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Giovinezza (Inno ufficiale fascista del 1922)

Su, compagni in forti schiere
marciam verso l'avvenire
Siam falangi audaci e fiere,
pronte a osare, pronte a ardire!

Trionfi alfine l'ideale
per cui tanto combattemmo:
Fratellanza nazionale
d'italiana civiltà!

Giovinezza, giovinezza,
primavera di bellezza!
Nel fascismo è la salvezza
della nostra libertà1

Non più ignava né avvilita
resti ancor la nostra gente
si ridesti a nuova vita
di splendore più possente!

Su, leviamo alta la faccia,
che ci illumini il cammino,
nel lavoro e nella pace:
sia la vera libertà!

Giovinezza, giovinezza,
primavera di bellezza!
Nel fascismo è la salvezza
della nostra libertà

Nelle veglie di trincea2,
cupo vento di mitraglia
ci ravvolse una bandiera
che agitammo alla battaglia!

Vittoriosa al nuovo sole
stretti a lei dobbiam lottare:
è l'Italia che lo vuole,
per l'Italia vincerem!

Giovinezza, giovinezza,
primavera di bellezza!
Nel fascismo è la salvezza
della nostra libertà

Sorgi alfin lavoratore,
giunto è il dì della riscossa:
ti frodarono il sudore
con l'appello alla sommossa

Giù le bende ai traditori
che ti strinsero a catena;
Alla gogna gl'impostori
delle asiatiche virtù.

Giovinezza, giovinezza
primavera di bellezza!
Nel fascismo è la salvezza
della nostra libertà

...è l'Italia che lo vuole,
eia eia alalà!3

  1. Secondo altre versioni "Nel fascismo è la salvezza della nostra CIVILTÀ", mentre in altre occasioni fu cantato il ritornello tradizionale "Della vita nell'asprezza(/ebbrezza) il tuo canto squilla e va!"
  2. Cantata nelle registrazioni più similmente a "trincera" per effettuare così la rima
  3. Verso finale incluso nelle registrazioni d'epoca, spesso non cantato e sostituito dal più famoso "(E) per Benito Mussolini, eia eia alalà!"