Il Cristianesimo felice nelle missioni de’ padri della Compagnia di Gesù nel Paraguai/Parte I/Capitolo VI

Capitolo VI

../Capitolo V ../Capitolo VII IncludiIntestazione 30 aprile 2017 25% Da definire

Parte I - Capitolo V Parte I - Capitolo VII

[p. 48 modifica]

CAPITOLO VI.


Motivi, per li quali tanta nimicizia professano gl’Indiani contra de gli Spagnuoli.


TUtto questo vastissimo paese, di cui ho fin qui dato un picciolo abbozzo, sembrerà bene una parte del Mondo assai infelice a i Lettori, e a quei massimamente, che leggono le descrizioni delle bellezze e delizie dell’Indie Orientali, e paragonano quelle terre col Messico, Perù, Chile, e con tante belle Isole della stessa America possedute da i Monarchi Europei. Fanno orrore sì sterminate selve, le vie disastrose, la copia delle fiere e de’ serpenti, e più d’ogni altra cosa la povertà, e il genio troppo selvaggio, crudele, e sempre in guerra di tanti e sì diversi Popoli, viventi senza leggi, senza briglia alcuna alle loro passioni. Tuttavia è da dire, che questo medesimo gran continente diverrebbe in non poca parte un giardino, qualora fosse abitato e coltivato da gente civile, e vi s’introducesse l’Agricoltura colle altre Arti, che recano utilità, ed ornamento alle contrade Europee; perchè il Clima è buono, e le più di quelle terre capaci di gareggiar colle migliori d’Europa, se fossero ben maneggiate. Confessa Francesco Coreal ne’ suoi viaggi, che non si può vedere paese più bello, che quello de i contorni di Buenos Ajres, Città de gli Spagnuoli situata verso la sboccatura del Rio della Plata, o sia del gran Fiume del Paraguai. Tutto vi è pieno d’eccellenti Alberi fruttiferi, e di pasture, dove si veggono buoi e vacche a migliaja. Quanto a gli Alberi fruttiferi, non susseste cotal asserzione, come [p. 49 modifica]apparirà da una Lettera del P. Cattaneo. La bontà, bensì dell’aria ha dato il nome alla stessa Città. In una delle sue Lettere esso P. Cattaneo scrive, che un solo Nobile Spagnuolo nella sua Commenda di estensione di trenta o trentacinque miglia possedeva circa trenta mila capi di bestie bovine di una grandezza e grossezza stupenda, il mantenimento de’ quali nulla costa, perchè vivono liberi alla campagna, pascendosi in que’ fertilissimi pascoli, di maniera che non più che sei Giulj Romani ivi si paga un bellissimo e grossissimo Bue giovane; e a questo prezzo ne vendeva egli ai passeggieri quanti ne volevano. Non si può già credere, che tanta dovizia potesse ottenersi in tutte l’altre parti del Paraguai, per la diversità delle terre, de’ siti, e per la minore abbondanza o scarsezza dell’acque. Tuttavia un’altra faccia prenderebbono assaissimi di que’ paesi, qualora vi penetrasse l’industria de gli Europei con varj alberi, grani, ed erbe dell’Europa, e dell’Asia, proporzionate a que’ Climi, e si attendesse a distrugger le fiere, ed altri animali nocivi. Intanto si truova la Solitudine e il deserto in assaissimi di que’ paesi, perchè gl’Indiani son sempre in guerra con gli Spagnuoli e fra loro stessi; e niuno, siccome dissi, osa di abitare e coltivar terreno sottoposto alle incursioni de’ Barbari. Somma in oltre è l’infingardaggine, e l’abborrimento alla fatica in quasi tutt’i Popoli Americani; male, che si osserva anche in altri assaissimi Popoli selvaggi dell’Affrica. Aggiungasi la trascuratezza de gli Spagnuoli, che poco o nulla curano di far fiorire que’ tratti dell’America Meridionale, dove si sono stabiliti. E se non si truovano alberi e frutta d’Europa in varj siti, è perché niuno si [p. 50 modifica]prende pensiero di piantarli. Perchè ciò non si faccia, e perché gli Spagnuoli, i quali s’ attribuiscono il dominio di sì ampio paese, non v’ abbiano dilatata in addietro la Religione di Cristo: tempo è oramai di spiegarlo.

