. Ora gli abltanth nelle Ri¬ duzioni Griftiaoe finqui ddferitre fon veramente Sudditi de, i Cattolici Monarchi delle Spagne , •e dipendono da i Regii Governatori delle tre grati Provincie del Tucuman , del Rio della Piata!,' e 'del; Paraguai ; ma Sudditi con -sì lieve pefo ; e condiziodi cotanto miti è piacevoli Ag¬ gettati alla Corona’' di Spagna, che ritengono qitafi tétta, la»lor libertà , e veramente fi go¬ vernano cadauna d’ette in fórma di Repubblica. Al dominio àncora de’faggi Romani fi fùggetta- . vano una volta varj Pòpoli con, sì difereto vaf- fallaggio ;, Che-poco' dall1 uti canto perdevano della lor.libertà, e guadagnavano dall' altro la difefa e protezione di una -sì potente Repubbli¬ ca, per cui reftavano illefi'da molti: malanni », da’qirali' non aVrebbono potuto da sè. foli guar* I 3 darfi . [p. 134 modifica]guardarsi. Quante Riduzioni, torno a dire, si contano in que’ paesi, tutte sono altrettante Repubbliche. Non v’ha che il solo Regal Correttore, e questo ancora Indiano, e non già Spagnuolo, il quale per cadauna Riduzione è nominato e posto dal Governatore della Provincia, e viene ad essere come suo Luogotenente con quella autorità, che si crede necessaria pel buon governo. Tutti gli altri Ufiziali sono eletti anch’essi della lor Nazione, cioè della Popolazione dagli stessi indiani. Nel primo giorno dell’Anno tal’elezione si fa in cadauna delle Riduzioni; eleggendosi due Alcaldi, che sono come Presidenti al criminale, ed altri Ufiziali necelfarj per l’amministrazione del governo Politico, della Giustizia civile. Sono parimente della Nazione Indiana, i Caciqui, i Capitani, ed altri Ufiziali militari: giacchè, siccome accennammo, sta proibito dalla Pietà de’ Monarchi Cattolici a qualsissia Spagnuolo, non solo il piantare stabil domicilio in alcuna delle Riduzioni, ma anche l’esercitarvi sorta alcuna di giurisdizione eccettochè al Regio Governatore suddetto, al quale si presenta nota de gli eletti per ottenerne l’approvazione. Ora da questi domestici Ministri viene amministrata la Giustizia; e governato il Popolo; e siccome per lo più cadaun d’essi è zelante del bene, o del maggior bene della Patria: così per l’ordinario tutto ivi cammina con armonia, e massimamente perchè i Missionarj sommamente rispettati da ognuno, e disinteressati, stan vigilanti, affinchè niuno si abusi dell’Ufizio suo, nè pregiudichi al pubblico bene. I delinquenti poi, considerata la loro corta capacità, non sono giammai gastigati con tutto il rigore. Ciò non ostante essendo necessarie [p. 135 modifica]gune pene , affinchè colóro, che altra ragionò non intèndono, fuorché quella del timóre , file¬ no lontani da i yizj/o fi ravveggano : il Cor¬ rettore, e gli Alcaldi ftahilifcono col paréte del Parroco i g'àftVgh.)Còh "‘tal ptùdenza , che. nói) facciano venite in òdio a i corretti l’unioft del¬ la Repùbblica, e la fafttà -Religione , che ivi.fi protetta.Solamente, allorché'il*delitto è sì atro¬ ce, che ineriti la morte (càfobett raro fila quel¬ la buona gente ) fi devolve la cauta al' tòver- natore della Provincia,' nel coi Tribunale vien formato il ptoeeflo' . ' '

