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stile, ma le sue personali differenze di stile che lo distinguon da ogni altro, come ogni volto ha la sua propria e diversa fisonomia: una cert’aria dilicata, o vivace, seria, od amena, maestosa, o gentile, fantastica, o sentimentale, e così via discorrendo, sono altrettanto fisonomie dello stile, ma non son lui, servono è vero a determinare e distinguere o le affezioni, o il carattere, ma di per se non ne formano nè la natura, nè la bellezza fondamentale; e chi però dello stil giudicasse da queste sole farebbe lo stesso sbaglio, che a giudicar di una musica dai soli tempi e dai toni, in ch’ella è scritta. Ma in che dunque consiste questa essenziale bellezza, e a quali note deciderne con sicurezza? Eccone in un breve abbozzo i principali e infallibili contrassegni, senza eccezione applicabili ad ogni stile e prosaico, e poetico, e di qualunque genere ed argomento: che sia prima di tutto chiaro, nitido e puro, ed in tutto il suo giro regolare e uniforme, che giudicioso e parco negli ornamenti n’escluda il lusso soverchio, e l’affettazione; che preciso ed esatto non adotti parola che non sia giusta, necessaria, espressi-