La maniera tenuta da gli Spagnuoli primi ad entrar nell’America per occuparla, ognuno sa che fu la forza la spada, il moschetto, il cannone, fulmini ignoti a quelle Nazioni, e da loro pur troppo provati per micidiali. Non migliaja, ma millioni di quegl’infelici Indiani già osservammo che furono tolti di vita dalla crudeltà di tali conquistatori, sotto mille pretesti indegni del Cristianesimo, e della generosità Spagnuola. Tennero essi per ischiavi gli altri Indiani, che serbarono in vita, opprimendoli colle fatiche, confinandoli nelle Miniere, e facendo altri non meno aspri trattamenti di quegl’ infelici. Quindi nacque un’incredibil, ma giusta alienazion d’animi, anzi un’implacabil’ odio de gli altri non soggiogati Popoli contro della Nazione Spagnuola, odio che dura tuttavia; e tanto più perchè anche nel proseguimento de’ tempi continuò in parte il corso di sì fatta crudeltà, non ostante gli ordini pressanti, e le belle regole prescritte da i piissimi Re delle Spagne per questo conto, e la detestazione di costumi sì centrarj all’umanità, e al Vangelo, che ne faceano e ne fanno tutti gli altri buoni Spagnuoli: tanto può la cieca avarizia, e l’umana bestial cupidità. Passarono per quello gl’Indiani dall’abborrimento della Nazione a quello ancora della santa nostra Religione, non potendosi eglino mai persuadere, che fosse buono quel Dio, e quella Legge, i cui professori commettevano tante iniquità, e sembravano nemici del [p. 51 modifica]gemere umano. Sicchè se vollero gli Spagnuoli dilatare il loro dominio di qua dall’alte Montagne del Perù e del Chile verso le contrade mediterranee del Paraguai, altro mezzo non ebbero, che quello della violenza, la quale talvolta costò loro ben caro; perchè gl’Indiani nemici faceano, e fan tuttavia testa per conservarsi nella lor libertà, e son giunti non rade volte a distruggere le Ville e le Città piantate da gli Spagnuoli con farne scempio per quanto si stendevano le loro forze. Ed ecco un pregiudizio gravissimo al buon servigio della stessa Monarchia Spagnuola, e un ostacolo troppo manifesto all’estension del Vangelo. Abbiamo una Relazione della conquista fatta da i Moscoviti, o vogliam dire Russiani, de’ vasti paesi della Samogizia, e della Siberia, Provincia, che si stende fino à i confini della Tartaria suddita dell’Imperador della Cina. Ciò avvenne sotto l’Imperadore Russiano Fedor Ivanowitz, il quale regnava nel 1590. Tante carezze e regali fecero i Moscoviti a que’ Popoli, che volontariamente si suggettarono tutti al loro dominio, di maniera che senza difficultà vi si fondarono dipoi Città, Fortezze, e Chiese, le quali più che mai fioriscono; e se si attendesse da i trascurati Moscoviti padroni con più calore a predicarvi la Fede Cristiana, forse non resterebbe più in que’ selvaggi paesi vestigio dell’Idolatria. Però scrive l’Autor d’essa Relazione: Piacesse a Dio, che gli Spagnuoli in vece delle crudeltà, che hanno esercitato nell’America, avessero proccurato di guadagnar colla medesima dolcezza que’ Popoli. Sarebbe loro senza dubbio riuscito, ed avrebbono poi potuto stendere le lor conquiste in lunghezza e larghezza, come ho riconosciuto io in un viaggio fatto colà: quando [p. 52 modifica]all’incontro la lor tirannia li fa essere in abominazione, nè sottomettono persone, se non colla forza. Lo sanno ben dire i Moscoviti, avendo la sperienza fatto loro conoscere, che per istabilire un nuovo dominio, ed incivilire Popoli selvaggi, bisogna trattarli con dell’umanità.

