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di carlo darwin 33

genio e senza esagerare si può dire che la mimica, come ramo speciale della biologia comparata, si è affermata come una scienza nuova colla sua opera uscita alla luce, or sono appunto dieci anni.

Il Darwin ha studiato la mimica delle principali emozioni negli animali, nei bambini, nell’uomo adulto, e indirizzando un ricco interrogatorio ai viaggiatori, ai missionari, a tutti i suoi corrispondenti sparsi per le cinque parti del mondo, ha raccolto un numero straordinario di fatti nuovi, che ha sottoposti poi tutti alla lente dell’evoluzionismo, per rintracciare i rapporti, i perchè del prima e del poi. Si può dissentire in alcuni particolari, si possono respingere parecchie delle sue spiegazioni troppo affrettate o troppo temerarie, ma si deve pur sempre ammirare il sereno orizzonte, che ci vediamo aperto dinanzi, dopo la pubblicazione del suo libro meraviglioso. In un modesto mio volume pubblicato ora è un anno, e che io sentiva il bisogno di dedicare a Darwin, io diceva: poco più di due secoli separano l’opera di Gio. Battista della Porta da quella di Darwin; eppure quale abisso li disgiunge per il metodo che li indirizza. Par di leggere due libri scritti in diverse lingue! Lì tutto divinazione, tutta cabala e il povero pensiero scientifico galleggia appena in un mare di affermazioni arrischiate, di coincidenze fortuite. Qui poche affermazioni e molti dubbi; ma quanta sicurezza di metodo, quale vastità di orizzonti per l’avvenire. Là abbiamo un mondo fantastico, che non si abbraccia, perchè è fatto tutto di nebbia e di fantasmi, qui invece poggiamo il piede sul sodo terreno della natura e la strada per la quale ci addentriamo