Il Cristianesimo felice nelle missioni de’ padri della Compagnia di Gesù nel Paraguai/Parte I/Capitolo I

Capitolo I

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DELLE

SACRE MISSIONI

Della Chiesa Cattolica.


CAPITOLO I.


LE Missioni sacre, delle quali io ho preso a dare un picciolo saggio in una sola parte della Terra, altro non sono, che spedizioni fatte dalla Chiesa Cattolica di zelanti persone Religiose ne’ paesi degl’infedeli, per ivi annunziare il Santo Vangelo, e piantare l’unica vera Religione di Gesù Cristo. Viene la loro istituzione dalla bocca dello stesso Figliuol di Dio, il quale a suoi Apostoli e Discepoli comandò e raccomandò di diffondere per l’universo Mondo la celeste dottrina sua con quelle parole in S. Matteo XXVIII. 19. Euntes ergo docete omnes gentes; e in S. Marco XVI. 15. Euntes in Mundum universum predicate Evangelim omni creaturæ. Ben sapeva il divino Maestro, a quai patimenti e pericoli di strazj, e della morte stessa si esponesse, chiunque imprende sì fatta carriera; e però per tempo li confortò, ed animò ad una guerra tanto lodevole, perchè sol fatta in benefizio e vantaggio di chi ciecamente ed incautamente abborrisce la luce della Verità, e la conoscenza del vero Dio. L’immenso premio ch’egli propose a sì generosi Campioni, premio indicibile, che non verrà mai meno nel beatissimo Regno suo, quel fu, che gl’incoraggì ne’ secoli addietro, e [p. 2 modifica]quel sarà, che sempre moverà con empito i loro piissimi successori a così nobile, benchè sì faticoso e pericoloso impiego. Il perchè sul principio della Chiesa di Dio si videro gli Apostoli, e spezialmente i Santi Pietro e Paolo, a guisa d’intrepidi lioni, predicare e introdurre in tante Provincie la Fede di Cristo; e dove non poterono essi trasferirsi, inviarono i lor Discepoli, con tal frutto, che appena dopo trecento Anni si vide prevalere la Religion Cristiana sopra l’Idolatria del vasto Romano Imperio, e stendersi anche fuori d’esso Imperio in varie Contra de de’ Barbari stessi. E quanto più incrudelirono gl’irritati Pagani, contra di questi coraggiosi banditori del Vangelo, tanto più servì il sangue da essi sparso per accrescere il numero de’ Fedeli. Nè furono men fervorosi i Romani Pontefici, e i Vescovi de’ susseguenti Secoli per ridurre al grembo della vera Chiesa gli Eretici, e per piantare la Religione di Christo ne’ paesi dell’Idolatria. Nel che Dio specialmente benedì l’incomparabile zelo di San Gregorio il Grande, a’ cui tempi nella Spagna i Goti Ariani, e nell’Italia i Longobardi della medesima Eresia infetti, abbracciarono la Cattolica credenza; spedito dall’ottimo Pontefice in Inghilterra Santo Agostino, che poi fu Vescovo di Cantuaria, tornò quivi a ripullulare, o pure v’entrò per la prima volta questa santa Religione: laonde fu poi esso San Gregorio chiamato Apostolo di quelle Nazioni. Così ne’ tempi di Carlo Magno, le di Ludovico Pio Augusto, per opera di San Bonifazio Martire, di Santo Anscario, e d’altri Evangelici Ministri, inviati da’ sommi Pontefici, e da altri vivuti nei susseguenti Secoli, si convertirono al culto del vero Dio le varie Nazioni della [p. 3 modifica]Germania, Polonia, Bulgaria, Schiavonia, Ungheria ec.