Questa Virtù, l’han tuttavia da imparare quegli Spagnuoli, che passano all’Indie non con altro fine, che per arricchirsi, comunque possano, e siccome gente, che si crede nata solo per comandare, e si reca anche a disonore la fatica delle mani, valendosi perciò in molti luoghi solamente di schiavi, o di gente straniera per lavorar le campagne: tanto più cercano di far valere nell’Indie, questo lor privilegio con grave discapito di que’ poveri abitanti. E quì convien ripetere, che nel gran tratto del Tucuman, Rio della Plata, Paraguai, Uraguai, Paranà ec. ch’io mi prendo la libertà di comprendere sotto nome di Paraguai, non han fondato gli Spagnuoli finora se non dodici Città, ed alcune altre Terre e Villaggi, e quelle poche Città son’ anche la maggjor parte di poco Popolo, e l’una dall’altra distanti centinaia di miglia. Nel distretto delle medesime v’ ha delle picciole Popolazioni appellate, come già dissi, Rancherie, con case per custodia de’ seminati e bestiami, i quali sogliono essere gli unici capi di rendita di que’ paesi. Usarono fin dal principio delle conquiste i Re Cattolici di dare in Commenda o Feudo non solo que’ terreni ripartiti, ma anche gl’Indiani, che quivi abitavano, o erano portati da altronde colà, a gli Spagnuoli conquistatori, o a i loro discendenti, che s’ erano più segnalati nelle guerre, acciocché ne godessero in premio delle loro fatiche sino alla seconda generazione con gli obblighi contenuti nelle Leggi [p. 53 modifica]Del P a r i c a tf ì. $3 deli’ ìndie. Dura tuttavia quqft’ ufo ; e' pattati la feconda generazione, torna la Commenda afa la Corona Reale -, nel cui erario pattano pei* qualche tempo Quelle rendite; quindi può il Go¬ vernatore disporne il favore d’altra Famiglia be¬ nemerita , affinchè tutti fucceflìvamente fieno a parte dellaricompenfa e beneficenza Reale. Nin¬ na gmrifdiziene nondimeno militare o civile go¬ dono ivi qifefti Commendatori, avendo blamen¬ te diritto di rifcuotere dà alcuno de gli abi¬ tanti Indiani, giunto che fia. all’età di diedotto -anni fino a i cinquanta, pezze cinque da otto in tributo annuale prescritto dalle Leggi Di quefta moneta è tenuto il Commendatore di da¬ re il quinto al Curato , acciochè vi fuffifta, e poffa attendere al governo Spirituale deli’ Anime della fua Commenda. Il tettante lo Serba persè; col carico nondimeno di attiftere a i Suoi India* ni nelle infermità , e di proccUrare , che non manchi loro il bisognevole per la cónfervazio- ne, e pél buon governo d’ etti . Ancorché poi pofla a talun parete alquanto gravofo un ri fat¬ to tributo , pure non lafcia d’eflère conforme al¬ la pietà e, alla prudenza quefto regolatnenro ftabiliro da i Moriarchi delle Spagne , e pa¬ ragonato co i tributi , -che pagano molti Po¬ poli dell’ Europa, fi può chiamar lieve. Il male è, che le Savie Leggi di quei Monarchi non fon ?uafi mai ottervate. Ognun ruba al Re; e più* e può, a i particolari; laonde intervengono ol¬ tre al Suddetto aggravio de gl’indiani altre ava- nie, che riducono in fine alla miferia e rovina quella povera gente. Molti fon quelli, che deb¬ bono fopraintendere al Popolo, cioè per lo Spi¬ rituale il Vefcovo-, il Vicario, i Curati, gli Aiu¬ tanti, i Sagreftani, e finali, ficcome pel tempo* D ì rale [p. 54 modifica]rale il Governatore della Provincia , i Luogote¬ nenti , i Giudici ordinar; delle Città , il Correg- gitore, che in ogni popolarion fi mette pel buon governo civile, i Commendatori , i Maggiordo¬ mi, e i Sopraftanti deftinari a, far lavorare gl’ Indiani, ed altri Padroni particolari, a’quali vo¬ lontariamente fi Sottopongono i paefanr per la giornata; ed oltre a quelli vi fon ancne gli Uf¬ fizioli Regi , che riscuotono i diritti di S. M. e - finalmente i Protettori, che affiflono al fianco de’pòveri ne'Tribunali, Senza de’qualioghi atto de gl’indiani farebbe nullo. Se ciafchedun di co¬ lloro lì contenere entro i limiti del loro dove¬ re , andrebbe come una carta di Mufica tutto di buon concerto il governo de gl’lndiaoi tanto per lo.Spirituale, che pel temporale . Ma quantun que per l’ordinario i Vefcovi, i Governatori, e i principali Minili» fieno retti e giuftiflimi, pu¬ re è imponìbile', che in tanta moltitudine di Uffiziali