Codice cavalleresco italiano/Libro II/Capitolo XIII

Impiego della mano sinistra sul terreno.

../Capitolo XII ../Capitolo XIV IncludiIntestazione 27 maggio 2022 100% Da definire

Impiego della mano sinistra sul terreno.
Libro II - Capitolo XII Libro II - Capitolo XIV
[p. 92 modifica]

XIII.

Impiego della mano sinistra sul terreno1.

ART. 183.

In uno scontro con le armi non si deve concedere l’uso della mano sinistra, nè come parata nei duelli alla spada, nè quale mezzo per deviare l’arma dell’avversario, o per parare nei duelli colla sciabola (De Rosis, IV, 27°; Angelini, XIV, 6°).

Nota. — L’uso della mano sinistra (se destro), della destra (se mancino), è bandito nei duelli alla spada tanto come parata, quanto, e a maggior ragione, per afferrare e deviare il ferro nemico. Il braccio e la mano non armata si possono usare nei duelli di sciabola per parare un colpo. Ma chi agisse altrimenti, si renderebbe reo di tradimento e dovrebbe sottostare alle pene sancite dal Codice penale per i ferimenti volontari.

ART. 184.

In seguito ad accordo tra le parti si concede la facoltà di servirsi della mano sinistra come semplice parata nei duelli con la sciabola; però, questa condizione non può essere imposta da una all’altra delle parti avversarie.

Nota. — Così opinarono pure Châteauvillard, IV, 10°; Angelini, XIV, 7°. I testimoni, non devono mai [p. 93 modifica]discendere a tale domanda, e qualora la maggioranza li obbligasse a concederla, rinunzino al mandato di rappresentante; perchè, quantunque reciproca, tale concessione può essere causa di risultati troppo funesti, come dice Bazancourt, e di errori notevoli, senza arrecare alcun vantaggio, capace di controbilanciarli.

ART. 185.

Uno dei primi, anche se offensore, e se i rappresentanti hanno accondisceso a tale reciproco accordo, può rifiutarsi sempre di accettarlo, essendo l’uso delle due mani contrario alle buone consuetudini cavalleresche.

ART. 186.

1° Nei duelli con la spada non si può parare, o deviare il colpo del ferro nemico con la mano. (Châteauvillard, V, 14°, e Angelini, XIV, 6°).

2° In quelli con la sciabola è lecito parare i colpi col braccio (Angelini, XIV, 7°).

3° I testimoni sono in diritto di far legare la mano disarmata a quel duellante, che, battendosi con la spada, para, o tenta di parare, con la mano i colpi diretti contro di lui dall’antagonista.

Nota. — Secondo il Bellini (VIII, I), se nelle condizioni di scontro, o durante il combattimento si volesse imporre l’esclusione di alcuni colpi; l’avversario, a cui quella esclusione non garba, ha il diritto di rifiutare il combattimento.

ART. 187.

Infrange le regole di cavalleria, ed è squalificabile [p. 94 modifica]colui che, trovandosi corpo a corpo con l’avversario, si serve della mano sinistra per respingerlo.

Nota. — Il duello è stato conservato per evitare pugilati e lotte, che ripugnano a persone ben nate ed educate; è quindi necessario che i duellanti, se sono gelosi della loro nomea di gentiluomo, usino esclusivamente le armi.

ART. 188.

Non si deve concedere l’alternativo uso delle due mani durante lo scontro, salvo il caso di duelli gravi, provocati da cause molto serie, e nei quali uno degli avversari, ferito ad un braccio o ad una mano, domandi di continuare il duello con l’altra mano.

Nota. — Così opinano anche: Bellini, VIII, V; Angelini, XIV, 3°; De Rosis, III, 15°, ma è da ritenersi codesto passo illegale, e il relativo duello «all’americana». Perciò:

ART. 189.

Su questa concessione dovranno, però, precedentemente accordarsi le due parti; ed i padrini inseriranno la facoltà concessa nel verbale di scontro.

ART. 190.

Nei duelli alla spada, verificandosi che uno dei tiratori allontani colla mano disarmata il ferro nemico, o ne pari il colpo, i testimoni hanno l’obbligo di esigere che la mano di chi si rese colpevole di tale infrazione, venga legata, perchè non si abbia a ripetere l’inconveniente deplorato; e lo svantaggio che ne deriva sia la giusta conseguenza della mancanza di lealtà o di calma nel combattente (Châteauvillard, V, 15°; De Rosis, IV, 28°). [p. 95 modifica]

ART. 191.

Durante il combattimento è vietato di cambiare l’arma di mano, a meno che ciò sia stato preveduto nel verbale di scontro ed accettato dalle parti.

Nota. — Questo articolo risponde alla domanda:

In uno scontro con le armi bianche si può cambiare l’arma di mano ed usare a piacimento la destra e la sinistra?

La questione non è tra le più ardue. Per avere il diritto di cambiar di mano l’arma durante lo scontro, è necessario, innanzi tutto, prevenire i testimoni della parte contraria, per averne la loro autorizzazione e l’accettazione dalla parte avversa. Praticando diversamente, si agirebbe in modo sleale, perchè il primo avversario colto alla sprovvista, potrebbe restare sgomento, più che meravigliato, da tale sorpresa. Di più, è atto scortese e contrario alle buone regole di cavalleria, fare assegnamento sulla perplessità, che un repentino cambiamento di mano può cagionare al nemico, per riescire vittoriosi in una partita d’onore.

Benchè tutti i codici del duello siano concordi nel condannare quale atto sleale, «il cambiar l’arma di mano» durante lo scontro; pure qualche volta si è praticato sul terreno.

Note

  1. In questo libro si ritiene che i tiratori impugnino sempre l’arma con la destra. Si consulti il Manuale del duellante (Gelli) a pag. 85; Della mano sinistra nel duello.