Così lievi fono gli aggtfcvj , chè a que’novel- lì Chriftiatìi impongono ipiìffimi Re delle Spa¬ gne, che non v ha Popolo in»Europa , il quale non abbia da invidiare, lo fiatò di 'quegl’indiani. Imperocché altro non efigond da effi , che'un leggiér tributò in fegno di vafiàllaggiQ , è nuli’ altro v’ha che poflà pàrer grevefe 'rtOn l’ob¬ bligo di andateti* fervigio (fella Corona', fé H bifogno ló richiede , in ' ifjjedizioni militari, t fer fabbriche è fortificazioni di qualche Città ó orfeiza: il fcbe fuccede dì raro, bla quéftì ag- gfaV j. fi veggono anche' cdntrapefati da varj Pri¬ vilègi. foro concèduti dal Re Filippo IV, e con¬ fermati pofcia dal Re Carlo lf. e dal piirtìmo oggidì Recante Re Fìlijppo V, Il primo è, che tutti gl’indiani, i quali fi' riducono alla Fede per la predicazione de’PP. Gefuiti , e all* ubbi¬ dienza del'Re, tutti fieno immediatamente Ag¬ getti alla Corona Reale, fenza che poflkno mai edere dati ' ih Feudo , 0 ridotti in Commen¬ da ( come fi ufo in altri luoghi ) nè in altra guifa Aggettati alla giurifdizione di alcuna par- ticolar perionà. Il fecondò è , che i Criftiani del¬ le Riduzioni non fi portano obbligare a pagar I 4 di • [p. 136 modifica]di tributo.-più d* una Pezza per tefta ( moneta del-valore, di rirca*otto Giulj Romani .)!.laddove gli altri Indiani ridotti in Gojp mende , ficcome fu détto di fopra, pagano, cinque Pezze per te¬ tta, qltre ad altre angherie. Nel Memoriale de* PP. Gefuiti, di cui parlerò a fuo tempo, ho ve¬ duto che cadaun paga un Ttfo ; e quefto forfè è più di otto. Giulj * Il terzo, che non fieno obbli¬ gati a pagar quello, tributo, prima d'aver'com¬ piuto l’anno ventèlimo, della loto, età , e dopo aver ricévuto il faqto Battefimo . E , che quefto tributo lo confegnino eglino fteffi fa tanto ^de¬ naro . in. mano del Mfaiftro. Regio, della Città ca¬ pitale, .dà citi immediataméhte ricevono in ifcrit- to. f attèltajto del pagamento, fenz% che v’inter- yenga velTazioiv* d’ Efattori o Conyneflar), che fo tanti paefi d’ Europa fcorticanq la gente, e talvolta fenza, vantaggio dell’ Erario .Principefco. Vegliano* per, quefto. i Miniftri della Repubblica, ie fpezialmente i PP, della Compagnia , accioc¬ ché fia foddisfatto a quell’ obbligò., né durano in ciò. molta fatica. Finalmente quefto tributo fi . paga,da i fofi Uqmini , e non dalle Donnei'e ceifar, allorché elfi arrivano all’età di. cinquant’ anni . Dal medefimo in oltre fono anche eccet¬ tuati come Nobili tutti i Gaciqui, ed altre do¬ dici périòne, che in ogni Riduzione fi occupa-: np al fervigip della • Chiefa. Facciano ora i po¬ ltri Europèi, fi .conto .a quanto afcendapo ’ fra lo- ! ro i tributi, .die fi pagapo a i,Principi.’, e pie¬ ghino, fe lor. dà l’animo, che fieno ben tratta¬ ti, e, felici anche nel temporale que’ buoni In¬ diani ... -, , , ...