Subalterni non fi truovino parecchi , i quali.fi laSciano trasportare dall’Interefie a com¬ mettere enormi ingiullizie e tirannie particolar¬ mente in paefi, dove, ficcome ditti,' i più patta¬ no per Sola anfietà d’empiere le loro borfe Sen¬ za efaminar punto, fe per lecite o illecite vie. Da quella sfrenate avidità fon dipoi nati, e tut¬ tavia nafcono gravi e intollerabili difoidini, ca¬ gione per cui non s’è dilatata la Fede Criftia- na, nè il dominio temporale Jde i Re Cattolici in quelle parti j e disordini quali irremediabili , perché avvengono in paefi tanto lontani da gli occhi del Reai Padrone, e de’ Minili» , che gli Hanno a i fianchi , incapaci di applicar rimedf Secondo il loro zelo a sì Satti Sconcerti, doven¬ doli eglino regolare Secondo le relazioni de gl* interellati medelìmi Senza Capere , Se fieno eie[p. 55 modifica]Del Paraguai. 55 guite sì o nò le commeflìofti Reali , che vera¬ mente tendono ài bene di que’Popoli tanto ter. moti. Il mezzo piò familiare, .come fe fotte l’unico, di cui li fervono gli Europei , voglio dire gli Spagnuoli, che godono Commende , per adunar roba e tefori in quelle Provincie , è il Servirli del travaglio e lavoro de’ Sudditi Indiani,, trat¬ tati comunemente non. come nomini, ma -come beftie da (orna, non curando i Padroni la giuftar Maifina, che convito prendere la lana , e non già la pelle alle povere pecorelle. Certamente fa orrore il mirare , come que’ miferi fon più oppreffi, che gli ftelfi Mori Schiari ; e ciò. per¬ che i Mori comperati in Affrica lì riguardano come mercatanata e roba propria di chi (può averne: laddove gl’indiani Eccome perfone pre- ftate dal Re , poffono da un giorno all’ altro pattare ad. altri Commendatori col variarli de’ Padroni, lì perchè quegli Spagnuoli, i quali Se non fono, certamente diventano Gentiluomini , Subito che toccano l’America, lì ftudiano di ri¬ cavare da quelli ultimi in frétta il frutto più copiofe , che fra mai polfibile , con aggravarli Senza moderazione alcuna , tuttoché ne venga danno .alla Salute e alla, vita di quegl’infelici, e delle lor povere famiglie. E di qui poi nafce , che tanti d’effi o Soccombendo Sotto l’indifcreto. pelò fe ne omofono, o pur disparati fe ne frig¬ gono altrove, mettendoli a vivere con gl’Iodià- ni liberi ne’bofchi lontani, per liberarli da cosi dura Schiavitù ; e diventano poi affalfìni di ftra- da, mantenendo unitamente con gli altri India¬ ni una guerra continua contro gli Spagnuoli, e chiamando la Religioo Criftiana Religione del Diavolo. In tal maniera vengono a defertarfi le T D 4 Po[p. 56 modifica]Popolazioni anche più numerose, o almeno a poco a poco si distruggono le famiglie Indiane con danno evidente della stessa Corona. E non è men lagrimevole il discapito della suddetta Religione in chi vi resta, perchè quantunque abbracciata da essi Indiani o punto non fruttifica, od anche va in nulla colla perdita di tante anime. Imperocchè occupati essi continuamente dalle fatiche nel coltivar le terre; e per lo più in paeft lon- ta ni filmo dalle Chiefe * non pòttono: intervenire alla Metta, nè accettarli a ì Sacramenti, nè af- fiftere alle ìftruzioni de’Parochi, anzi bdnefpef- fo nè pur li conofcono. Di quella difgrariapar- tecipane 'ancora altre- perfone' abitanti in ette lontane ville e terre al Servigio def Signori Spa- gnuoli, cioè i “Negri, o vogliam fdire i Mori , tutti ordinariamente Ichiavi ; e i Miftrzzi , cioè nati da genitore Spagnuolo ,■ e madre Indiana, e vice vetSa-j e i Mulatti, Cioè hati da.padre Mo¬ to, e madre Indiana, e vice verSa. Certo è che non mancano i Padri della Compagnia di Gesù •di Scorrere ogni anno con carità e zelofnefplica- bile pel* quelle Provincie e popolazioni, con far* ivi le Sacre Mittioni /ammirtiftrare i'Sacramen¬ ti, e predicarvi la parola di Dio, nòn perdonan¬ do a fatiche e'ftenti incredibili per le* lunghez¬ ze e difficultà de’ viaggi, e né pure a fpefe di -regali e limofine, che Sogliono fare u quelle mi¬ serabili genti. Ma di quelli Apóftolici Miniftri troppo è fcarfo il numero per' sì grati‘mette . Non più che otto o dieci Collegi tengono que¬ lli inde felli Operai della vigna del Signore nelle poche Città ipatfe per quelle vafte Provincie,

