Dialoghi d'amore/APPENDICE/Poesie ebraiche (versione letterale)/V. Parole in lode del commentario di suo padre sopra i libri dei Profeti

V. Parole in lode del commentario di suo padre sopra i libri dei Profeti

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V. Parole in lode del commentario di suo padre sopra i libri dei Profeti
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V

Parole di Jehudah

figlio dell’eccellente interprete

in lode del commentario di suo padre

sopra i libri dei profeti

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Sia lodato ed esaltato sopra i grandi e i superbi
   colui che creò nella sua sapienza tutte le creature.
Di poi creò per ultimo l’uomo a sua immagine,
   e lo distinse con l’anima sua dalle bestie:
emanò il suo spirito dalla luce di cui è cinto,
   affinché non muoia come il resto dei deboli.
Ricercata è questa [luce] in ogni tempo per il suo splendore,
   e questa è la superioritá degli intelligenti sopra gli stolti:
5veramente in ciò la veritá dal falso vien separata,
   e i giudizi retti dai menzogneri.
Ai dodici figli dell’uomo pio con la discendenza loro,
   i quali furono fin dal seno materno sublimi, —
a loro la profezia di Dio e la legge sua furon congiunte,
   ed essi da tutti i figli dell’uomo erano chiamati suoi.
Le dilette dimore del loro rifugio erano nei cuori loro,
   mentre i loro restanti beni erano distrutti e calpestati.
Unione di vita nella Legge del fedele pose
   il Dio vivente, per ridar vita al cuore degli oppressi:
10incise in essa sono le cognizioni di tutte le creature
   e le leggi dell’opera di colui che fa ascendere le nuvole.
Vicini ad essa stanno gli altri frutti dei santi
   e gli scritti dei giusti, pieni di gloria:
quivi [si trovano] veritá, preziose cognizioni, precetti,
   la remunerazione degli osservanti e il castigo dei peccatori.
Dentro di essi celano numerose sentenze
   e una moltitudine di cognizioni in essi è nascosta.
Mirate quante profezie vi stanno rinchiuse,
   rinchiuse senza che si possa entrare e uscire:
15sono cinte di mura e profonde troppo per comprenderle
   e celate in una prigione.

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Uomini puri di cuore, che si erano alzati per spiegarle,
   si stancarono e indebolirono a penetrarle:
in veritá non pervennero al mistero del loro fondamento
   né alla mèta della volontá dei veggenti e dei contemplatori.
Per opera di Isacco, della stirpe di Jehudah, figlio di Samuele,
   ala del figlio di Dio [è compiuta] l’interpretazione delle Scritture:
[per opera] del padre del suo popolo, e discendente di David,
   e stirpe dei re di Jehudah, e figlio di principi.
20Grandi nel nome, di generazione in generazione, tutti gli avi suoi:
   nei loro cuori il segno del patto sacro portavano.
E in lui si riunirono grandezza, ricchezza e sapienza,
   meriti degli avi suoi, dello zelo di Dio zelantissimi:
la sua generositá, la sua pietá e la sua rettitudine
   son troppo grandi per essere qui espresse con insufficienti parole.
Uomini saggi erano agli occhi suoi come cavallette
   e temevano di apparire alla luce del suo viso.
I sapienti trattenevano le parole innanzi a lui
   e accorrevano per ascoltarlo come caprioli:
25attendevano come la pioggia le sue parole,
   e scorreva sopra di loro come rugiada sull’erbe;
le loro bocche spalancavano al miele della sua lingua,
   al miele vergine del suo palato, affamati e assetati.
Per il suo popolo veramente egli fu potenza e scudo,
   il liberatore degli oppressi dalle mani dei loro nemici:
egli fermo resistette, egli barricò le brecce,
   e difese i giudei dai leoni.
Grande nel senno, eccelso nella possanza e nella gloria;
   vasto il suo cuore come l’arena dei mari imperiosi.
30I re domandavano ogni giorno il suo consiglio,
   e tutti i principi e i condottieri di eserciti.
In ogni scienza, in ogni sapienza e intendimento
   i suoi disegni al desiderio di ognuno erano soddisfacenti:
ma la sua passione fu per la Legge di Dio in ogni momento,
   i suoi pensieri ad essa fortemente dediti e occupati.
Gli eventi del giorno e le fraudi dei re
   e le avversitá e la sua vita angustiata
non poterono allontanare il cuor suo dalla legge divina
   nè gl’impedirono di studiarla di giorno in giorno.
35Le sue opere furono fondate interamente sulla legge di Dio,
   verso il loro creatore volavano e si libravano costantemente:

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le sue parole mirano alla veritá come dardi
   aguzzi cosí che di un pelo non mancano il segno:
le sue parabole son ben intagliate e gradevoli
   e le sue sentenze piene di saggezza e belle,
ben fondate come perni piantati,
   veritiere senza «forse» e senza «se».
I libri suoi pieni di sapienza fanno conoscere
   che egli è il capo di quanti cercano e trovano intelligenza:
40le dottrine in esse sono purificate e raffinate;
   parole false ed eresie a lui sono in odio.
Un balsamo il suo frutto, e la sua foglia un farmaco;
   le sue vivande e il suo cibo sono salutari;
il mosto del suo vino è conservato nella sua uva,
   e di esso tutti i giudiziosi di cuore bevono;
le sue acque sono schiette, veramente pure,
   vive sono e non acque di fossi.
Le sue vesti sono di porpora e arabescate:
   da sé rimosse tutti gli stracci consunti.
45I suoi commentari sopra i cinque libri della legge
   son come dall’alto dei cieli sopra di essi discesi:
e sugli otto libri delle profezie
   veramente interpretò, veramente scrisse cose meravigliose.
Ecco qui tutti, i primi e gli ultimi,
   sono stampati, divisi in sezioni,
composti per mano di un maestro e artefice,
   che nell’arte della stampa è in capo agli eccelsi,
con l’aiuto del figlio primogenito di quel grande, dello studioso
   Jehudah (questi è colui che canta tra le fronde).
50Sia l’anima del nostro grande nel paradiso di Dio,
   sia la sua dimora nella dimora dei profeti.
Liberazione mandi al popol suo Iddio, ai suoi diletti;
   le mani sue stabiliscano il santuario e le celle,
secondo le parole del suo fedele compagno, suo profeta,
   e secondo le profezie dei profeti.
Tu che brami le veritá, levati e penetra e intendi
   gli amabili libri del padre, i canti del figlio.
L’intelletto è come argento senza scorie fuse,
   [è come] crogiuolo e fornace costrutta di mattoni.
55II padre ordinò sapienza; il figlio compose
   le strofe alla canzone, in numero di cinquantadue.