Epistole (Caterina da Siena) III/Lettera 93

A frate Raimondo da Capua - Lettera 93
Lettera 92 Lettera 94

[p. 43 modifica]A FRATE KAI310ND0 DA CAPUA dell’ ordine de’ predicatori.

I. L esorta ad esser seguitatore ed amatore della Terità, mostrando questa altro non essere che la dmoa volontà della nostra sanificatone, la qual verità si conosce nel conoscimento di noi medesimi, e uel sangue di Gesù Cristo.

II. Dell’amore che s: trae dal conoscimento di essa verità, onde lu prega ad annegarsi nel detto sangue per ritrarue gli effetti della virtù che produce, e singolarmente amare la solitudine e schivare le conversazioni.

Skitcsa 95.

Al nome di Jesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

I. ilarissimo Padre in Cristo dolce Jesù. Io Catarina, serva e schiava de’servi di Jesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo, con desiderio di vedervi Sposo vero della verità, e seguitatore ed amatore d’essa \erità, ma non veggo il modo che potiamo gustare ed abitare con questa verità, se noi noncognosciamo noi medesimi; perocché nel cognoscimento di noi in verità cognosciamo noi non essere, ma-troviamo Tesser nostro da Dìo, vedendo che elli ci ha creati alla immagine e similitudine sua, e nel cognoscimento di noi troviamo ancora la recitazione che Dio ci fece, recreandoci a grazia nel sangue deH’Unigenilo suo Figliuolo, il quale sangue ci manifesta la verità di Dio Padre. [p. 44 modifica]44 La verità sua fu questa, che elli ci creò per gloria e loda del nome suo, e perchè noi participassimo reterna bellezza sua, perchè fussimo santificati in lui.

Chi cel dimostra che questo sia la verità? il sangue dello immaculato Agnello. Dove troviamo questo sangue?

nel cognoscimento di noi.Noi fummo quella terra dove fu fitto il gonfalone della croce: noi stemmo come vasello a ricevere il sangue deirAgnelIo che corriva giù per la croce; perchè fummo noi quella terra ? perchè la terra non era sufficiente a tenere ritta la croce, anco arerebbe refiulata tanta ingiustizia; nè chiovo era sufficiente a tenerlo confitto e chiavellatto, se l’amore ineffabile che elli aveva alla salute nostra non l’avesse tenuto. Sicché dunque l’affocata carità verso l’onore del padre e la salute nostra il tenne: adunque fummo noi quella terra che tenemmo ritta la croce, e siamo il vaso che ricevemmo il sangue. Chi cognoscerà e sarà sposo di questa verità, trovarà nel sangue la grazia, la ricchezza e la vita della grazia, e trovarà ricoperta la nudità sua, e vestito del vestimento nuziale del fuoco della carità, intriso ed impastato sangue e fuoco, il quale per amore fu sparto e unito con la Deità. Nel sangue si pascerà e notricarà di misericordia; nel sangue dissolve la tenebre e gusta la luce; perocché nel sangue perde la nuvola dell’amore proprio sensitivo, ed il timore servile che dà pena, e riceve timore santo e sicurtà nel divino amore, il quale ha trovato nel sangue; ma chi non sarà trovato amatore della verità, non la cognoscerà nel cognoscimento di sè e del sangue che elli vada schiettamente e senza frasche, o novelle, o timore servile e senza il lume della fede viva, non solamente in parole, ma cli

basti d’ogni tempo, cioè, nell’avversità come nella prosperità e nel tempo della persecuzione, come nel tempo della consolazione, e per neuna cosa diminuisca la fede ed il lume suo: perocché la verità ha fatto cognoscerc nella verità, e non tanto per gusto ma per prova, dico, che se questo lume c questa verità 1:011

[p. 45 modifica]4’J sarà trovata nell’anima, non sarà però che non sia vasello cli

abbia ricevuto il sangue, ma per suo giudicio 0 sua confusione in tenebre, e dinudato del vestimento della grazia, riceverà giustizia, non per difetto del sangue, ma perchè esso spregiò il sangue, e come acciecato del proprio amore non vide, nè cognobbe la verità nel sangue, unde egli l’ha ricevuto in mina, e con grande amaritudine è privato dell’ allegrezza del sangue, e della dolcezza e del 1 rutto del sangue, perchè esso non cognobbe sè, nè il sangue in sè, e però non fu sposo fedele della Verità..


II. Adunque v’ è bisogno di cognoscere la verità a volere essere sposo della Verità, dove nella casa del cognoscimento di voi medesimo cognoscendo I’ essere vostro avere da Dio per grazia e non per debito, cd in voi cognoscere la recreazione che v’ ha data, cioè d’ essere recreato a grazia nel sangue delTAgnello, ed ine bagnarvi, ed annegare, ed uccidere la propria volontà!

in altro modo non sareste sposo fedele della Verità, ma infedele: e però io dissi, che io desideravo di vedervi sposo vero della Verità. Annegatevi dunque nel sangue di Cristo crocifisso, e bagnatevi nel sangue, ed inebbriatevi del sangue, e saziatevi del sangue, e vestitevi di sangue. E se fuste fatto infedele, ribattezzatevi nel sangue, se il demonio v’avesse offuscato l’occhio dell’intelletto, lavatevi l’occhio col sangue: se fusle caduto nella ingratitudine de’doni non cognosciuti, siate gralo nel sangue: se fuste pastore vile e senza la verga della giustizia condita con prudenzia e misericordia, traetela dal sangue, e coll’occhio dev’intelletto vederla dentro nel sangue, e con la mano deH’amoie pigliarla, e con ansietato desiderio streguerla, nel caldo del sangue dissolvete la tepidezza; e nel lume del sangue caggia la tenebre; acciocché siate sposo della Verità, e pastore vero, e governatore delle pecorelle che vi sono messe tra le mani, ed amatore della cella del1 anima e del corpo quanto v’ è possibile nello stalo vostro. Se starete nel sangue il farete, e se no, no, e [p. 46 modifica]46 però vi prego per amore di Cristo crocifisso, che voi il facciate, e spogliatevi d’ogni creatura, ed io sia la prima, e vestitevi per affetto d’amore di Dio, ed ogni creatura per Dio, cioè, d’amarne assai e conversarne pochi, se non in quanto si vede adoperare la salute dell’ anime, e così farò io, quando Dio mi darà la grazia, e di nuovo mi voglio vestire di sangue, e spogliarmi ogni vestimento che io avessi avuto per fine a qui. Io voglio sangue, e nel sangue satisfò, e satisfarò all* anima mia: ero ingannata quando la cercavo nelle creature. Sicché io voglio nel tempo della sollicitudine accompagnarmi nel sangue, e così trovarò il sangue e le creature, e berrò l’afletto e l’amore loro nel sangue: e così nel tempo della guerra gustarò la pace, e nella amaritudine la dolcezza, e nell’essere privata delle creature e della tenerezza del padre, trovarò il Creatore, ed il sommo ed eterno Padre. Bagnatevi nel sangue, e godete, che io godo per odio santo di me medesima. Altro non vi dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Jesù dolce. Jesù amore.