e in alcuni d’ etti nòn'fi contano le ncn Sei Sa¬

cerdoti, ben’anche affàccetidati nel- loto minifte- ào verfo gli Spagauoli abitanti nelle medefime

  • . '; Città. [p. 57 modifica]Del Par a. g u a i 57

Città . Quello di Cordova nel Tùciunan , che è H più florido e numerofo de gli altri, perchè ha Noviziato, ed Università, pochi fuggetti può forominiftrare al biffano,'trovandolifirièratofet¬ tunta Popolazioni dipendenti Aal governò di quel-: la Città , le quali u ftendono fino a mille ed ot¬ tocento miglia nel paefe. , ' • Non minore impedimento reca alla converfioa de gl’indiani la fcandalofa;vita de gli ftefli Cri- Alani. Al certo la Pietà è un dì que’ pregi, de* Suali l e con ragione, -fi può gloriar la Nazione palmola ; ma di tanti d’ effi , che vanno all* America, ben pochi fon quelli , che rifplendano per l’eferoplarità de’ coftumi , e colà fi portino per diventarvi fanti. Egli altri, i quali da gran tempo fl truovano abituati' selle Città America¬ ne , non fan già l’onore , che fi dovrebbe alla nobiiiffima Religione di Crifto . Non riferirò io qui ciò, che intorno a i lor coftumi rapportano’ le penne d-alcuni Viaggiatori forfè a|paffionate, forfè mentitrici, ma quello, di che ci afficurano gli fteffi Miflionarj , e i Libri Rampati nella medefiraa Città di Madrid. Abbondano certamen¬ te anche nell’America fra i dominanti Spagnuo¬ li peifone veramente pie éd efemplari ; ma nè pur-Vi mancano l’; altre , che dall’ Intereffe , dai Lutto ecceffivo, e dalle Sovèrchie comodità e de¬ lizie fi lafciano rapire alla eorruzion de*coftumi, di modo che nell’efteriore Sembra bensì Dio ben’ ivi fervito, ma meno che in altri paefi della Cri- ftianità fi truova offervato ciò eh’ egli comanda. Dall’un canto l’ignoranza, e dall’altro ringhi^' ftizia, l’orgoglio, la Sete dell’oro, l’incontinen¬ za , ed altre magagne deformano non poco il vol¬ to della Santa Religione in quelle parti. Intanto han commerzio colle flette Città Criftiane i con¬ fi[p. 58 modifica]finanti Gentili Indiani in tempo di pace. ; ofler-, vano quella Sregolata maniera di vivere, l’afpro trattamento che fi fa d‘ altri poveri Indiani , e come coll*opere non pochi Smentiscono la. Reli¬ gione, che colla boccaprofèflàno1, ed anche quel¬ li , che più de gli altri firn tenuti, a dar buon’ efempio, perché la. predicano a gli altri . Perciò per quanto i Mifljonarj GeSuiti , Reugiofi , che anche nell* America per confeflìone/de gli fteili Eretici col Sapere congiungono 1* illibatezza de’ coftumi, fi sforzino d’infamare e predicare a que¬ lli tali Indiani la Fede dì Gesù Crifto : pure s’ accorgono in fine di parlare a Sordi; e quand'an¬ che talvolta riefce loro di guadagnarli poco Hanno poi a perderli : troppa forza- avendo in etti il pettimo efempio de gli. detti vecchi Cri¬ ftiani . Allorché loro vien detto , non permettere la Legge noftra , Se non una Moglie , e Che la. medefima è Maeftra della Carità, dell’ umiltà , delio Sprezzo delle cofe terrene , ed altre, limili verità: cominciano anch’etti in faccia, a iMiffio- narj a citar tutto 1’ oppofto del vivere libertino da loro ben’ olTervato nelle Città Criftianè , pa¬ gandoli con forrifi di Scherno, così che va a fi¬ nire in fumo tutta la caccia di que’ fervoroli Minili» . In Somma la fperienza ha fatto trop- f conoScere a i PP. della Compagnia , che noa da Sperar profitto in Indiani , i quali pottano converfar con gli Spagnnoli , e doverli rivolge¬ re tutto lo ftudio delle Mittioni a que’ foli Po¬ poli , che vivono lungi dalle Città e dal com- merzio de gli Europei , ficcome fra poco ve¬ dremo, ch’etti felicemente han fatto. Ma non li Euò lafciar di deplorare la ftrana mutazion del-

