I colloqui/Una risorta

Una risorta

../Totò Merùmeni ../Un'altra risorta IncludiIntestazione 26 novembre 2014 100% Poesie

Totò Merùmeni Un'altra risorta
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UNA RISORTA.


i.


«Chiesi di voi: nessuno
sa l’eremo profondo
di questo morto al mondo:
4Son giunta! V’importuno?»

«No!... Sono un po’ smarrito
per vanità: non oso
dirvi: Son vergognoso
8del mio rude vestito.

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Trovate il buon compagno
molto mutato, molto
rozzo, barbuto, incolto,
12in giubba di fustagno!...»

«Oh! Guido! Tra di noi!
Pel mio dolce passato,
in giubba o in isparato
16Voi siete sempre Voi....»

Muta, come chi pensa
casi remoti e vani,
mi strinse le due mani
20con tenerezza immensa.

E in quella famigliare
mitezza di sorella
forse intravidi quella
24che avrei potuto amare.


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ii.


«È come un sonno blando,
un ben senza tripudio;
leggo lavoro studio
4ozio filosofando....

La mia vita è soave
oggi, senza perchè;
levata s’è da me
8non so qual cosa grave....»

«Il Desiderio! Amico,
il Desiderio ucciso
vi dà questo sorriso
12calmo di saggio antico....»

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Ah! Voi beato! Io
nel mio sogno errabondo
soffro di tutto il mondo
16vasto che non è mio!

Ancor sogno un’aurora
che gli occhi miei non videro;
desidero, desidero
20terribilmente ancora!...»

Guardava i libri, i fiori,
la mia stanza modesta:
«È la tua stanza questa?
24Dov’è che tu lavori?»

«Là, nel laboratorio
delle mie poche fedi....»
Passammo tra gli arredi
28di quel mondo illusorio.

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Frusciò nella cornice
severa la sottana,
passò quella mondana
32grazia profanatrice....

«E questi sali gialli
in questo vetro nero?»
«Medito un gran mistero
36l’amore dei cristalli.»

«Amano?!...» - «A certi segni
pare. Già i saggi chini
cancellano i confini,
40uniscono i Tre Regni.

Nel disco della lente
s’apre l’ignoto abisso,
già sotto l’occhio fisso
44la pietra vive, sente....

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Cadono i dogmi e l’uso
della Materia. In tutto
regna l’Essenza, in tutto
48lo Spirito è diffuso....»

Mi stava ad ascoltare
con le due mani al mento
maschio, lo sguardo intento
52tra il vasto arco cigliare,

così svelta di forme
nella guaina rosa,
la nera chioma ondosa
56chiusa nel casco enorme.

«Ed in quell’urna appesa
con quella fitta rete?»
«Dormono cento quete
60crisalidi in attesa....»

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«Fammi vedere.... Oh! Strane!
Son d’oro come bei
pendenti.... Ed io vorrei
64foggiarmene collane!

Gemme di stile egizio
sembrano....» - «O gnomi od anche
mute regine stanche
68sopite in malefizio....»

«Le segui per vedere
lor fasi e lor costume?»
«Sì, medito un volume
72su queste prigioniere.

Le seguo d’ora in ora
con pazienza estrema;
dirò su questo tema
76cose non dette ancora.»

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Chini su quelle vite
misteriose e belle,
ragionavamo delle
80crisalidi sopite.

Ma come una sua ciocca
mi vellicò sul viso;
mi volsi d’improvviso
84e le baciai la bocca.

Sentii l’urtare sordo
del cuore, e nei capelli
le gemme degli anelli,
88l’ebbrezza del ricordo....

Vidi le nari fini,
riseppi le sagaci
labbra e commista ai baci
92l’asprezza dei canini,

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e quel s’abbandonare,
quel sogguardare blando,
simile a chi sognando
96desidera sognare....