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Anno 289

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Anno di Cristo CCLXXXIX. Indiz. VII.
CAIO papa 7.
DIOCLEZIANO imperadore 6.
MASSIMIANO imperadore 4.
Consoli

BASSO per la seconda volta e QUINZIANO.

Seguitò ad essere prefetto di Roma Pomponio Januario. Prima che Mamertino recitasse il suo panegirico, racconta egli che i due imperadori vennero, Diocleziano dall’Oriente, e Massimiano dal Ponente, per abboccarsi insieme e trattar dei ripieghi per i bisogni dell’imperio. Carausio, impadronito della Bretagna, sempre più cresceva in forze; i Barbari scatenati da ogni parte, non ostante le rotte lor date, minacciavano tutto dì le provincie romane. Mamertino2731 parla di questo abboccamento, che sembra diverso da un altro, di cui ragioneremo più innanzi. Videsi allora e si ammirò la stupenda unione e concordia di questi due principi, uno de’ quali, cioè Diocleziano, fece pompa dei regali a lui mandati dal re persiano, e l’altro delle spoglie riportate dal paese germanico. Quando si ammetta che in questo, e non già nel precedente anno Mamertino recitasse in Treveri il suo panegirico a Massimiano, che si trovava in quella città, capo allora delle Gallie, e frontiera contro i Germani, si può credere che qualche tempo prima avendo esso Augusto Massimiano compiuta la fabbrica di una flotta, per procedere contro Carausio usurpator della Bretagna2732, la spignesse dai fiumi nel mare. Erano state basse fin allora l’acque per la lunga serenità, durata anche nel verno; ma vennero a tempo pioggie, le quali, coll’ingrossar i fiumi, facilitarono il trasporto di que’ legni all’Oceano. Di bei successi, di felici vittorie prometteva perciò quel panegerista a Massimiano. Ma diversi dall’aspettazione riuscirono poscia gli avvenimenti. Dovette darsi qualche battaglia navale, in cui la peggio, per la testimonianza di Eutropio2733, toccò a Massimiano, non essendo le genti sue sì sperte nei combattimenti marittimi, come quelle di Carausio, uomo avvezzo più di Massimiano a combattere in quell’elemento. Questa non aspettata disgrazia quella fu che indusse Massimiano2734 ad ascoltar proposizioni di pace. E infatti riuscì a Carausio di ottenerla, con ritener la signoria della Bretagna, inorpellandola col titolo di Difensore di quelle provincie per la repubblica romana. Se è vera una medaglia, rapportata dal cardinal Noris2735, leggendosi ivi PAX AVGGG., si conosce che anche Carausio conservò il titolo di Augusto, di consenso degli altri due imperadori. Per conto di Diocleziano, potrebbe essere che in quest’anno egli facesse guerra ai Sarmati, Jutunghi e Quadi, e ne riportasse quelle vittorie che si veggono mentovate dai panegiristi d’allora2736, per le quali in qualche iscrizione Diocleziano è intitolato Sarmatico. Trovasi anche nelle medaglie2737 di questo Augusto VICTORIA SARMATICA. Sarà probabilmente un’iperbole adulatoria quella di Eumene2738, dove dice che la nazion de’ Sarmati fu per queste guerre sì estenuata ed abbattuta, che appena ne restò il nome per pruova della sua rovina. Noi troveremo anche da qui innanzi assai vigorosa quella gente, e nemica possente dell’imperio romano. Parlano ancora i panegiristi del ristabilimento della Dacia, provincia di là dal Danubio2739, abbandonata già da Aureliano, ma senza poter noi meglio conoscere in che consistesse questo accrescimento o vantaggio dell’armi romane.