cofe . Ne’ primi Secoli della Chiefa i domi¬

nanti Pagani , immerli per lo più ne’ Vizj, al mi[p. 59 modifica]Del P a r a o u a. i . 57 mirare la compoftezza, 1’ amor fraterno, 1 alfa borri mento ad ogni azione mal fatta , e tante altre Virtù de’Criftiani, per lo più allor povera gente, toccati nel cuore , perché convinti dalla bella Morale infognata dal Vangelo ., e pratica¬ ta da’ fuoi fognaci , davano un calcio a i loro Idoli, ed abbracciavano la Fede fantiffima. Siam forzati ora a vedere tutto il contrario , cioè che i noftri coftumi Screditano quefta Religio¬ ne , tuttoché fia la detta , che quell» de* primi Secoli, fomminiftrandó pretefti di fuggirla, o di abborrirla a chi ' vive unicamente d’ efempio , e prende per difetto di sì fanta Legge quello che è colpa de*foli particolari. Un altro pemiciofo effètto han prodotto le violenze ufate da gli Spagnuoli a i Selvaggi In¬ diani , cioè che Soffrono ora da chi fta loro vi¬ cino molte infolenze e beffo , fenza che ardisca¬ no di gaftigarli, amando più tofto dipazienta- re , che di romperla con loro . Imperciocché fe vengono a rottura , que’ lelvaggi fi mettono a inquietar le ftràde , o devaftar le campagne , e fan paura alle flette Città , alcune delle quali hanno altre volte diftrutte , Senza che gli Spa- gn aoli abbiano potuto non dirò Soggettar’ effi , ma nè pur difèndere fe fteffi . Leggefi in oltre nel Memoriale del P. Aguilar Scritto nel 1735. di cui parlerò altrove, che altri Indiani irritati da gli Spagnuoli affliggono continuamente le Città del Tucuman tu maniera tale ,- che non foto tengono totalmente impediti , e fommamente rifcbiofi tutti i cammini, che folevano efferc n/erfo il Terù j e da pò» chi anni a quefta parte fot» fiati si continui e nume- refi gli ammazzamenti , e le prigionie de' Criftiani, che non foto hanno obbligato a fpopelar grandi e fer¬ tili Diftretti, ed han come bloccate le ftejfèChtà, duo F [p. 60 modifica]po aver fatta delle ucctfioni in chiaro giorno , e * là vifta delle Città medefine, con porre alcune d’ effe in tale angufita , chi non può per fona ufcir di notte con ficttrezza: fuori di .Città , anzi appena fuori di fua cafa fenza pericolo di cader in mono de' nemici Indiani. Ed ecco i frutti della violenza, dèH’or- goglio, e del cieco Intéreffemezzi tròppo im¬ propri , anzi contrari al fine di. chi vuol guada¬ gnare, o confervar Popoli , avvezzi alla lor li¬ bertà- Ed^ecco la Cagione / per coi centinaia di miglia fra Buenos Ayres, Cordova, Santa Fè ec. fi truovano disabitate, cioè lenza abitazione al*- Cllpa d’ Indiani Criftiani , e molto men di Spa- gnuoli , abitando ivi (blamente affaldimi India* ni Selvaggi loro nemici ; e pur quelle campagne perché fomminiftrano il palcolo ad .una innume* rabil copia di. Buoi e Cavalli libai e Senza pa¬ droni , fan conofcere,. 'qual gratitùdine Se ne po* tette promettere ,• qualora Sottero ben coltivate 1 e.vi a,godette la pace.