Apri il menu principale

Canzoniere (note di G. Leopardi)/Que' ch'infinita providentia et arte

IV

../Era il giorno ch'al sol si scoloraro ../Quando io movo i sospiri a chiamar voi IncludiIntestazione 28 agosto 2008 25% poesie

Era il giorno ch'al sol si scoloraro Quando io movo i sospiri a chiamar voi


 
Que’ ch’infinita providentia et arte1
mostrò nel suo mirabil magistero,2
che crïò questo et quell’altro hemispero,3
4et mansüeto piú Giove che Marte,4

vegnendo in terra a ’lluminar le carte5
ch’avean molt’anni già celato il vero,
tolse Giovanni da la rete et Piero,
8et nel regno del ciel fece lor parte.6

Di sé nascendo a Roma non fe’ gratia,7
a Giudea sí, tanto sovr’ogni stato8
11humiltate exaltar sempre gli piacque;

ed or di picciol borgo un sol n’à dato,9
tal che natura e ’l luogo si ringratia
14onde sí bella donna al mondo nacque.

Note

  1. IV - 1. Que’: colui, cioè Dio.
  2. 2. nel suo mirabil magistero: nella sua meravigliosa opera della creazione del mondo.
  3. 3. crïò: creò. questo et quell’altro hemispero: l’uno e l’altro emisfero.
  4. 4. e diede al pianeta detto Giove più benigni influssi che a quello di Marte. Opinione antica.
  5. 5. a ’lluminar le carte: a rischiarare le letture sacre; a svelare il senso delle scritture sacre.
  6. 8. e diede loro parte nel regno del cielo, cioè li fece partecipi del regno del cielo.
  7. 9. non fece a Roma la grazia di nascer quivi
  8. 10-11. sovr’ogni stato humiltate exaltar: innalzare gli umili sopra ogni condizione umana.
  9. 12-14. ed ora da una piccola terra [Caumont dove nacque Laura] ci ha fatto nascere un sole tale, che gli uomini ringraziano la Natura e il luogo che hanno prodotto sì bella donna, cioè Laura.