Dal narrato finquì, fi può dedurr©, quanto en¬ comio. meriti la Pietà de i Cattòlici Re delle Spa- ! .* . .. » . ' grò» [p. 137 modifica]gne, Sovrani di tanti Regni neU* una,e nell’al? tra America . Chiaro è , che per contò del Pa¬ ra guai, non umano -intereflè, non motivi di mon¬ dana Politica , li portano a ftèndère le lor con¬ quide in quelle valle contrade, ma bensì ilglo- riofo deli derio di acquillar fudditi alla Fede di Crifto, e di popolar d’Anime ilParadifo. Mag¬ gi ormente poi fi fcorge la purità di quello lan- to, loro zelo, al cpnfiderare la grande fpelà, che fa 1’ Erario Reale in prò de’ fopradetti Indiani. Imperocché qualunque volta che per commeflio- rte del Re s’hanno da inviar colà Miftìonarj dall’ Europa , fpende per cadaun d’ erti trecento Pez¬ ze, e provvede loro l’imbarco. Oltre a ciò per mantenere le Miffioni e i Miffionarj nel Paraguai Fa sbottare ogni anno dièci mila Pezze . Simil¬ mente ad ogni Chiefa ,.che. fi fabbrichi di nuo¬ vo, il Re provvede la Campana, e tutti gli or¬ namenti facri per la prima volta. A fpefe anco¬ ra del Re va V intera fpelà del vino occorrente per le Mefle, giacché convien condurlo colà dall’ Europa, o dal Perù, o dalChile, Provincie tanto lontane. Mantien parimente erto Regio erario 1’ Olio tutto, che ferve per le Lampare, le quali giorno , e notte ardono davanti al Santiffimo Dee venire ancor quello dall’ Europa., fenza fa*; per’io dire, fe abbiano mài tentato i Miffionarj' di piantar’ Ulivi in quelle parti , Àlbero che it) quel caldo Clima pare che vi avertè a venir be¬ ne: fe pur non fuccedelfe anch’ivi ciò , che av¬ venne all’ Ifola Sjagnuola nell’ America , dove portati.gli’ Ulivi, mirabilmente allignarono, ma con rendere fole foglie, e non frutti. Finalmente fomminiflra il Addetto Erarfa ad ogni Riduzione cento quaranta Ducati ogni anno per comperar .Medicaménti a prò de gl Infermi, oltre ad altre [p. 138 modifica]limosine per istraordìnarj bisogni. Quasi tutte le suddette spese fa in ognì altra parte dell'Indie a sè suggette l’Eroica Carità e Pietà de i Monarchi Cattolici, la qual viene abbondantemente ricompensata da Dio anche nel temporale col conservare ad essi da ducento cinquanta anni in qua intero il dominio di tanta parte del Mondo. Aggiungasi, che se una sì tenue capitazione fi pa¬ ga da nne’ Criftiani al Re , godono bene anch' etti la protezione e difefà del Re ; e qualora le Riduzioni non fono, troppo fmifuratamente lon¬ tane dalle Città o Fortezze de gli Sfwgnuoli/oc¬ correndo qualche invalìon ie’ Selvaggi, in ajuto d’etti Criftiani accorrerò- Ti foldatelchè Spagnuo- le; e il folo avvicinamento, d’ ètte, non ché la prefenza, è ballante à dilfipar tutti i riemicf . In¬ tanto gran felicità noi pofliam nominare il non Saper que’Pòpoli, cofa fieno Gabelle, Dazj, Irii- pofte, Conthbuziòm , ed altre fimiji gravézze ed angherie conofcluté ili Europail non aver fra laro Fifcali, Efattori, Pubblicani, Fermieri, é limili agguzzini del genere umano ; ficcome ancora il non dover fofteher lunghe liti y ricor¬ rere tad Avvocati, Proccuratori, e Notai, ecòn- traftar Fidéicommiflì ; Softitnziotìi, e ^ncceffio- ni : giacché fra loro non han luogo !é Leggi di Giùftiniano, nè i Legifti , nè le lor fottigliezze ; è fe pur fuccéde qualche dSfpnta di roba, fu due piedi fi decide tofto la lite dà i pubblici Mmjftri.