Sul fine poi del Secolo XV. e sul principio del seguente, essendo penetrati i Portoghesi nelle Indie Orientali, ed avendo Cristoforo Colombo, Americo Vespucci, ed altri fatta la scoperta delle Occidentali, cioè di due nuove Parti della Terra, aggiunte alle tre prima conosciute: chi può dir, quanti operai della Vigna del Signore concorsero pieni di zelo a predicar fra que’ Barbari la Religione di Cristo? Nè bastando loro i vasti paesi, che di mano in mano furono conquistati da i Monarchi Cristiani, passarono ancora a que’ de’ Principi Infedeli, e alle popolazioni barbariche, per ivi inalberar la bandiera della Croce; il che costò loro immensi sudori, ed anche a molti d’essi la vita, terminata con un glorioso Martirio. Dura tuttavia, anzi più che mai sfavilla nella Cattolica Chiesa questo ardore di dilatar per tutta la Terra la Fede di Gesù Cristo, ardore lasciato per eredità alla sua vera Sposa dal medesimo divino Redentore. A questo fine non hanno mai perdonato a diligenza alcuna i Romani Pontefici; ed ognun sa, essere stata eretta in Roma la Congregazione, e il Collegio di Propaganda, a fin di provvedere e mantenere Ministri idonei per conservare ed accrescere in tante diverse parti dell’Oriente, e del resto del Mondo, la Cristiana Cattolica Fede. Nel qual santissimo istituto essa Congregazione impiega ancora somme grandissime di danaro. Considerabile in oltre è la munificenza del Clero di Francia per promuovere varie sacre Missioni, delle quali esso ha particolar cura; e non lievi rendite han sempre destinato i piissimi Re della Spagna, e del Portogallo, per alimentar Missionarj, [p. 4 modifica]e dilatar ne’ loro Americani Regni, e in altri paesi della Terra la santa Religione, ch’essi professano. Ora poco ci vuole ad intendere, che uno de’ più bei pregi d’essa Chiesa Cattolica è questa santa premura di propagar la luce del Vangelo, e di liberar dalle tenebre que’ Popoli, che quantunque creature di Dio non son giunti finora a conoscere, che ci sia questo Dio, Padre comune di noi tutti; o se professano Religione, questa non è che falsa, superstiziosa, e tale, che riprovata viene dal medesimo Dio. Anzi cotal premura dee dirsi uno dei segni visibili ed evidenti, che questa è la vera Chiesa di Dio, perchè in essa regna la Carità, cioè la Virtù sopra l’altre a noi raccomandata da Dio; e dura in essa quel medesimo spirito, che il Signor nostro infuse ne gli Apostoli e Discepoli suoi. Atto maggiore certamente non può mostrarsi di questa eccellentissima Carità, che tanto fatica in trarre gli uomini al conoscimento e culto del vero Dio, con esporre la sua vita ad incredibili fatiche, e alla morte stessa, per procurare al suo prossimo un sì gran bene. Cerchisi pure fra le Sette de’ moderni Eretici: non vi si troverà questa specie di Eroica Carità. Intenti essi alle sole conquiste temporali, poco pensiero si mettono delle spirituali, lasciando alla sola Romana Chiesa la gloriosa gara di dare occorrendo il suo sangue, per aumentare la greggia del Signore con acquisti nuovi, e la cura di rinnovare il fervore di spirito ne’ vecchi mercè delle Missioni particolari, che di tanto in tanto si fanno da varj Secoli in qua fra gli stessi Cattolici.

Spettacolo poi degno di meraviglia fra gli uomini, e che per così dire potrebbe muovere ad invidia gli Angeli santi del Paradiso, si è il mirare [p. 5 modifica]mirare la moltitudine di questi Apostolici Operai, che spontaneamente corrono ad arrolarsi tutto dì sotto le insegne del Crocifisso per passare alle sacre Missioni: tutti fuoco, tutti ansanti di pervenire a così bella meta. Dite loro, che immensi patimenti dovran fare ristretti nel buco di qualche nave, fra mille stenti in una navigazione di quattro, o sei, o otto mila miglia, fra i pericoli delle feroci tempeste, e de i Corsari, fra le angosciose calme delle linea Equinoziale: punto non se ne spaventano. Aggiugnete, che vanno a soggiornare in vicinanza, o in mezzo a Popoli barbari, o almeno fra povera e rusticana gente, senza più dover godere del bel paese d’Europa, e de gli agi, che qui abbondano, nè rivedere i lor parenti ed amici; e dove i pericoli son frequenti di lasciar la vita tra le freccie, e sotto le mazze di que’ Popoli inumani: questo non solamente nulla li ritiene, anzi più gl’incoraggisce, giacchè ben fortunati si riputerebbono, se con sì beata morte potessero compiere il corso del sacro lor ministero. Ma questo nobil ardore non si può aspettar altronde, che da quel divin Spirito, il quale infiamma al bene i cuori de’ Fedeli, nè trovarsi altrove, che nella vera Chiesa di Dio; è perciò dee dirsi un contrassegno anch’esso, che questa è la legittima Sposa di Gesù Cristo, conservatrice dello spirito de’ Primi Cristiani, e tuttavia feconda di Apostoli e di Martiri, come fu la primitiva Chiesa. Quanti poi generosi Campioni in vari Secoli, e spezialmente dopo lo scoprimento dell’Indie Occidentali, e dopo il passaggio fatto per mare alle Orientali, o sia a i vasti paesi dell’Asia e dell’Affrica, sieno concorsi alla magnanima impresa di convertire alla Fede di Cristo i Popoli [p. 6 modifica]idolatri, una sola lunga Storia potrebbe annoverarli. A me basterà di accettare, che in questo aringo han faticato massimamente i Figliuoli di San Domenico, i Recolletti, i Cappuccini, ed altri della Regola di S. Francesco, gli Agostiniani, i Carmelitani Scalzi, i Teatini, i Religiosi della Mercede, i Preti Francesi, ed altri piissimi Ordini della Chiesa di Dio. Ma sia lecito a me di dire, che sopra gli altri si è sempre segnalata e si distingue tuttavia in così santo impiego l’insigne Compagnia di Gesù, siccome quella, che fin dal suo nascere aggiunse a i Voti religiosi quello delle sacre Missioni, e ne cominciò l’esercizio coll’Apostolo dell’Indie S. Francesco Saverio, ed è giunta ad inaffiare col sangue de’ suoi Figli tante Provincie ed Isole dell’Asia, dell’Indie Occidentali, del Canadà ec. Di questa sacra Compagnia son’io quì per parlare, e non già delle vaste sue imprese in tanti siti della Terra da noi remoti, dove essa tuttavia spedisce fervorosi Ministri a predicar la Legge santa di Gesù Cristo, ma solamente di quelle Missioni, che la medesima introduce, conserva, e va accrescendo in una parte dell’America Meridionale, che il Paraguai si suol nominare.

