Dell’uso de’ conduttori metallici a preservazione degli edifizi contro de’ fulmini, nuova apologia/Dedica

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Prefazione

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AGL’ILLUSTRISS., ED ECCELLENTTSS. SIGNORI

ANDREA QUERINI,

GIROLAMO GRIMANI,

SEBASTIAN FOSCARINI K.R

SENATORI GRAVISSIMI, RIFORMATORI DELLO STUDIO DI PADOVA

Giuseppe Toaldo.


L Inclita Nazione Veneta, siccome abbondando d’industria, e di talenti, molte nobili invenzioni ed arti ha somministrato agli altri popoli, nate, o perfezionate nel suo seno, d’onde i più celebri Scrittori di questo secolo riconoscono in gran parte i [p. iv modifica]primordj della presente florida coltura d’Europa; così, di prudenza ripiena, non mancò mai di accogliere prontamente i ritrovati utili, che dagli stranieri Le venissero tramandati. Per non diffondermi nel proemio d’opera picciolissima, in una prolissa induzione d’esempj dell’una e dell’altra specie, antichi e moderni, a bastanza noti; se gl’Inglesi furono felici di concepire i primi, e porre ad effetto, l’idea dei Conduttori Metallici a preservazione degli Edificj dal fulmine; i Veneziani, sempre intenti a cogliere tutto ciò, che abbia del nobile, dell’interessante per li popoli, d’utile per lo Stato, di salutare all’uman genere, non furono gli ultimi ad abbracciare così mirabile invenzione. Al gravissimo e cospicuo Vostro Magistrato, Esimj Senatori, si deve il primo merito d’averne prestato un luminoso esempio.

A Vostre Eccellenze pertanto, non solo per la generale presidenza degli Studj e di tutte le cose Letterarie Loro demandata dall’Augusto Senato, ma per la costruzione del primo Conduttore Pubblico, da Loro comandata, ed eseguita in questa Specola di Padova, viene di ragione consecrato questo Discorso che ne contiene la descrizione, con una nuova Apologia de’ Conduttori medesimi. L’opera dunque interessando in qualche modo il nome di questo Eccellentissimo Magistrato, non ha bisogno d’altra raccomandazione appresso la clemenza Loro, se non che quella di scusa per la sua tenuità, ed imperfezione; e di quella d’un generoso compatimento verso l’umile autore; il quale implora, che in luogo dei talenti, V. V. E. E. degnino tenergli conto della efficace sua volontà, d’adempire in tutto il suo dovere, e di promovere quanto può quelle Facoltà, che gli furono da Esse tanto benignamente affidate.

Padova 18. Gennaro 1774.