Quanto al Ipro mantenimento , nòn y’ha Fa-* miglia , a cui non fia alfegnata tanta porzion di terreno, che bafti, ed atichè' fopraéahzi all’ onefto fao foftentamento, purché vogliano colti¬ varlo , feminahdò graho, frumentone, e legumi, oltre al comodo dilatiti uccelli, e dellapefcaab¬ bondante ne’Fiumi, ed oltre alla tacciaattài fa¬ cile [p. 139 modifica]pi)e ne’ bofehi comuni, i quali fotaminiflrano gra¬ tis anche Fròtta, e quanto occoire di leena per fabbricare, e per cuocere le vivande; ètfabbon¬ dano di Pecchie/le quali per lefèlve fenza fin— «duftria de gli uomini fabbricano mele e cera in gran copia pti ufo de gli abitanti , ficcome an¬ gora di canne di zucchero in molti flti . L’erb» chiamata Cai ferve loro anefa’ eflfa per formarne bevanda. Fra gli altri Ppfcì di que’ Fiumi v’ha de’ Lupi é Porci Marini, Animali anfibii., che vivono.noq metto m acqua, che in terra, e fott. alquanto fimHi. nella figura e groflèzza à i noftfi. La pelle del Lupo è di color di tabacco, bellita finga, je delira tiffima, takhd pare un velluto/ ei acconciata fi vénde bette. Buona cucina fi -fa di que' Porci marini, e d’altri affàiffimi Pefci. Som¬ me toi fon le obblrgazioti, che hanno e profèta fatto que’.Popoli Fedeli atta Carità e pazienza de* primi Miffibnàrj, che fi traffero da quella brutal vita e cecità al conofcimento e culto del veto Dio , e de gli altari ftiSeguenti, che con tanto amore e zelo tuttavia li governano, Ma nè pur lieve é 1» obbligo d’ erti , per ayer proccurato quelli medefimi Miffionarj in ogni tempo di prov¬ vedere , o di accrefcere ad. ogttuna delle Ridu¬ zioni quanti -còmodi hanno mai potuto della vi¬ ta temporale . Ohe beflie da due piedi folTero e fienò i Selvàggi Infedeli, e quanta Ja loro igno¬ ranza „e quale la lor mamera dr vivere , fortìl- gliante a quella,delle Fiere; l’abbiam già altro¬ ve veduto. Ma da che fi arrotarono fottola ban¬ diera dellaCipce convertiti a Dio quegl’indiani, e - andarono ad unirfi inficine fottù il governo de* Sacerdòti Gefuiti , .fi mutò affatto la lor condi¬ zione . Non fi può dir , che fndòri e fpefe co- flaffe- Alle prime a que’Miffionarj il fondare una [p. 140 modifica]Riduzione» e il provvederla di vitto pel ptistid anno, cioè finché i femioali rendettero fratto ; e 1’ infegnare a quella rozza ed inefpejrta gente V Agricoltura» .e il fabbricar Chiefa e Calè, e poi di roano in mano l’avvezzarli ad altre Arti uti¬ li o neceffarie alla vita umana. Per ottener ciò» fi.-trasformavano que’caritativi Opera; del Signor se in -var; perfonaggi. con divenir pubblici lavo* rat ori, alcuni occupandofi colle accette a Sterpa¬ re la campagna per renderla atta ajla Semina¬ gione i altri lavorando il terreno con aratri dt fogno, e mal formatialtri piantando, e zappan¬ do il: Maiz , o fia il Frumentone. » o feminando grano, orzo-» fagiuoli, éd altri legumi, condotti da .lontanifilmi paefi. Nel medeÉRno- tempo altri fi. occupavano a tagliar grotti, alberi , a còridue giù da i monti il legname per fabbricar la Chie* fai» e cafe Sufficienti per qne’primi Criftiani. Fo* jfcja per aumentar le rendite loro* altri fi diede¬ ro a condurre dalle Città lontanissime degli Spa* gnuqli con viaggio di più. centinaia di miglia ; buoi, vacche, pecore, capre, cavalli, ed accetti domestici , distribuendoli a quella povefa gente, acciocché frutto ne ricavaffe . In quefto. sì glo* xiofo efercizio di Carità colto il . P. Pietro Efpi- rnfa da i barbari Guaiaquirenfi , mentre da San* tu Fé conduceva una copiofa greggia di pecore per. Soccorrere alla mifetia de’fuoi novelle Oi* ftiani , folto le loro mazze lafciò» la vitq ,• e- il corpo fuo reftò preda dpUe Tigri . Era oggetto di mirabil’ edificazione allora il mirare Gemiti, nati nelle principali Città d’Europà y.della No* biltà più illuftre , infigni per fapienza ,. applau¬ diti già ne i pulpiti, e nelle Cattedre delfeUni- verfità più celebri * dopo ettere-di venuti Miflìo- narj, divenir’anche pallori , muratori, falegna[p. 141 modifica]mi, carrettieri , con fommo loro affanno e fati- ca, affinché gl’indiani’non