Son da venerare, son da lodare tutte le sacre Missioni, che in tante e sì varie parti della Terra mantiene la Chiesa Cattolica, o per conservare, o per piantare in mezzo a gl’infedeli la vera Religione di Cristo. Ma sarebbe anche da desiderare, che a tanto zelo de’ Cattolici, e a sì belle speranze corrispondesse una più ubertosa messe, e da tante spese e fatiche maggior frutto si raccogliesse. Non si può dire, quanti ostacoli s’incontrino a poter’introdurre la semente Evangelica in quelle terre, e quanti accidenti, anche [p. 7 modifica]introdotta che sia, possano sradicarla. Il divieto e le gravissime pene imposte da i Turchi e Persiani, la Politica perversa, la pluralità delle Mogli, l’odio de’ Sacerdoti Maomettani, o Gentili, l’esempio cattivo de gli stessi Cristiani, l’interesse, e simili altre cagioni ed accidenti, o han precluso, o precludono l’adito al Vangelo in tanti paesi, o non gli lasciano far progressi nè alte radici. Fioritissima Cristianità s’era piantata nel Giappone: un fiero temporale, mosso, per quanto si crede, dalle suggestioni di chi professa bensì il nome di Cristiano, ma niuna difficoltà pruova a sacrificar la Religione al proprio interesse, all’improvviso la schiantò. Le disgrazie occorse al Cristianesimo della Cina, di Siam, e d’altri luoghi, non occorre rammentarle. Ad altre vicende son rimaste esposte le Missioni del Tunchino, della Cocincina, di Pegù, del Malabar, e d’altri paesi marittimi dell’Indie Orientali. Ora a me sembra, che la sola Cristianità del Paraguai goda de i singolari privilegj, e che sopra di quella piovano tutte le benedizioni di Dio; e però d’essa mi son’invogliato di scrivere, acciocchè chiunque de’ Cattolici arriverà a leggere queste poche notizie, occasione abbia di benedir Dio, all’osservare, come egli si sia fabbricato un Popolo eletto in que’ barbari e sconosciuti paesi. E tanto più volentieri ho prestata la mia penna a questo argomento, quanto più considero, che poco o nulla si sa, massimamente in Italia, del Paraguai, e molto meno come sia ivi con felicità mirabile allignata e radicata la vera Fede di Gesù Cristo. Però dar si potrebbe, che qualche obbligazione mi professassero un dì i Lettori, per averli io condotti senza loro incomodo e spesa a conoscere quella vasta parte di [p. 8 modifica]Mondo, e i costumi lodevoli o biasimevoli di quegli abitanti. Ma nulla di quanto son per dire, s’intenderebbe, s’ io prima non facessi conoscere a i Lettori poco informati, qual sia il paese, di cui ho preso a trattare, e che convien prima descrivere qual fu, per meglio capire, qual sia di presente.