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XIV XVI

Per la qual cosa è da aver consideratione che le cirimonie si fanno o per utile o per vanità o per debito; et ogni bugia che si dice per utilità propria è fraude e peccato e disonesta cosa, come che mai non si menta onestamente; e questo peccato commettono i lusinghieri, i quali si contrafanno in forma d’amici, secondando le nostre voglie, quali che elle si siano, non acciò che noi vogliamo, ma acciò che noi facciamo lor bene, e non per piacerci, ma per ingannarci. E quantunque sì fatto vitio sia per aventura piacevole nella usanza, non di meno, perciò che verso di sé è abominevole e nocivo, non si conviene agli uomini costumati, però che non è lecito porger diletto nocendo: e se le cirimonie sono, come noi dicemmo, bugie e lusinghe false, quante volte le usiamo a fine di guadagno, tante volte adoperiamo come disleali e malvagi uomini: sì che per sì fatta cagione niuna cirimonia si dèe usare.