fola mente imjparaffe- ro que’ meftierì, ma che anche vi lì affezionata’ fero . -E intanto ch’effi lavoravano bagnati daca** pò- a piedi di fudore, Accedeva Avente, che riè* pur* uno di que’ medefimi Indiani lì offertile-a4 aiutar,loro , ftandofene eglino folameri te incari- tati a mirarli, benché tanto più robuftì di loro, e conlàpevoli , che quel fitticofo lavoro unica* niente lì faceva per proprio lor comodo ed in tereffe . Dio nuliadimeno così difpofe le colè , che quamunaue le perlone del Mondo terieffero per pazzia il tentare di guadagnar’ à Dio, e di civilizzar gente; sì. barbara , fiera, -edifperfa, fra la quale non li trovava uè oro nè argento, on¬ de ricompenfar le fatiche de gli Europei , che vanno colà : tuttavia _ lì piantarono felicemente quelle prime Riduzioni, ed altre poi in gran nu-' mero fi fono aerante , le quali oggidì fiorifco— no, divenute ben popolate e regolate Comunità. Ivi li raccolgono copiofe annate di frumentone, legumi, mele e frutta . Vi fi pianta e raccoglie gran copia di Cotone, e Tabacco; e quello non. fuggetto a dazj e gabdle-, va ancora trasporta¬ to ne’ paefi di chi ne pennria . Ogni Riduzione tiene ottimi pafcolì, e i befliami vi fi fono mol¬ tiplicati a meraviglia, ed è ivi in gran voga la- coltura del terreno. Le Arti ancora loro infogna¬ te da iMiffionarj, o da iFratelli d’effi, hanpre- fo. buon piede fra quegl’indiani, talmente thè lì contano fra loro Muratori, Fabbri ferrai, Archi¬ tetti , Scultori, Indoratori, Falegnami, Intaglia-* tori-, e limili altre Arti , proccurando ognuno di perfezionarli maggiormente nella fua . Nè vi: manca chi fa fondere Campane, e fabbricar tut- ti gli finimenti' di Mulìca, Cori le Donne hanno. im[p. 142 modifica]imparato a filare, tettare , cùcire » ©.tagliar tó veliti. Ognun orò raccogliere Bambàgia fui .Tua, e farne teje. Altre ancora ne fabbricàoòcolla-la¬ na dell© lor. pecore. Gli uomini poi fon quelli y che fanno il meftier de’ Teffitori per fervi già del Pubblico ; ficcomé diremo; IriEtì&pi per un pu¬ gno di terra fi fa alle pugna: Ivi.fi cerca a chi dgrne ; .affinchè fo coltivi, e ne fopravanaa ad ognuno. r -

Sécondtì iì parete «i. que’ Miflionarj, ne i Cri- jtignijdel Paraguai fi truoVa ua’inteudiméntoaf- foi riftréttO) ed incapace di fpeculàiiooe , di mo¬ do eh© ji fogliono chiamar Rombiti coffa bomba Non é quefto un picciolo. requifitoper poterli governare con facilità ; Tuttavia, può metterli io dubbio , fo qqeftà. durezza de’ loro Intelletti fia un difetto particolare del temperamento di quelle Nà?ioo» *0 pure un’ accidentale effetto delia loro educazione :.Anche delle Nazioni Io- diane del Canadà neir America Setteritrioriale, e delle barbariche dell’ Affrica alcuni Miflionarj forivorio.» ettèr quelle *geriti ftupide -, di cervello groflqlano ; e poo atte a bea penfare e riflette¬ re fuile cole: Non sé-dà. quetarfi a sì fotti giu¬ dizi. 1 più de gli.Americani del Paraguai alerà, vita non menano; altro meftferenop farina, che quello de’ contadini. Europei . là maggior parte de’ quaiì sella pianura . noi offeeviamb zotica y i dira di cervello, e feiripHce , imperi 1’.ordinar: ) rio di buoni còftùmi , appunto perchè fenza ma- , lizia, e pprché nati .pràtica co' i cattivi -, e at¬ tende r i tuoi lavorieri, allevata ìit una pov'et- t faticela • E pure irt( quelli mede fimi elimina^ frano, tanti felici ingegni » fia nelle Gttà , fia ne/ territori , e fpeziabuente dove V aria è più jote-A fi Cottile; che applicati alle Arti, alle Scien¬ ze , [p. 143 modifica]ìe , alla Mercatura , vi fari progredì' mirabili » Sarebbe da vedere , fe quegl’ Indiarti fieno tutti veramente sì malvoluti, dalla Natura , che niu- na capacità abbiano per le fpecuIasioni. Intanto fuorché il leggere, lo feriva? , e 1’ Aritmetica, nuli’ altro.s infegna ; riè eglino.poffono conver- fare fe pqq cori gente dello fteffo metallo, cioè, femplfce ?d .ignorante . Se foffero Coltivati ,.fe efercì tati nelle Scuole i lor. fanciulli , come fi ufa fra 'n?i, par bene , che non tutti averterò a reftar yucche fenza. fate, A buon cohto abbiala veduto , con: che facilità e felicità fi addeftrano erti alla Mufica , è à tante altre Arti , tri alcu¬ na dellp quali non foìd uguagliano ; ma anche fupqrano fe Città Indiane de gli Spagnuoli: Già fanno alzar cafe , fabbricar Chìefe, far mulini da cavallo per mainare il gratto , comporre inac- chine.da cavar’acqua, é incamminarla dà iFiu¬ mi nè'campi e nelle Popolazioni, parta jef l’ir¬ rigazione , e parte per formarne pefcniérè , o. pubblici lavatoi : S’è introdotta lira loro anche, la Pittura ,%e uri faggio d’efla 1’ hanno in Mo¬ dena i ^igpòrì Fratelli Cananei , inviato dal P. Gaetano loro Zio, ma fatto mediocre Artefi¬ ce , confertaqdo egli, che. ve ma avea de’ miglio-' ri; Ma perchè mancano joro colori fini , pèrciòì le lor Pitture non han yiVeé?a è éompanfcóno fonone) Nell’ imitare eziaridio e copiar caràf- teri fiampàti, e t.agli in ramq, yiefeono eccelléb- ti; Nel dì 14. di Dicembre 17*0* così fcrivéva il Addétto Religiofo al Signor Giufeppe Cattai neo Aó Fratello; Riceverete due Immàgini * pettr n*, ricavate dà uni fto/nfiàin rame 4d ittu di qui- fii Indiani ; 1* quali à mtagtiiiivi mi fembrono i/t. b* frnefe due tapi d'òpera dico , che fe quefit Me*», flqt.e lai/orate in Europa per mano di un’ et[p. 144 modifica]celiente Maeflro, farebbero degne di motta eft ima zin¬ ne per la delicatezza e vivacità , con cui fono deli¬ neate ; lo che rtefce tanto difficili a penna , e molto più ejfendo u/cite dalla inano di un povero Indiano rozzo e fcolzo, , che impiega quafi tutta la vita in lavorare nel campo . Una picciola immagine della Concezione ( di quelle che fi tengono pel Breviario ) tace oppiata offa pure eia un' altro Indiano, qUcfti “Pa¬ dri Miflionarj Alemanni la /limarono tanto , che la inviarono per co/a rarifltma q Vienna , dove in una celebre Galleria fe ne trovava uri altra fimik , in¬ viata da altri Padri Miflionarj , e tenuta colà in molti/fimo prezzo. Ora quefte due, che v invio, fo¬ no fenza dubbie migliori e per la delicatezza del la¬ voro, e per la qualità e quantità delle Figure ? onde mi fembra che potrebbero fiore con tutta riputazione non folo in voftra cafa , ma perfino nella Galleria- di un Principe. Molte cofe non le fan di meglio que’ buoni Indiani, perchè non Han migliòri ori¬ ginali ed efémplari. Chi è dotato di tanta' abi¬ lità per le Arti , verifimtl cofa è che nòn tro- ratte ottufo il fuo Intelletto, applicato-che fof- fe alle Scienze; e che potette talun d; effi arrivar anche ad éflère afameffò nella fletta' Compagnia di Gesù , il che ritifcirebbe di un gran vantag¬ gio a quella vaftiffima Vigna del Signore/dove fi fcarfeggia cotanto di farò' Operai, è cònvien condurne di tanto in tanto; dall Europa con sì gravi fpefe , ftenti f e perìcoli . Perché dò'notf fi 'faccia i o non fi tenti, convien creder©' che proceda da giufti riguardi di que’faggi Miffioria- rj. Anzi avendo comandato i Jor Superioriche' non s’ introducano novità , e che fi continui fallo itile anticò , la fperienza avrà fatto cono- feere, che il metòdo, -con cui felicemente fi fon piantate quelle Riduzioni , lo flefio fi ha da te¬ nere i [p. 145 modifica]nere ed offérvar da i poderi per eonfervarle'; Ma intanto -fra a noi lecito di credere-col Cu-, reai, e con Altri pratici 'delle tede Indiane, che;, quelle per l’intendifterito non son da meno di noi.